VOGLIO GUARDARE – DIEGO DA SILVA

copj13aspMIO COMMENTO: Vite malate, segreti incofessabili, auto-distruzione.
La violenza contro se stessi e/o contro gli altri come unico motore per sentirsi vivi.
Un rapporto perverso lega i due principali protagonisti della storai. Lui avvocati rispettabilissimo “FA”, lei sedicenne lascia che siano gli altri a fare e stà a guardare. Apparantemente l’autore non ci dà spiegazioni del perché di tutta questa violenza gratuita.
In questo modo, secondo me, Da Silva rimarca la totale mancanza di un senso logico e della assurdità della violenza del nostro mondo

TERZA DI COPERTINA: Celeste ha sedici anni, un corpo come molti e un segreto tutto suo. Ogni tanto, spinta da non si sa quale bisogno, scende sulla litoranea e aspetta. Quando una macchina si ferma, lei sale. Davide Heller è un avvocato penalista di successo. Vive solo in un grande appartamento, è un uomo giovane, bello, taciturno. Anche lui ha un segreto da sempre. Una mattina Davide Heller esce di casa in tenuta da jogging, con un grosso zaino sulle spalle: dentro, il cadavere di una bambina. Celeste lo segue per non mollarlo più. Di cosa è fatto l’interesse che porta Celeste a frequentare la casa di un assassino senz’altro scopo apparente che non sia quello di conoscerla, scoprirla, camminare per le sue stanze quasi visitasse il male che l’uomo ha dentro? E perché Heller permette a un’estranea che non lo denuncia, non lo ricatta, non vuole nulla, di occupare un posto nella sua vita? Che cosa spinge due esistenze doppie, ordinarie e malate, a instaurare un incomprensibile legame che le induce a cercarsi, aggredirsi e difendersi senza ragioni?

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