La metamorfosi – F. Kafka

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La lettura di questo libretto mi ha fatto riaffiorare esperienze che non volevo riportare alla luce.
Le malattie importanti, a volte o meglio spesso anzi sempre, riducono le persone in “enormi insetti”.
Molto spesso i familiari, non-ostante l’amore che portano per il congiunto e non-ostante le attenzioni e le cure che vengono a date, sentono come una liberazione il trapasso del congiunto.

Kafka ha sicuramente scritto un’altro libro, rispetto a quello che io ho letto.

TERZA DI COPERTINA Gregor Samsa, commesso viaggiatore, si sveglia un mattino dopo sogni inquieti e si ritrova trasformato in un enorme insetto. La speranza di recuperare la condizione perduta, i tentativi di adattarsi al nuovo stato, i comportamenti famigliari e sociali, l’oppressione della situazione, lo svanire del tempo sono gli ingredienti con i quali l’autore elabora la trama dell’uomo contemporaneo, un essere condannato al silenzio, alla solitudine e all’insignificanza. Come scrive Luigi Forte nella sua introduzione: «Dietro l’icona dell’insetto si nasconde l’abnegazione del figlio disposto a sacrificarsi, ma soprattutto la sua implacabile denuncia: essere costretto a denigrarsi, rimpicciolirsi, scomparire di fronte al potere illimitato».

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