Quadrophenia – IL FILM

quadropheniaspecialeditionTRAMA: Nei primi anni Sessanta i Mods e i Rockers, bande giovanili rivali, scombussolavano la vita delle città britanniche con le loro risse cruente e nichiliste. Un giovanotto dei mods, cacciato di casa e perso il lavoro, patisce una cocente delusione anche sul fronte “ideologico” della sua vita da sbandato. Smarrito ogni punto di riferimento, medita una soluzione tragica. La band inglese The Who produsse questo film facendone il manifesto di una generazione di cui era massimo punto di riferimento culturale: ne risulta un’apologia nostalgica avvincente, che ha però il merito di riconoscere quanto vacui ed ingenui fossero i presunti “ideali” di certa gioventù inglese nei sessanta – limite che Townshend & Co. hanno l’onestà di riconoscere a loro stessi. La musica comunque la fa da padrona nel film, a livelli superbi.

MY 2 CENT: Le paure, la voglia di sentirsi parte di un gruppo, la solitudine, la gioia per lo sguardo della ragazza che ti piace … chi da teenager non ha mai provato ogni tanto qualcuna di queste sensazioni e che continuano a fare capolino anche da grandicello. Quadrophenia e’ la storia di un “svitato” che trova nel far parte di un gruppo e nelle anfetamine la vita. Stasera ho messo il DVD nel lettore e ricordavo un altro film … fortunatamente la musica continua a SPACCARE.

Il villaggio del tedesco – Boualem Sansal

copj13asp1TRAMA: Un romanzo che, tra finzione e verità storica, lega il nazismo all’estremismo islamico. A raccontare la storia di questo romanzo sono due fratelli nati da madre algerina e da padre tedesco. Parlano al lettore attraverso le intime pagine dei loro diari. Entrambi sono stati allevati nella banlieue parigina da un vecchio zio immigrato, mentre i due genitori sono rimasti in Algeria. A Parigi Rachel si è sposato con la bella Ophélie e ha fatto carriera in una multinazionale, mentre il fratello minore Malrich non è riuscito a integrarsi. Nel 1994 il Gruppo Islamico Armato massacra nel villaggio dei genitori trenta persone in nome della guerra santa. Al dolore per la perdita dei genitori si aggiunge, per i due fratelli, una scoperta ancora più atroce: loro padre – che in Algeria aveva partecipato alla guerra d’indipendenza dalla Francia, diventando poi il capo del villaggio – era stato un ufficiale delle SS e come ingegnere chimico aveva fatto esperimenti sul gas usato nei lager. Rachel è sconvolto. Decide di fare i conti col passato del padre; ma quello che scoprirà sarà insostenibile. Basato su una storia vera, il romanzo porta in primo piano tre episodi che sembrano dissimili, ma che invece hanno molti punti di contatto: la Shoah, vista attraverso gli occhi di un giovane arabo che scopre con orrore la realtà dello sterminio degli ebrei.

MICRORECENSIONE:
Tre episodi tre momenti storici, apparentemente dissimili distanti inassimilabili. La Shoa, la guerra di liberazione algerina, il fondamentalismo islamico. Attraverso il diario del padre, ex-ss ex-partigiano algerino ex-capo villaggio, i fratelli Malrich e Rachel fanno i conti con il proprio passato e con il loro potenziale futuro. Scoprono la Shoa e l’orrore dello sterminio degli ebrei con gli occhi di giovani arabi. Scoprono l’orrore del fondamentalismo del GIA che stermina gli abitanti del villaggio dove sono nati e cresciuti.

Educazione Siberiana – Nicolai Lilin

copj13aspTRAMA: Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell’ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli “sbirri” o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: “Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice”. La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. “Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi”. Ma l’apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d’imparare a essere un ossimoro, cioè un “criminale onesto”. Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell’italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l’altruismo convivono con naturalezza.

COMMENTO:

Questo libro di di Nicolai Lilin mi fà ritornare in mente un vecchio libro di Salvatore Niffoi uscito per “Il Maestrale”. La storia di due bambini che nascono e crescono in una società minacciata di “assimilamento” e che tenta in tutti i modi di ribellarsi. Il forte “codice d’onore” interno e la grande importanze che nelle due “società” si dà ai vecchi.

Terminato e confermo la mia impressione positiva.
Si annusa,
si tocca con mano,
si respira fra le righe
la vita di una comunità sdradicata dalla propria terra che tenta, anche attraverso la criminalità,
di resistere al potere centrale.