LEZIONI DI fIORENTINO PER ASPIRANTI MADRELINGUA

Quando un padre o una madre fiorentina vedranno il sopraggiungere dell’inizio dell anno scolastico verrà nominata una Santa sconosciuta al martirologio cristiano e al Calendario. 
SANTA SUSINA.
Infatti alcuni giorni prima, dell’ inizio dell anno scolastico, il genitore fiorentino inizierà a ripetere un canto propiziatorio, di speranza (per il genitore che finalmente avrà casa libera)

SANTA SUSINA SI TORNA A SCUOLINA.

Lo studente facendo la sua prima cartella guarderà bene se nell astuccio saranno presenti sia le matite che i lapis (che nel parlar comune diventa i’lapisse) e conseguentemente
l’appuntalapisse. 

Si perché a Firenze il LAPIS è quello nero quello che i vecchi bottegai tenevano a cavalcioni dell’orecchio … quelle colorate sono le matite. 

Quando poi lo studente non si presenterà a scuola (senza che i genitori lo sappiano) allora si userà l’espressione FARE FORCA e FORCAIOLO sarà lo studente stesso.

< vecchi ricordi mode on>
Dove vanno, oppure dove andavano gli studenti fiorentini negli anni 70/80, quando facevano forca ? 
ma dove se non a BOBOLI
< vecchi ricordi mode off>

i disertori – micol v. osti

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Un bel esordio con un argomento nemmeno tanto semplice da raccontare. Quindi anche coraggiosa la giovane autrice ferrarese.
La storia c’è.
Auguro a Micol di collaborare con un editor che abbia la pazienza e la voglia di farla crescere, di prenderla per mano di tagliare e cucire.
Se questo dovesse accadere credo che la penna della Osti ci riserverà piacevoli letture anche nel futuro.
Le storie ci sono e mi è piaciuto anche il modo e il mondo dove raccontarle.

TERZA DI COPERTINA
Peter Wolf e Atlas Alcott erano solo due ragazzi durante la Grande Guerra. Due giovani in trincee opposte l’una all’altra. È stato un assurdo incidente a fare incontrare i due nemici. Una casualità che li porta a decidere di disertare insieme. Nella bollente e scintillante New York dei ruggenti anni ’20, Peter e Atlas si sono fatti strada come duo di musicisti. Sono imprigionati in quell’intrigo d’illegalità che domina gli anni del proibizionismo. Si esibiscono in uno speakeasy. Vivono nell’albergo di lusso che nasconde il locale e il cui padrone è un boss mafioso. Del resto però il boss Frank De Latini li tiene al sicuro dal loro passato e ben protetti nel suo impero. Non male dopotutto, no? No. Perché ci sono segreti che perfino i due -ormai inseparabili- amici nascondono l’uno all’altro. E si sa… Le bugie hanno le gambe corte. Il primo capitolo della storia di due amici dal rapporto fraterno, incastrati nel conflitto tra polizia e criminalità. Vincere una guerra è difficile. Soprattutto quando non sai da quale delle due parti stare.

ho scritto un capolavoro

Lavorando in libreria mi capita spesso di sentirmi chiedere coma fare a pubblicare un romanzo con MONDADORI. Le indicazioni sono sempre le stesse inviate il manoscritto al responsabile della collana.
Per sapere qual’è il responsabile di collana chiami il centralino a Segrate che le passerà la segreteria …. etc. etc.
Il 99% è ma se lo lascio qui non ci può pensare lei che è Mondadori.

Come vi spiega bene Franco Forte nel video più sotto se vi presentate bene …. avete più possibilità di essere letti.

acido solforico – amelie nothomb

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Iniziamo dicendo che il libro esce in Francia nei primi anni zero.
Acido solforico è una satira pungente sulla moda di seguire le avventure di un gruppo di sconosciuto (o quantomeno pseudo-famosi) rinchiusi in una casa.
Il reality del libro si chiama CONCENTRATION ed ripropone una situazione simile a quella dei campi di concentramento tedeschi della II Guerra Mondiale. Non ci sono provini. I personaggi vengono rapiti per le strade a caso (probabilmente).
Breve e scomodo che mette di fronte il lettore alla propria ipocrisia.

AGGIUNTA DEL 2019
Immaginiamo che una rete televisiva decida di creare un reality e di chiamarlo NAUFRAGHI rapendo persone per caso in mezzo alle nostre strade. Alcuni poi verrebbe lasciati sulle coste libiche in mano ad altri (che fungerebbero da aguzzini) a sperare di trovare una barca per tornare a casa. Per poi imbattersi in un Primo Ministro (sempre scelto a caso fra i rapiti) che dovrà decidere se lasciarli in mano agli aguzzini, lasciarli annegare o farli rientrare in italia.

Alla fine è quello che succede nella realtà (Minniti o Salvini poco cambia) e il nostro cinismo ipocrita ci fa vedere questi accadimenti proprio come se fossero un grande show … senza pensare che si sono uomini, donne e bambini che persone la vita.

Un reality show dall’inequivocabile nome Concentramento, basato su regole che ricordano il momento più orribile della storia dell’umanità. Per le strade di Parigi si aggira una troupe televisiva inviata a reclutare i concorrenti, che vengono caricati su vagoni piombati e internati in un campo dove altri interpretano il ruolo di kapò. La vita di tutti si svolge sotto l’occhio vigile delle telecamere e il momento di massima audience arriva quando i telespettatori decidono l’eliminazione-esecuzione dallo show di un concorrente attraverso il televoto. Gli strali della scrittrice da sempre al centro di polemiche colpiscono questa volta, con meno leggerezza ironica e più disgusto, una società in cui la sofferenza diventa spettacolo.

1984 – George orwell

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
cosa si può aggiungere che non è già stato detto su questo romanzo ? Definire il libro con tre aggettivi come “inquietante”, “da incubo” e “sorprendente” non dovrebbe sorprendere nessuno dei lettori di questo libro. Non si può aggiungere niente. E’ un classico e stop.

TERZA DI COPERTINA:
L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”. Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo

addio alle armi – ernest hemingway

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

Finito e deluso (che potrebbe anche essere il titolo di una canzone di Carmen Consoli). Forse più che deluso infastidito. Privo di ogni empatia. Una fredda cronaca di avvenimenti senza nessun trasporto di emozionale.
Sul periodo sono altri i libri che mi hanno emozionato.

TERZA DI COPERTINA
 temi della guerra, dell’amore e della morte, che per diversi aspetti sono alla base di tutta l’opera di Hemingway, trovano in Addio alle armi uno spazio e un’articolazione particolari. È la vicenda stessa a stimolare emozioni e sentimenti collegati agli incanti, ma anche alle estreme precarietà dell’esistenza, alla rivolta contro la violenza e il sangue ingiustamente versato. La diserzione del giovane ufficiale americano conducente di autoambulanze, durante la ritirata di Caporetto, da atto apparentemente “inconsulto” viene rivelandosi, col ricongiungimento tra il protagonista e la donna della quale è innamorato, una condanna di quanto di inumano appartiene alla guerra. Ma anche l’amore, in questa vicenda segnata da una tragica sconfitta della felicità, rimane un’aspirazione che l’uomo insegue disperatamente, prigioniero di forze misteriose contro le quali sembra inutile lottare.

ma quanti libri leggi ?


Spesso mi sento chiedere:
Ma leggi solo libri belli ?
Dai ti pagano per forza non ho mai letto una tua recensione (se quelle che faccio io si possano chiamare recensioni) dove distruggi un libro.

Semplice dei libri che non mi sono piaciuti non ne parlo.

Se adesso qualcuno pensa:
Del mio libro non ha detto niente allora gli ha fatto schifo (come se la mia opinione potesse spostare le vendite sul mercato editoriale) 

Nella foto ci sono i libri comprati ancora da leggere

Oltrie questi ci sono circa 530 libri già letti e non ancora disordinatamente appuntati.

che fina ha fatto sandra poggi ? – davide pappalardo

Prima di chiedersi che fine ha fatto la Sandra, il lettore si chiederà ma chi è Sandra Poggi ?
Appunto.
Chi è Sandra Poggi ? La donna delle schermo del nostro Libero ?
Una persona in pericolo o un pericolo per le persone ?
Molte delle risposte le si trovano nella narrazione della storia, altre invece le dobbiamo trovare attraverso la Sandra Poggi che abbiamo dentro.
Aldilà di queste questioni il romanzo si legge e scorre senza intoppi.
Mi sono GODUTO le piccole perle che ogni tanto Davide lascia cadere così nella narrazione (non dirò quali per non fare spoiler).
Un libro che segna più di un punto a favore di Davide grazie anche allo stile narrativo che si alterna a seconda se i momenti sono di azione o di pensiero.
Secca, asciutta, pulita ma anche sporca nel primo caso e più ricercata, desueta, antica, nel secondo.

Se vi piacciono i romanzi che alla azione accoppiano anche sostanza ecco questo è uno dei romanzi che potete/dovete leggere.

Milano, dicembre 1973. Libero Russo, scalcagnato investigatore, viene contattato da uno sconosciuto nella sua bicocca al quartiere Isola, dove vive in compagnia di un gatto e delle canzoni di Fred Buscaglione. Deve rintracciare Sandra Poggi, una ragazza della Milano bene di cui si sono perse le tracce. Un caso all’apparenza semplice, visto che la giovane è in contrasto con la famiglia. Libero, alle prese con i propri tormenti interiori e con la nostalgia per la sua terra, la Sicilia, intuisce che potrebbe non trattarsi semplicemente di una fuga da casa. In un vorticoso giro di giostra tra Milano, Venezia e Bologna, l’investigatore entra in contatto con neofascisti, strizzacervelli, prostitute, doppiogiochisti, movimentisti, poliziotti corrotti, per cercare di arrivare a Sandra, che sembra volatilizzarsi ogni volta che l’afferra, in un gioco di specchi in cui non si sa più chi è l’inseguito e chi l’inseguitore… 

la dottrina del male – alessandro berselli

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

Tutti abbiamo letto e conosciamo la storia di Adamo ed Eva.
Sappiamo che fra i tanti alberi e frutti che vivevano nel giardino dell Eden ve ne era uno … l’Albero della conoscenza o l’Albero del bene e del Male.
Dio vieta ad Adamo e Eva di mangiarne i frutti, ma non impedisce di farlo lasciandolo a bella mostra.
Quindi Dio regala ai nostri “nonni” uno dei regali più belli.
LIBERO ARBITRIO
Un arma potente e pericolosa.

Alessandro Berselli in questo romanzo ci racconta, attraverso, la storia di Ivan Cataldo questa potente arma che abbiamo fina dalla nascita.
Delle scelte che ci permette di fare, dei pro e dei contro.
Un romanzo nero, non un romanzo di fantascienza dispotica (ma che ne usa a volte l’ambientazione), che ci mette di fronte a noi stessi e che come tutti i romanzi che ho amato mi lascia DOMANDE e non mi da risposte.

TERZA DI COPERTINA

Ivan Cataldo è uno spin doctor, un guru della comunicazione politica seducente e carismatico, con un matrimonio appagante e un’invidiabile posizione socioeconomica. Le sue certezze professionali e affettive cominciano a sgretolarsi nel momento in cui alla MindFactory, l’agenzia della quale è amministratore delegato, si presenta il portavoce di una misteriosa organizzazione che si dichiara in grado di vincere le elezioni in tutti gli Stati nevralgici, Italia compresa, per creare un nuovo ordine mondiale. Chiamato a seguirne la campagna mediatica, Cataldo è dapprima riluttante ma poi, affascinato dal loro manifesto di partito, decide di accettare l’incarico. Sarà il più grande errore della sua vita. Noir distopico e intimista, La dottrina del male riflette sugli inquietanti scenari di dominio all’orizzonte e ne indaga le ripercussioni psicologiche, domandandosi a quale prezzo siamo disposti a vendere la nostra integrità.