Comandare è fottere – Pier Luigi Celli

copj13asp3  CONTENUTI: “Ci sono troppe cose che si fanno ed è bene non dire.” Questo è un libro che non fa giri di parole. Che magari mentre tu stai lì a farli, gli altri ti soffiano la poltrona da sotto il sedere. Il mondo del lavoro è una giungla, con poche regole e tanti aspiranti leoni. Lo sa bene Celli, che per anni è stato ai vertici delle maggiori aziende italiane. E allora risultano inutili, se non addirittura ridicoli, i discorsi buonisti e politicamente corretti sulle strategie per fare carriera. In questo “piccolo vademecum per bastardi di professione” l’ex presidente della Rai dice tutto quello che di solito in proposito si tace. Ovvero che, alla faccia dell’utopia delle pari opportunità, “nascere bene” aiuta eccome. Così come aiuta saper scegliere la persona giusta da servire per poi abbandonarla quando serve, selezionare alleati e nemici, usare l’arte della seduzione e della finzione. E quando arrivi poi, consiglia Celli, non guardarti indietro, sii sempre pronto a succedere a te stesso o a farti rimpiangere attraverso i successori. COMMENTO: Interessante affresco della classe dirigente italica sia nel privato che nel pubblico. Consiglio la lettura a tutti a chi vuol far carriera, ma anche a chi non ha assolutamente intenzione di farla.

Come smettere di fare la vittima – Giulio Cesare Giacobbe

copj13asp1  Con il suo primo grande bestseller aveva invitato senza troppi giri di parole i suoi lettori a smettere di farsi le seghe mentali. In uno dei suoi ultimi successi ha spiegato le regole poco ortodosse ma molto efficaci per diventare bella, ricca e stronza. Giacobbe, si sa, è uno che non le manda a dire. Lontano dalla figura dello psicologo rassicurante e comprensivo, comunica in modo diretto e spietato, senza giri di parole e senza falsa indulgenza. E d’altra parte è così che si comportano coloro che ci vogliono aiutare veramente. In questo suo nuovo libro Giacobbe affronta di petto uno degli atteggiamenti più sciaguratamente diffusi: il vittimismo. Fare la vittima (diversamente da “essere una vittima”) significa lasciarsi sopraffare da qualcun altro preferendo lamentarsi piuttosto che reagire. E’ un modo per non assumersi responsabilità, che però porta inevitabilmente all’infelicità e alla frustrazione. L’autore scuote il lettore con stile provocatorio, e insegna così le semplici regole per ribellarsi alla propria condizione sottomessa, individuare i propri aguzzini e ribaltare abilmente la situazione.

COMMENTO: Non e’ Watzlavich (o come cappero si scrive) ma ci sono idee interessanti.