Q di Luther Blisset

copj13-asp5Commento alla rilettura:
la storia,
il periodo,
la religione,
dio,
la chiesa cattolica romana
, l’imperatore,
i luterani,
i calvinisti,
gli anabattisti …..

Il potere e la sua conservazione attraverso
la religione e il possesso delle banche.
La lotta continua tra le spinte rivoluzionarie di
chi vorrebbe cambiare il potere e il potere stesso
che cerca in tutti i modi di non essere scalzato

Terza di copertina
In questo libro, costato anni di lavoro e di ricerca, il misterioso Luther Blissett, nome multiplo sotto il quale agisce un nucleo di destabilizzatori del senso comune, molto presente e attivo sulle reti telematiche, ha per la prima volta affrontato la forma romanzo. “Omnia sunt communia!”, tutte le cose sono di tutti: il grido che aveva terrorizzato i principi tedeschi nelle rivolte contadine guidate da Thomas Muntzer risuona ancora sulle labbra degli sconfitti giustiziati dopo la disfatta di Frankenhausen del 1525. Ma chi ha spinto Thomas Muntzer all’avventurismo estremo? Chi scrive a Pietro Carafa, emissario del papa, lettere in cui gli consiglia, per contenere la rivolta, di allearsi con il maggiore nemico di Roma?

KILLSHOT – Elmore Leonard

copj13Bel libro, pieno di ritmo, azione e violenza.
Mi sono piaciuti i dialoghi serrati, secchi.

Mi ha fatto passare piacevolmente un ferragosto in periferia.

Un noir come và di moda adesso ? un action-thriller ? Diciamo, che secondo me, c’e’ il meglio di questi generi.
L’azione … il fuggire in giro per gli stati dell’unione per salvarsi la vita.
La suspance … perché non sai come e dove la storia avrà la sua fine
Il noir, per come lo intendo io, gente comune i coniugi Colsom per caso e per sfortuna nel posto abagliato nel momenti sbagliato. Gente comune, purtroppo, i tanti Ferris che “gestiscono” la legge come un affare privato con metodi spesso spietati e violenti (cosa che non accade solo negli usa, ma anche nella nostra bella penisola …)
e poi, per finire, i paesaggi. Sia che si parli della Highway che delle distese di boschi o laghi del confine usa-canada.
Bella la copertina e ottimo il lavoro del traduttore.
Da pochi giorni anche il film nelle sale cinematografiche

TERZA DI COPERTINA: Carmen e Wayne Colson sono due persone normali, segnate dalla vita, che hanno ormai accettato un’esistenza ordinaria, fatta di piccole cose e di pretese ancor più modeste. La loro unica colpa: trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, e sventare, più per istinto che per ragionamento, un tentativo di estorsione violenta. Da quel giorno, niente sarà più lo stesso. Costretti a fuggire, inseguiti da un killer professionista, Blackbird, e dal sociopatico Richie Nix, scopriranno che perfino il programma protezione testimoni dell’FBI, che li accoglie, è retto dalle stesse regole che hanno appena appreso a loro spese: violenza, inganno, sfruttamento spietato. E si troveranno a lottare da soli per poter sopravvivere.

La notte del drive-in – Joe R. Lansdale

copj13-aspCOMMENTO:

Un impepata di cozze stanotte ha rovinato il mio sonno, tutte quelle cozze nere hanno tentato ripetutamente di azzannarmi e di sterilizzarmi le ferite con il limone …..

Partiamo dal fatto che preferisco l’altro Lansdale quello di Hap e Leo “pre-sempio”. E’ un libro FOLLE, geniale, fantasioso … horror ? Fantasc(i)enza ? Boh ! anche non solo non necessariamente. Certamente e’ un ATTACCO alla società americana, un attacco spietato a tutti i simboli “U.S.A. e getta” del consumismo made in america. Adesso si parte per il secondo capitolo.

Seconda parte che conferma la sensazione della prima. Non e’ il mio genere.
TERZA DI COPERTINA: Dove sono le stelle? Perché chi si avvicina ai confini del drive-in muore orribilmente? E chi può avere interesse a tenere in ostaggio una folla istupidita, imbarbarita, inferocita, costretta oltretutto a vedere ininterrottamente “La notte dei morti viventi”? E la paura dilaga, anche al di qua degli schermi giganti su cui scorrono le immagini. Mentre in un primo momento a coloro che tentavano la fuga dal drive-in era riservata una fine orrenda, ora le cose sembrano andare diversamente: pare ci sia qualche temerario che possa varcare la soglia impenetrabile oltre la quale si vede solo il buio assoluto…

L’analfabeta – Agotha Kristof

copj13-asp2Opinione (la mia) :
Chi ha amato la trilogia, ieri, la vendetta.
non può astenersi dal leggere questa autobiografia. Con la tipica scrittura secca asciutta netta le vicende umane della Kristof danno ancora più spessore ai personaggi dei suoi libri. Gli esercizi di silenzio ci ricordano la Trilogia, la fabbrica e i trasferimenti in autobus del periodo svizzero come non vederci “Ieri”.

Terza di copertina: Undici capitoli per undici episodi della sua vita, dalla bambina che divora i libri in Ungheria alla scrittura dei primi libri in francese. L’infanzia felice, la povertà del dopoguerra, gli anni di solitudine in collegio, la morte di Stalin, la lingua materna e le lingue nemiche (il tedesco, il russo e in un certo senso anche il francese), la fuga in Austria e l’arrivo a Losanna, profuga con un bebè.

Morte a Firenze – Marco Vichi

image_book-php1I MIEI 2 CENTESIMI:Non avevo mai letto niente di Vichi … così senza un motivo reale. Visto che faccio il libraio spesso mi capitano libri in anteprima. Un libro, questo, che mi ha preso. Ci sono diverse letture all’interno di questa storia.
C’e il giallo e la susseguente indagine. Poi c’e altro. C’e Firenze quella dell’alluvione, e c’e via del Campuccio dove mia padre aveva la bottega nel periodo dell’alluvione. C’e’ la Firenze dei “bottegai” che in quei giorni hanno lucrato sulla tragedia. Poi c’e’ quello che mi ha toccato più da vicino, la vita del commissario e la sua
umanità. Poi c’e il finale.
La storia che fà da collante è la storia di uno stupro collettivo in ambienti “al di sopra di ogni sospetto”.
Bordelli si chiede perché durante la resistenza ha ucciso ? Era per creare quest’italia ? Dove esistono ancora
i fanatici del fascismo ? Dove esitono pedofili e violentatori ? Dove gli unici personaggi con un pò di umanità sono una ex-puttana (la rosa), un ex-galeotti (Ennio detto i’botta) e una giovane 25enne incontrato nel fango di S.Niccolò
Quando esce, se accettate il consiglio, leggetevelo.
Per me e’ stata una piacevole sorpresa.
Ultimamente i libri che leggo hanno un un qualcosa di troppo personale che non sò spiegarmi.
In questo libro ci sono passi che mi hanno fatto pensare al tempo che passa e di come ognuno
di noi, non-ostante l’anima e il cuore si ribellino, debba fare i conti con l’ineluttabile passare degli anni.

TERZA DI COPERTINA: Nell’Italia degli anni Sessanta, così diversa eppure così uguale a quella di oggi, Bordelli affronta il caso più difficile della sua carriera.
Firenze, ottobre 1966. Non fa che piovere. Un bambino scompare nel nulla e per lui si teme il peggio, forse un delitto atroce. Dopo giorni di indagini a vuoto, Bordelli individua un piccolo indizio al quale si attacca con tenacia, un indizio che porta a un appartamento. Bisognerebbe perquisirlo, ma nessun magistrato emetterà mai un mandato su elementi così vaghi. E mentre Bordelli prosegue a cercare, chiedere, indagare, accade l’inaspettato: la notte del 4 novembre l’Arno cresce, si ingrossa, va a lambire gli archi di Ponte Vecchio, supera gli argini e la città è travolta dalla furia delle acque. Mentre la città è alle prese con quella inimmaginabile tragedia, il delitto sembra destinato a rimanere impunito, ma la tenacia di Bordelli non viene meno… Sarà un altro caso a riportare il commissario sulla pista giusta: bisogna mettere sotto sorveglianza quattro sospetti, anche se gli indizi sono sempre labili e intorno a lui si infittisce la trama di omertà e mistero che circonda tutta la storia. E quando finalmente il commissario arriva a individuare l’anello debole della catena nel più giovane dei sospettati, un colpo di scena ribalta di nuovo la situazione.

Vivere stanca – Jean Claude Izzo

copj13-asp4COSA NE PENSO: I racconti non sono il mio genere narrativo preferito e di Izzo preferisco le atmosfere dei romanzi di Fabio Montale.
Il male di vivere il personaggio principale di questa raccolta.

TERZA DI COPERTINA: Un sogno d’amore che svanisce con due colpi di pistola; un coltello impugnatoda una donna come un minaccioso simbolo fallico; la violenza immotivata degliskinheads; calci contro un immigrato; lo scaricatore del porto che si tuffa inmare senza saper nuotare, cercando la morte; una ragazza che si suicida incella. Una serie di racconti noir, dallo stile secco con degli squarci dilirismo, come quando Izzo rievoca la “sua” Marsiglia: le stradine, il porto,gli odori, gli occhi delle sue donne, la luce della città che gli può darel’unica felicità che possa andargli bene. È una felicità di consolazione,perché, come dice una protagonista: “La vita non è per niente facile, viverestanca”.

Chourmo – Jean Claude Izzo

copj13-asp3COMMENTO: I libri di Izzo hanno un sapore, un odore, una atmosfera che adoro. Una casa sul mare, l’odore del pesce, la sera, lagavulin, il jazz, gli affetti di persone che ti vogliono bene. Tutte cose che a me mancano e che grazie a “montale” riesco a sentire meno lontane.

TERZA DI COPERTINA: Il commissario Fabio Montale ha lasciato la polizia, di cui non ha mai condiviso la politica repressiva nei confronti dei giovani immigrati e tantomeno le collusioni di alcuni colleghi con mafiosi e appartenenti al Front National di Le Pen. Quando il figlio sedicenne di una sua cugina viene trovato morto, dopo essere stato cacciato di casa dal patrigno a causa di un flirt con una coetanea araba, Montale deve indagare da solo tra gli interessi malavitosi sul porto di Marsiglia, le violenze razziste del Front National e i gruppi fondamentalisti islamici che fanno proseliti tra i giovani disperati dei casermoni di periferia.

Le finestre di fronte – Georges Simenon

copj13-asp2COMMENTO: Quanto la polizia/burocrazia possono incidere sulla vita degli individui. Ambientato nella russia comunista prende a pretesto la storia d’amore fra il console turco e la sua giovane segretaria (informatrice della polizia segreta) per raccontare l’oppressione. Racconta anche come le persone si “adattano” a questo stato di cose .. con l’accettazione prona … con lo stare dalla parte del più forte … e con la ribellione/fuga che costa spesso la vita. Non-ostante tutto questo a livello inferiore rispetto agli altri simenon che ho letto

(scheda pubblicata per l’edizione del 1985)
scheda di Tomasi, D., L’Indice 1985, n.10

Adil Bey è il nuovo console turco, appena arrivato a sostituire il suo predecessore morto in circostanze poco chiare a Bartum, cittadina sul Mar Nero, nei primi anni di Stalin. Bey tenta di carpire i segreti della realtà che lo circonda. Ma presto capisce che sono piuttosto gli altri a spiarlo, ad osservarlo, a rendere più esplicita la sua estraneità. Poco alla volta la narrazione – tutta costruita sul punto di vista del protagonista – assume le cadenze di un thriller metafisico. Il malessere e l’angoscia di Adil, ma anche le sue speranze di comprendere, si materializzano in quella finestra della casa di fronte al consolato dove qualcuno sembra spiarlo e dove egli stesso lancia i suoi sguardi più apprensivi. L’ambiguità che attraversa e pagine migliori del romanzo, culmina in alcune scene particolarmente intense come l’immagine del punto rosso di una sigaretta alla finestra di fronte o il modo in cui Adil scopre che qualcuno lo sta avvelenando: validi esempi di intensità rappresentativa che certamente avrebbero sedotto l’Hitchcock de “La finestra sul cortile” o de “Il sospetto”. Dal procedere del racconto emerge un mondo dove “tutto era sporco: muri, mobili, carte, sporco di quella sporcizia lugubre che si ritrova nelle caserme o in certi uffici pubblici”, un mondo che anticipa di quindici anni quello dell’antiutopia orwelliana di 1984, e ne trasmette lo stesso senso dl oppressione.

Cronache dal dopobomba – Philip K. Dick

copj13-asp1COMMENTO: Quando uno pensa a P.Dick pensa a Blade Runner e Minority Report poi arriva La svastica sul sole.
Ecco Cronache dal dopobomba non e’ un libro che fà parte di quel filone. Non e’ la fantascienza dei primi due e non e’ una storia ucronica come il terzo.
Scoppia la bomba e la catastrofe ne e’ la conseguenza vengono cancellate città intere, uomini, donne e bambini. Poi ci sono i sopravvissuti. Da questi parte la ricostruzione della nuova società dove la melanconia dell’accaduto si mescola alla “frenetica attività” della ricostruzione etica-morale-fisica.
Bello

TERZA DI COPERTINA:
Che cosa accade dopo la fine del mondo? Cosa avviene quando la Bomba, di cui tutti parlavano dal 1945, viene finalmente lanciata? Apparso nel 1963, questo libro racconta il mondo dopo il lancio dell’ordigno che ha messo in ginocchio l’umanità, cancellando dalla faccia della terra città e popolazioni. I superstiti non sono più uguali a prima, ma rappresentano l’embrione di una stirpe che rappresenta una razza ai suoi albori. L’intero pianeta viene rappresentato da una piccola comunità californiana aggrappata alle onde radio che provengono dallo spazio. Il loro profeta è un’astronauta rimasto bloccato in orbita prima della catastrofe atomica, e che dal cielo trasmette alla terra nastri musicali e pedagogici.

Nodo alle budella – Léo Malet

malet-l_nodo1TERZA DI COPERTINA: Paul Blondel sogna tutte le notti un piccolo uomo grigio. Quella figura è diventata un incubo che lo perseguita incessantemente e gli impedisce di riposare. Per dargli corpo, Blondel rivive le ultime settimane della propria vita. Da quando, truffatore con poca fortuna, ha conosciuto Jeanne, una ragazza bellissima, che lavora in un malfamato bistrot di periferia, e per amore di lei ha fatto il passo più lungo della gamba, aumentando la portata delle proprie truffe, finendo in una banda dedita a furti e rapine. Ma il periodo di relativa tranquillità durerà poco. La scoperta del tradimento di Jeanne e l’ulteriore prova della propria codardia lo sprofonderanno lentamente in un baratro dove il piccolo uomo grigio sarà lì a disturbare i suoi sonni.

COMMENTO: Si respira l’aria dei bassifondi di Parigi e della provincia di inizio secolo. Si sente l’odore delle mescite di periferia. L’ineluttabilità di una vita vissuta ai margini. La voglia di riscatto è presente, ma va a sbattere contro il muro di gomma del destino.  La speranza non abita qui.