Inedito di Bob Dylan ? No è Pete Molinari

Alcuni anni fà in Italia venen la modo di clonare i nostri cantautori più importanti e farne uscire alcune “fake”. Provate ad ascoltare Pete e ….. poi ditemi
Le atmosfere riportano direttamente al primo Bob Dylan, sebbene la voce sia più ambigua del celebre nasale del menestrello di Duluth. Ma riportano anche a certe cose di Hank Williams e Woody Guthrie. Invece il cantante si chiama Pete Molinari. Cognome italiano, origini sia maltesi sia egiziane sia italiane. E viene da Chapham, Kent, Inghilterra. Il suo primo singolo, “A virtual landslide”, uscito per una nuova etichetta discografica, non è stato esattamente un successo: su iTunes ha guadagnato in tutto 27 dollari. Ora si spera che l’impatto negativo non abbia scoraggiato il cantautore, perché il talento c’è e si vede, anzi si sente. Un talento affinato in quasi due anni di peregrinazioni negli Stati Uniti, anche in locali che furono frequentati da Jack Kerouac. Il mensile britannico “Q” ha scritto che la sua è “una voce straordinaria” che suona come qualcosa registrato “verso il 1952”. “Mojo” ha parlato di “folk-blues superbo”.

Alcune parti di questo post sono tratte da:
ROCKOL TICINONEWS RADIO 3iii
che riportano lo stesso articolo con proprio Copyright.

Cito Fabio Volo

“Mi sento come uno scalatore appeso alla parete rocciosa che vede solo ciò che ha davanti appiccicato al naso, e non riesce più a vedere la cima, la vetta, il motivo per cui sta scalando, e nemmeno cosa sta scalando. Forse ho bisogno di scendere un attimo e chiarirmi bene le idee.”

Beh si questa è la mia situazione attuale.
Ho così tante, troppe, cose da fare …
tante, troppe, a cui pensare che
spesso non riesco a vedere il frutto di questi sforzi
Continuo, come la scalatore di Volo, a salire la montagna
ma senza la cognizione di dove stò andando
e perché stò andando in quella direzione ….

Ci vado perché è la mia volontà, oppure perché non posso fare altro
che salire e continuare a scalare sperando un domani di arrivare in vetta.

Fermarsi ? Beh l’idea e’ lì nella mente che martella in continuazione.
Fermati. lasciati andare. molla tutto. torna indietro.

Alta Fedeltà – Nick Horby

l’unico romanzo generazionale che mi sia piaciuto, forse perché scritto da un mio coetaneo (ho qualche, diversi, anno di meno) forse perché parla
in tanti posti di me. C’e’ una pagina stupenda nella quale parla del suo negozio di dischi, dei colleghi, dei clienti, Dopo averla letta normalmente l’ho riletta di nuovo cambiando da dischi a libri …. e cappero parlava di me. 4 Stelle.