Metafisica dei Tubi – Amelie Nothomb

tubiParzialmente autobiografico narra i primi anni di vita della scrittrice figlia di un diplomatico belga che al momento della nascita della figlia si trova in Giappone. Solo parzialmente perché la Nothomb parlando do se stesso parla di tutti di noi. La scoperta del piacere, del peccato e della trasgressione attraverso l’assaggio, di nascosto dal genitore, di un pezzetto di cioccolato bianco portato dalla nonna in visita.
E’ cosi che l’io bambino, il tubo del romanzo, da quel fatto insignificante (la scintilla della trasformazione da essere puramente fisico ad essere pensante) conosce e sperimenta il contatto con l’altro, con la natura, con la paura di essere scoperto,  il senso di superiorità, i ricatti affettivi, l’odio, il ribrezzo, l’amore, l’abbandono, l’angoscia.

TERZA DI COPERTINA

Un’autobiografia scanzonata e irriverente dei primissimi anni di vita dell’autrice. La scoperta del gusto, del peccato, della potenza e della fascinazione della parola impegnano il tubo-Amélie, apparentemente inerte. In una compulsione di pensieri e metafore l’autrice consegna al Dubbio, una formula corrosiva che condensa irrequietezza e catarsi:”Vivere è rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell’orifizio del lavandino.”

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