Che la festa cominci – N. Ammaniti

chelafestacominciL’attualità del nostro bel paese vista attraverso
uno specchio deformante che rende ancora più grottesca una situazione già putrida di suo
Personaggi che sembrano usciti da fumetti di
serie “z”, ma che invece escono giornalmente sui nostri schermi televisivi.

TERZA DI COPERTINA: Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un’avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

L’uccello che girava le viti del mondo – Haruki Murakami

murakamiPer descrivere questo libro non ho
bisogno di tante parole ne bastano due:

Pura poesia

Irrazionale, onirico, bello come tutti i libri di Murakami.
Un viaggio, maledettamente doloroso, all’interno dell proprio IO
per scoprire
che ci sono domande
che non hanno risposta

TERZA DI COPERTINA: Il protagonista è un giovane giapponese che ha appena lasciato volontariamente il lavoro in uno studio di avvocati. È felicemente sposato con una donna in carriera. Tutto ha inizio da due episodi insignificanti: il gatto di casa scompare e l’uomo riceve la telefonata anonima di una donna che con voce sensuale gli chiede un incontro. A partire da quel momento la sua vita, fino ad allora normalissima, inizia a subire una strana trasformazione. Intorno a lui compaiono personaggi sempre più strani, e la realtà – il reale – inizia a degradarsi in qualcosa di fantasmagorico.

L’ombra del grande muro – Léo Malet

ombra_grande_muroTroppo irreale, troppe coincidenza “fantasiose”
forse troppo americano per i miei gusti.
Preferisco il Malet della “Trilogia Nera”,
delle ambientazioni parigine/francesi …

TERZA DI COPERTINA:Il grande muro che dà il titolo al romanzo è il muro di cinta del penitenziario di Ossining, New York, dove è rinchiuso il dottor Crawford. Condannato innocente a tre anni di carcere pur di proteggere l’onore di una donna, Crawford impara in prigione un nuovo codice di comportamento e, scontata la pena, abbandonato dagli amici, privato del diritto di esercitare la professione, si lascia travolgere nella spirale del crimine organizzato. Capitato in mezzo a una banda di gangster, ne diviene il medico e la sua vita si consuma tra assalti in banca, fughe spericolate, feriti da salvare e cadaveri di cui disfarsi, fino a quando l’ombra del grande muro, rimasta in lui come un segno indelebile, inesorabile, ritorna.

Molto forte, incredibilmente vicino – Jonathan Safran Foer

molto-forteAerei che vanno contro le torri
Corpi che cadono
Aerei che vanno contro le torri
Le torri che cadono
Aerei che vanno contro le torri

Non trovo le parole per scrivere qualcosa di
questo libro. Non credo che sia solo un
libro sulla tragedia dell 11 Settembre.
Il bombardamento di Dresda avvenuto fra il 13 e il 15 febbraio 1945, fu una delle azioni militari più terribili della seconda guerra mondiale.
La Bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki.

Aerei che vanno contro le torri
Corpi che cadono
Aerei che vanno contro le torri
Le torri che cadono
Aerei che vanno contro le torri

Guerra, morte, traumi che vivranno sempre insieme a chi sopravvive
TERZA DI COPERTINA A New York un ragazzino riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: “C’è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo”. È l’11 settembre 2001. Tra le cose del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: a questi due elementi si aggrappa per riallacciare il rapporto troncato e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black: un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all’enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. E sarà soprattutto l’incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita

La forma dell’acqua – Andrea Camilleri

formadellacqua  La carne fresca in maggioranza proveniva dai paesi dell’est, finalmente liberati dal gioco comunista che, come ognun sa, negava ogni dignità alla persona umana: tra i cespugli e l’arenile della mànnara, nottetempo, quella riconquista dignità tornava a risplendere

Come dice il titolo del libro l’acqua ha la forma che gli viene data. L’acqua non avendo una forma propria prende quella dei recipienti che la contengono … rimanendo però sempre acqua.

Così la verità e i fatti possono cambiare a seconda dell’angolazione dalle quale si guardano, ma sempre fatti rimangono.

Dal primo romanzo della serie mi aspettavo un Montalbano più acerbo ancora da costruire, mentre invece mi sono trovato davanti ad un personaggio che parte già costruito.

Lumé d’alba, non filtrava nel cortiglio della “Splendor”. la società che aveva in appalto la nettezza urbana di vigata

TERZA DI COPERTINA Il primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica – un omicidio eccellente seguito da un altro, secondo il decorso cui hanno abituato le cronache della criminalità organizzata – ha la forma dell’acqua (“Che fai?” gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda. “Qual è la forma dell’acqua?”. “Ma l’acqua non ha forma!” dissi ridendo: “Piglia la forma che le viene data”). Prende la forma del recipiente che lo contiene. E la morte dell’ingegnere Luparello si spande tra gli alambicchi ritorti e i vasi inopinatamente comunicanti del comitato affaristico politico-mafioso che domina la cittadina di Vigàta, anche dopo il crollo apparente del vecchio ceto dirigente. Questa è la sua forma. Ma la sua sostanza (il colpevole, il movente, le circostanze dell’assassinio) è più antica, più resistente, forse di maggior pessimismo: più appassionante per un perfetto racconto poliziesco. L’autore del quale, Andrea Camilleri, è uno scrittore e uno sceneggiatore che pratica il giallo e l’intreccio con una facilità e una felicità d’inventiva, un’ironia e un’intelligenza di scrittura che – oltre il divertimento severo del genere giallo – appartengono all’arte del raccontare. Cioè all’ingegno paradossale di far vedere all’occhio del lettore ciò che si racconta, e di contemporaneamente stringere con la sua mente la rete delle sottili intese.

Quellen, guarda il passato – Robert Silverberg

quellen Divorato sull’Eurostar Ferrara – Firenze e ritorno.

Quellen si mosse e gli andò incontro

Non mi rimane difficile parlare di questo libro contestualizzandolo nel periodo in cui è stato scritto.
Esce nel 1967 n USA e nel 68 in Italia. Un periodo in cui i movimenti studenteschi e la speranza di un mondo diverso più PIS EN LOV e meno guerre. Un momento dove la SPERANZA di un mondo migliore faceva a cazzotti contro un potere che non voleva e non ha poi alla fine completamente abdicato.

Un libro ambientato nel futuro, quanto poi lo potremo discutere, dove la popolazione vive in società fatta di caste, dove a secondo del livello di casta puoi avere un casa tua o sei costretto a convivere con altri. Una società dall’aspetto perfetto i disoccupati hanno uno stipendio anche se non lavorano, niente e’ proibito, le droghe e il sesso sono liberi e consumabili ovunque.

C’è chi si ribella a questa standardizzazione (una globalizzazione in nuce ?) e ad un società perfetta, ma alienante preferisce tornare nel passato dove almeno la speranza di un futuro migliore ancora esisteva.

Il romanzo contiene poi idee che sono state riprese da altri autori/registi.
Penso ai viaggi nel futuro/passato e alla “imprudenza” di modificare i fatti e qui mi viene in mente tutta la serie di “Ritorno al futuro”.
La società opprimente di 1984 …

Un libro bello e pieno di speranza

C’era del fascino in un mondo così affollato, secondo alcuni