La notte del drive-in – Joe R. Lansdale

copj13-aspCOMMENTO:

Un impepata di cozze stanotte ha rovinato il mio sonno, tutte quelle cozze nere hanno tentato ripetutamente di azzannarmi e di sterilizzarmi le ferite con il limone …..

Partiamo dal fatto che preferisco l’altro Lansdale quello di Hap e Leo “pre-sempio”. E’ un libro FOLLE, geniale, fantasioso … horror ? Fantasc(i)enza ? Boh ! anche non solo non necessariamente. Certamente e’ un ATTACCO alla società americana, un attacco spietato a tutti i simboli “U.S.A. e getta” del consumismo made in america. Adesso si parte per il secondo capitolo.

Seconda parte che conferma la sensazione della prima. Non e’ il mio genere.
TERZA DI COPERTINA: Dove sono le stelle? Perché chi si avvicina ai confini del drive-in muore orribilmente? E chi può avere interesse a tenere in ostaggio una folla istupidita, imbarbarita, inferocita, costretta oltretutto a vedere ininterrottamente “La notte dei morti viventi”? E la paura dilaga, anche al di qua degli schermi giganti su cui scorrono le immagini. Mentre in un primo momento a coloro che tentavano la fuga dal drive-in era riservata una fine orrenda, ora le cose sembrano andare diversamente: pare ci sia qualche temerario che possa varcare la soglia impenetrabile oltre la quale si vede solo il buio assoluto…

L’analfabeta – Agotha Kristof

copj13-asp2Opinione (la mia) :
Chi ha amato la trilogia, ieri, la vendetta.
non può astenersi dal leggere questa autobiografia. Con la tipica scrittura secca asciutta netta le vicende umane della Kristof danno ancora più spessore ai personaggi dei suoi libri. Gli esercizi di silenzio ci ricordano la Trilogia, la fabbrica e i trasferimenti in autobus del periodo svizzero come non vederci “Ieri”.

Terza di copertina: Undici capitoli per undici episodi della sua vita, dalla bambina che divora i libri in Ungheria alla scrittura dei primi libri in francese. L’infanzia felice, la povertà del dopoguerra, gli anni di solitudine in collegio, la morte di Stalin, la lingua materna e le lingue nemiche (il tedesco, il russo e in un certo senso anche il francese), la fuga in Austria e l’arrivo a Losanna, profuga con un bebè.