Monotono – Skiantos (30 anni dopo)

300x300  Questo fu il primo Long Playing ufficiale degli “SKIANTOS” datato 1978 (dopo lo sperimentale “Inascoltable” dell’anno precedente). Le prime 5000 copie furono stampate in vinile colorato di giallo (“giallo vomito”). Si apre con un dialogo accelerato in autentico gergo giovanile fine anni ’70: “Ma che cazzo me ne frega ! Genere ragazzi, genere! Ehi sbarbo smolla la biga che slumiamo la tele. Sei fatto duro, sei fatto come un copertone, Sballato, Sesso duro, Ci facciamo ? Sbarbi sono in para dura ! Ok, ok nessun problema ragazzi, nessun problema ! Sbarbi sono in para dura. Schiodiamoci, schiodiamoci. C’hai della merda ? Ma che viaggio ti fai ? ! C’hai una banana gigantesca. Oh, c’hai della merda o no? Un caccolo! Ma che viaggio ti fai ? Intrippato. Brutta storia ragazzi, brutta storia. C’ho delle storie ragazzi, c’ho delle storie pese ! C’hai delle sbarbe a mano ? No, c’ho delle storie pese, fatti questo slego: 1 2 6 9!” Gli Skiantos portavano la cultura di strada nel microsolco ed erano certo consapevoli di cavalcare un progetto d’avanguardia !! Un inizio promettente

ASCOLTO:
Superato l’impatto punk del brano di apertura con il “mitico parlato” dal quale si dice ELIO abbia preso l’ispirazione per chiamare il suo gruppo “le storie tese”. Tutto il resto e’ Rock’n’roll con con ottimi spunti blues. Trent’anni e non dimostrarlo. Sconsigliato a chi pensa che la musica sia da prendere troppo sul serio.

La signorina Tecla Manzi – Andrea Vitali

copj13asp  TRAMA: Siamo negli anni Trenta, all’epoca del fascismo più placido e trionfante. Nella stazione dei Carabinieri di Bellano, sotto gli occhi del carabiniere Locatelli (bergamasco), rivaleggiano il brigadiere Mannu (sardo) e l’appuntato Misfatti (siciliano). Un’anziana signora vuole a tutti i costi parlare con il maresciallo Maccadò. La donna – anzi, la signorina Tecla Manzi – è venuta a denunciare un furto improbabile: il quadretto con il Sacro Cuore di Gesù che teneva appeso sopra la testata del letto. Inizia così una strana indagine alla ricerca di un oggetto senza valore, che porta alla luce una trama di fratelli scomparsi e ricomparsi, bancari e usurai, gerarchi fascisti e belle donne, preti e contrabbandieri.

COMMENTO: E’ il primo libro che leggo di Vitali, carino simpatico si legge in poco tempo. Piccole storie di paese nei primi anni del secolo. Storie e personaggi semplici come la provincia italiana di quel periodo era.
Scrittura elementare ho letto in qualche recensione, ma penso che per rendere la semplicità di una cultura semplice non serva usare costruzioni complicate.
A me e’ piaciuto

Giorno della memoria

imm  Se Hitler fosse vivo e vedesse tutti i programmi tv cupi e noiosi sulla Shoah e sentisse tutti i pianti e i lamenti degli ebrei sarebbe felice. Lunica cosa con la quale possiamo umiliare i gerarchi nazisti, che sono ancora vivi in Sudamerica, e farli imbestialire, è mostrar loro che siamo vivi, che non ci hanno distrutti, che il nostro umorismo non è stato cancellato dalle loro barbarie. (Radu Mihaileanu) regista di train de vie

Tutti i colori del calcio

image_bookphpDagli usi cavallereschi della guerra e dei tornei, che ne sono una forma giocosa, il calcio ha mutuato l’aspetto che è intrinseco alla sua natura, di spettacolo a colori, sia nelle forme arcaiche (il calcio storico) sia in quelle moderne nate nella seconda metà dell’Ottocento. Anche la scelta dei colori delle maglie, le “regole” che le governano, non scritte ma statisticamente omogenee, hanno la loro origine nel linguaggio simbolico che regolava la guerra cavalleresca: quello dell’araldica, della quale, sorprendentemente e a sua insaputa, il calcio è l’ultima manifestazione planetaria, ora che i cavalieri si vedono solo nel film. Il volume, attraverso una storia dei colori e del calcio come gioco e istituzione, traccia una mappa dei “colori del calcio”, analizzando i colori sociali di centinaia di squadre e rintracciandone la diversa origine e significato. Un capitolo è dedicato all’araldica calcistica dei logo sociali: il sistema di segni oggi probabilmente più noto universalmente al mondo, che sfata l’opinione comune secondo la quale l’araldica è un passatempo per iniziati, incomprensibile e misterioso.
COMMENTO: Non sono uno studioso di storia medievale, ma leggere di Cavalieri, disfide, tornei, armi e vessilli mi ha incuriosito. Sono un tifoso appassionato di calcio e tutto quello (escluso proGiessi, e trasmissioni domenicali varie) che gravita intorno alla storia di questo sport mi interessa. Il libro e’ bello, interessante, pieno di curiosità e di interesanti spunti per rinfrescare la storia più o meno recente

Facebook .. amicizie e altri network sociali

ovvero SEMANTICA della parola “amico” . Si discute, in molti spazi web, sul significato della parola amico dopo che vari Social Network ne hanno distorto il significato …

Ma nella realtà gli amici sono effettivamente così tanti e così importanti ?

Si dice “La vera amicizia è un sentimento eterno che dura per sempre”
citando Ovidio
molti ti saranno amici finché sarai felice,
ma quando verrà il brutto tempo,
resterai solo

Si dice “Gli amici non tradiscono MAI”

provate a chiederlo a Gesù Cristo che fra i suoi più cari amici aveva si Giuda, ma anche Simon Pietro
(quello che lo tradi tre volte prima che il gallo canti … e tutto in una notte, non in una vita insieme)

Si dice “Con gli amici si può essere sinceri e non aver paura di dire cose sgradevoli”

per dirla con Terenzio “La verità genera odio, l’adulazione procura amici”

Comandare è fottere – Pier Luigi Celli

copj13asp3  CONTENUTI: “Ci sono troppe cose che si fanno ed è bene non dire.” Questo è un libro che non fa giri di parole. Che magari mentre tu stai lì a farli, gli altri ti soffiano la poltrona da sotto il sedere. Il mondo del lavoro è una giungla, con poche regole e tanti aspiranti leoni. Lo sa bene Celli, che per anni è stato ai vertici delle maggiori aziende italiane. E allora risultano inutili, se non addirittura ridicoli, i discorsi buonisti e politicamente corretti sulle strategie per fare carriera. In questo “piccolo vademecum per bastardi di professione” l’ex presidente della Rai dice tutto quello che di solito in proposito si tace. Ovvero che, alla faccia dell’utopia delle pari opportunità, “nascere bene” aiuta eccome. Così come aiuta saper scegliere la persona giusta da servire per poi abbandonarla quando serve, selezionare alleati e nemici, usare l’arte della seduzione e della finzione. E quando arrivi poi, consiglia Celli, non guardarti indietro, sii sempre pronto a succedere a te stesso o a farti rimpiangere attraverso i successori. COMMENTO: Interessante affresco della classe dirigente italica sia nel privato che nel pubblico. Consiglio la lettura a tutti a chi vuol far carriera, ma anche a chi non ha assolutamente intenzione di farla.

Come smettere di fare la vittima – Giulio Cesare Giacobbe

copj13asp1  Con il suo primo grande bestseller aveva invitato senza troppi giri di parole i suoi lettori a smettere di farsi le seghe mentali. In uno dei suoi ultimi successi ha spiegato le regole poco ortodosse ma molto efficaci per diventare bella, ricca e stronza. Giacobbe, si sa, è uno che non le manda a dire. Lontano dalla figura dello psicologo rassicurante e comprensivo, comunica in modo diretto e spietato, senza giri di parole e senza falsa indulgenza. E d’altra parte è così che si comportano coloro che ci vogliono aiutare veramente. In questo suo nuovo libro Giacobbe affronta di petto uno degli atteggiamenti più sciaguratamente diffusi: il vittimismo. Fare la vittima (diversamente da “essere una vittima”) significa lasciarsi sopraffare da qualcun altro preferendo lamentarsi piuttosto che reagire. E’ un modo per non assumersi responsabilità, che però porta inevitabilmente all’infelicità e alla frustrazione. L’autore scuote il lettore con stile provocatorio, e insegna così le semplici regole per ribellarsi alla propria condizione sottomessa, individuare i propri aguzzini e ribaltare abilmente la situazione.

COMMENTO: Non e’ Watzlavich (o come cappero si scrive) ma ci sono idee interessanti.

 

La camera azzurra – Georges Simenon

copj13aspTRAMA: “Sei così bello” gli aveva detto un giorno Andrée “che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti…”. Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.

COMMENTO: Quelli di Simenon sono i Noir prima che il Noir facesse moda e tendenza.
Belle e ficcante la descrizione del rapporto extra-coniugale e della “diversa” passione che lega i due principali protagonisti. Ben descritta l’atmosfera della provincia. Un romanzo sulla debolezza dell’essere umano, sul significato e sulle conseguenze delle parole e delle passioni ….

DA LEGGERE