Il vento dell’ODIO – Roberto Cotroneo

copj13asp1COMMENTO: Un saggio su come la “guerra civile” in italia non sia terminata con la Republica, ma sia andata avanti fino a tutti gli anni 70/80 e non e’ detto che sia terminata. Cotroneo usa, secondo me, la forma romanzo per rendere questo suo libro più accessibile a tutti. Una lettura verosimile di quello che sia successo in Italia post II° Guerra Mondiale

TERZA COPERTINA: Giulia Moresco e Cristiano Costantini, i protagonisti di questo romanzo, appartengono a quella generazione che visse l’infanzia nell’euforia collettiva dei primi anni Sessanta, in un paese che coltivava l’illusione di avere saldato i conti con il passato. Appartengono a quella generazione che a metà degli anni Settanta decise di entrare in guerra, sconvolgendo la propria e le altrui esistenze. Molti anni dopo, Giulia acquista la casa dove abitava Cristiano – ormai latitante da decenni – e facendo dei lavori di ristrutturazione trova nascosto in un tramezzo uno sconvolgente memoriale che li riguarda entrambi. Riesce a farlo avere a Cristiano, il quale capisce di non avere scampo: deve tornare per affrontare il passato. Un romanzo a due voci in cui i protagonisti ripercorrono le loro vite, le loro scelte, il rapporto forte che li ha legati e contrapposti ai rispettivi padri – uomo del Pci quello di Giulia, uomo di destra quello di Cristiano -, in una dinamica generazionale complessa e dolorosa. Ed entrano, e noi con loro, in quel cono d’ombra che è tanta parte del nostro recente “passato prossimo”: la strategia della tensione, il ruolo dei Servizi deviati, la lotta armata, i tentativi di eversione dei poteri dello Stato, il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro. Così, poco alla volta, comprendono anche le colpe dei padri che, come biblica maledizione, sono ricadute sui figli.

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