Troppo buoni con le donne – Raymond Queneau

troppo-buoniEsilarante. Surreale.
Perfetto per un film di Quentin Tarantino.
Impossibile non parteggiare per questo manipolo di inconcludenti e inetti rivoluzionari
irlandesi totalmente “rincoglioniti” dall’unica figura femminile del romanzo.
E proprio come nella vita reale sara proprio lei alla fine ad avere la meglio
ed uscire vincitrice.
Il modo di scrivere, raccontare, di Queneau intrappola e sequestra
fra le pagine del libro.

TERZA DI COPERTINA: Il romanzo è stato scritto da Queneau nel 1971, cinque anni prima di morire, quando l’autore aveva già pubblicato le sue opere maggiori di narrativa e i folgoranti saggi letterari. Vi si narra di un gruppo di repubblicani irlandesi che si impegnano, nel fatidico 1916, a occupare un ufficio postale di Dublino. Sono sette buoni diavoli che improvvisano un’azione rivoluzionaria nella più totale sprovvedutezza. Evacuano l’ufficio, fanno secco il suo direttore, e si preparano, perché così vuole l’autore, a vivere ore di inatteso eroismo che dovrebbe venire da un’accanita resistenza alla prevedibile controffensiva inglese. Nei piani abborracciati dei sette prodi, c’è però un evento imprevisto.

Io leggo come mangio: questo non significa solo che ne ho bisogno. Significa soprattutto che entra nelle mie componenti e che le modifica. Non si è gli stessi che si mangi sanguinaccio o caviale; allo stesso modo non si è gli stessi se si è appena letto Kant (Dio ne scampi) o Queneau.
Prétextat Tach

Il nome della rosa – Umberto Eco

nome_della_rosaAdamo ed Eva furono cacciati dal paradiso terrestra per aver mangiato la mela simbolo della conoscenza. In questo romanzo i poveri monaci vengono uccisi, espulsi dal paradiso, per aver tentato di leggere libri proibiti per amor di conoscenza.

La conoscenza, quindi, come peccato originale.

Conoscere, leggere, studiare porta il nostro cervello (se ne abbiamo ancora uno) a rappresentare, vagliare, controllare, valutare gli accadimenti e a capire che tutti non siamo uguali.
Da qui nascono le rivolte, le opposizioni, le eresie.

Molto meglio essere ignoranti e non capire quello che succede o conoscere e rendersi conto delle porcate che accadono ?

Cosa c’entra tutto questo con il libro di Umberto Eco ? entrare, secondo me, entra … anche senza spingere tanto.

Ladri a Nottingham – John Harvey

ladri-a-nottinghamCOMMENTINO INO INO:
All’inizio sembrava promettere di più (4 stelle).
Continua la saga dell’ispettore Resnick alle prese con il jazz, con i suoi 4 gatti (con i nomi di noti “giazzisti”) e con un alimentazione da rivedere. Piccole storie umane di provincia a cui si aggiunge una sorta di rilettura della leggenda di Robin Hood. Ambedue ambientate nella contea di Nottingham, dove il ladro gentiluomo si trasforma in un immigrato polacco di Grabiansky che ruba ai ricchi (non per dare ai poveri, ma per tenerselo per se), ma che in attimi di “gentiluomismo” salva una vittima dall’infarto … aiuta la polizia a sgominare una banda di spacciatori di droga.
TERZA DI COPERTINA Grice e Grabianski sono due ladri, ladri a Nottingham. Sono appena entrati in una casa dove supponevano ci fosse della grana, visto che appartiene a un certo Harold Roy, uno sceneggiatore o forse un regista. Hanno fatto tutto come si deve, Grice e Grabianski, solo che a un certo punto, nel soggiorno, è comparsa la moglie del televisivo. Prima di farsi scappare un «Oh Cristo!» alla loro vista, la donna, abbigliata in una elegante vestaglia di seta, ha avuto il tempo di spegnere una sigaretta, svitare il tappo di una bottiglia di J&B Rare e versarsi una dose abbondante di whisky. Grabianski si è messo a sbirciare divertito tra le falde della vestaglia per capire se là sotto la donna indossasse qualcosa oppure no, poi l’ha invitata con calma a collaborare, pena mettere inutilmente a soqquadro l’intera casa. Nel giro di qualche minuto, gioielli, contanti e carte di credito sono finiti dalla cassaforte di Harold Roy e consorte in una delle valigette in morbida pelle comprate da Grice e Grabianski in estate alle Isole Vergini. E non è tutto: dal fondo della cassaforte, come un coniglio da un cappello a cilindro, è sbucata la sorpresa: un bel chilo di pura cocaina… Resnick, l’ispettore di Cuori solitari, è chiamato a investigare nel sordido mondo che si cela dietro il glamour dell’industria televisiva.

L’ottava vibrazione – Carlo Lucarelli

copj13-aspCOMMENTO: Un buon libro affascinante.
Ultimamente leggo tanto e molto spesso mi capita di scoprire autori ai quali non avevo dato mai molto peso. Il mio commento è quindi libero da altre letture e non mi sarà possibile definirlo superiore o meno ad altri libri. Mi sono piaciute le atmosfere, i personaggi, l’intrecciarsi di tante microstorie e l’essere apparentemente slegate l’una dall’altra. Quello che le lega è la vicenda atroce e inutile che tanti uomini e donne hanno dovuto subire per la smania di qualche potente di turno.

TERZA DI COPERTINAIl libro è ambientato a Massaua, in Eritrea, nel gennaio del 1896. Sbarcano le truppe italiane, sono soldati che tra sessanta giorni moriranno ad Adua, nella più colossale disfatta che il colonialismo europeo abbia mai subito. L’Italia cerca un posto al sole, tra le potenze. I soldati italiani troveranno nemici superiori per armamenti, numero, conoscenza del terreno. Tra gli italiani che sbarcano ce n’è uno che ha un motivo diverso dagli altri per fare il soldato in Eritrea. Poi c’è una fanciulla che sembra fragile, e anche lei, come il soldato, ha un motivo tutto particolare per stare lì.