In Italia un libro non lo si nega a nessuno

tarlo_anobii  Alcuni dei miei commenti sui libri precedentemente pubblicati su Anobii e su questo mio piccolo e modesto blogghettino sone finite su questo libro:

aNobii – Il tarlo della lettura
Rizzoli Editore.

La scelta è caduta su:
La casa del sonno di J. Coe – Pag. 235
Ieri di Agotha Kristoff – Pag. 152
Mille splendidi soli di Hosseini – Pag. 152
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di M.Haddon – Pag. 269

TERZA DI COPERTINA: aNobii (così chiamato dal nome dell’Anobium punctatum, il “tarlo della carta”) è un social network dedicato ai libri e ai lettori: si può tenere traccia dei libri letti e in lettura (il database ha superato ormai i 12 milioni di titoli), esplorare le librerie degli utenti, scambiarsi idee, creare liste dei desideri. E, soprattutto, si possono commentare i libri letti. Questo volume raccoglie il meglio del meglio di aNobii, secondo il rating stabilito dagli utenti stessi. Da Larsson a Pirandello, da Nabokov a Barbery, Palahniuk, Kundera, Faletti, Pennac, Calvino, Rowling, Saviano, Hesse, Eco, Brown, Benni, Hosseini, Ammaniti, Hemingway, Tolkien, Meyer, Coelho: classici senza tempo e bestseller sono qui raccolti in “playlist” e commentati con la competenza di lettori straordinariamente brillanti e la freschezza della totale gratuità. La stroncatura e l’entusiasmo si nutrono della passione autentica di chi i libri li divora.

Manuale di investigazione – Jedediah Berry

investigazione

Invogliato all’acquisto dalle note di copertina e dal fatto che viene publicato da adelphi mi aspettavo qualcosa di più intrigante. Lo stò finendo solo per capire dove l’autore vuole andare a finire.

Più che un sogno (si parla di romanzo onirico) di direi un INCUBO.

TERZA DI COPERTINA: L’Agenzia investiga su tutto, e su tutti. Nei suoi immensi archivi viene classificato quanto accade nella cupa città là fuori. E il compito di Charles Unwin è ben preciso: organizzare in fascicoli i frammentari appunti del più celebre degli investigatori, Travis T. Sivart. Quando Sivart scompare, Unwin viene inopinatamente promosso detective e si fa carico delle indagini, che dovrà condurre affidandosi a due sole armi, un ombrello e un manuale di investigazione – questo, il libro che stiamo leggendo. Assistito da una segretaria narcolettica e da una femmina temibile riemersa dal passato, si ritrova a districare un mistero che a ogni passo sembra distorcersi e moltiplicarsi. Come può una mummia millenaria avere un’otturazione odontoiatrica? Dove sono finite tutte le sveglie della città? Perché manca il diciottesimo capitolo del Manuale? Sotto una pioggia che sembra non debba avere mai fine, Unwin si addentra in un mondo fatto di interni labirintici, di acque nere, o delle luci improvvise di un freak-show. Un mondo parallelo disegnato, si direbbe, dalle perversioni di uno scenografo impazzito o dal delirio di una mente criminale, dove a poco a poco il lettore, in un misto di curiosità, piacere e angoscia capisce di avere una sola certezza: che da questo sogno – da questo libro – non si sa come svegliarsi.

Cromantica – Gianfranco Manfredi

cromantica Non lascia il segno.

Tutto si distrugge e/o muore.
Rimane viva/o il solo ricordo e/o la rappresentazione che ci portiamo dentro.
Con un argomento del genere poteva, secondo me,
essere fatto MOLTO MA MOLTO di +

TERZA DI COPERTINA: In un’importante mostra d’arte di Milano compaiono sei quadri neri di sconosciuta provenienza. Un errore? Uno scherzo? O forse la chiave di un nefasto mistero? Un art detective e una cerchia di esperti e professionisti del settore, fatalmente attratti dall’enigma, scoprono che le tele imbrattate nascondono non solo antichi dipinti, ma anche l’inquietante capacità di resistere al fuoco e agli agenti naturali, risalendo alla leggenda di quadri che in passato portarono alla rovina chi volle distruggerli. Testi d’epoca, diari e carteggi resuscitano una fantasmagorica galleria di artisti, cortigiane, fanatici visionari, nobili diabolici, trasformando l’indagine in un vorticoso e imprevedibile viaggio a ritroso nel tempo, attraverso calcoli alchemici ed echi simbolici, lotte sanguinarie, macchinazioni perverse, società occulte ed estasi dionisiache, sulle tracce degli arcani segreti della Cromantica, l’arte magica che sta all’origine dei dipinti. La visione diviene morboso delirio, l’arte trasmuta in prezioso artificio e il gioco allucinatorio si traduce in una sinistra cospirazione che incombe sul presente.

La vita che volevo – Lorenzo Licalzi

lavitachevolevo  Bel libro. Mentre lo stavo leggendo continuamente nella mia testa (mente, immaginazione, ricordi) mi si materializzava “Amici miei”. Si proprio il film ideato da Pietro Germi. Due modi, diversi apparentemente, di riavvolgere il nastro della propria vita e di fare un bilancio. Soddisfatto per quanto riguarda Lorenzo Licanzi e con toni amari per quanto riguarda invece i personaggi del film.

Era questa le vita che volevo ? NO, non del tutto.
Ho gran bel lavoro che non cambierei con nessun altro (beh forse con Dio potrei pensare di fare a cambio mansioni), ma molte delle mie aspettive nella vita privata sono andate in fumo … bruciate.

Desideravo cose semplici … una compagna … un paio (non di più) di amici, ma …. è andata diversamente.
NOTA: adesso nel Feb 2014 la rece sarebbe diversa, molte delle cose che allora non avevo o che non vedevo di avere le ho ottenute

TERZA DI COPERTINA: “Era questa la vita che volevi?” Alzi la mano chi può rispondere di sì. Chi non ha mai rimpianto un’occasione mancata o una decisione che non ha preso. E non ha mai fantasticato un’altra vita; la vita che, forse, voleva davvero. È quel che succede ai personaggi di questo libro lieve e imprevedibile: Laura che credeva di aver fatto pace con gli uomini e non sa che la guerra è appena cominciata; Maddalena che ha sbagliato incrocio e ha perso la sua unica chance; Lorenzo che, grazie a uno sguardo, finalmente apre gli occhi; Patrizia e Carla, casalinga l’una, donna in carriera l’altra, che fanno i conti con la stessa “assenza di fondo”, mentre i mariti giocano a un tavolo di poker il loro “ultimo giro”. Uomini e donne che si guardano indietro, o allo specchio, e scoprono, con sorpresa, curiosità o spavento, che come dice Lorenzo: “lo di vite ne avrei potute fare almeno cinque o sei”. Perché le vie del destino sono infinite, e se è vero che Dio ha inserito nelle nostre esistenze la variabile “caso” per movimentare un po’ la situazione, è anche vero che a volte del caso nemmeno ci accorgiamo, perché fa capolino nelle cose più piccole: una sveglia che non suona, un numero di telefono sbagliato, un caffè preso in un bar diverso dal solito. Ma non c’è motivo di disperare: forse, sembra suggerire Licalzi con il tono scanzonato di sempre, tutte le vite che avremmo voluto le stiamo vivendo, proprio ora, in altri universi, in cui altri noi sono alle prese con altre storie.

L’uomo senza passato – Aki Kaurismäki

luomosenza-passato

Una moderna favola in bianco e nero.
Un grido di speranza per chi come l’interprete el libro/film si ritrova improvvisamente a vivere fra gli scarti della società. Ed è proprio fra questi scarti che ritroverà l’umanità e il calore umano.

TERZA DI COPERTINA: Ci sono libri scritti da sognatori. Libri come L’uomo senza passato che, pagina dopo pagina, raccontano storie memorabili, illuminate di tenerezza e di humour. Dopo un’aggressione in cui ha perso la memoria, M si ritrova a vivere nella povertà estrema della periferia di Helsinki. Solo e malandato, incontra solidarietà e accoglienza in una comunità di senzatetto che vivono nella baraccopoli di container vicino al porto. Con la sua incantevole vena surreale, rassegnato e ottimista, Kaurismäki dà vita a un’umanità ricca di dignità e di spirito quanto povera di beni materiali. Diseredati moderni, ironici e stravaganti, i suoi personaggi sembrano emergere da un altro tempo: la dolce e silenziosa Irma, i volontari dell’Esercito della Salvezza, il rapinatore gentiluomo che ruba per dare agli ex dipendenti, il poliziotto affittacamere e il suo “feroce” cane Hannibal, la scalcinata rock band di quartiere. E mentre parte un nostalgico tango finlandese, Kaurismäki sembra dire che dimenticare il passato può essere a volte l’inizio di una rinascita. Intanto M, giorno dopo giorno, coraggiosamente, scopre la libertà, l’amicizia e l’amore. Una favola contemporanea, divertente e malinconica, sulle vie sorprendenti che può prendere la vita.

Nebbia sul Ponte di Tolbiac – Léo Malet

ponte-tolbiac  La “trilogia noir” è di un altro livello.
Nestor Burma non mi piace.
Non ha il pathos ne il fascino di altri suoi conterranei tipo Maigret
e tutti i vari commissari Simenoniani
e il grande Fabio Montale di JC Izzo.

TERZA DI COPERTINA: Abel Benoit, un vecchio anarchico, è morto prima di poter parlare con NestorBurma. Cosa aveva da dirgli? Perché il mondo dell’anarchismo parigino non èpiù quello di una volta? Quale segreto nasconde? È un’inchiesta dura edifficile, quella che attende Nestor Burma. Un’inchiesta nella quale siimbatterà nell’amore e nella morte e dalla quale uscirà scosso come non mai.

Otto personaggi in cerca – Bjorn Larsson

otto_personaggi  Chi dubbi non ne ha
Chissà cosa farà
Dimmi dimmi dimmi dimmi
Tu quanti dubbi hai

Otto personaggi. Otto storie.
Diverse e simili allo stesso tempo.
Tutti alla ricerca di risposte/scoperte
che troveranno lontano da dove le cercavano.
Il dubbio come unico motore per l’evoluzione umana. Cosa saremo quando avremo tutte le risposte ai nostri quesiti ?
Chi saremo quando tutti i nostri desideri
saranno soddisfatti ?

…Ebbi dei dubbi già
Il primo giorno di scuola
E all’Università
Ebbi dei dubbi ancora

E.Bennato – Abbi Dubbi

TERZA DI COPERTINA: È rimasto un solo mondo di regioni inesplorate, di rotte da tracciare e mete provvisorie, dove la scoperta di tesori è ancora possibile: il mondo delle scienze. È sull’oceano del sapere che navigano questa volta i personaggi di Larsson, accomunati tutti, nella loro diversità, dallo stesso spirito di avventura: sono pronti a non dare niente per scontato, a mettersi totalmente in gioco, pur di inseguire la loro ricerca e il loro sogno. Come il filologo deciso a trovare negli antichi manoscritti la soluzione al mistero del Graal, il linguista che si immerge nelle strutture della grammatica per fare ordine nel caos del mondo, o la filosofa atea che sente la voce di Dio, e il chimico che compie il primo passo verso la conoscenza studiando le reazioni molecolari dell’innamoramento, fino all’ironico autoritratto dell’autore in crisi d’ispirazione che scopre, in una lettera smarrita di Flaubert, l’impossibile ricetta del capolavoro. Muovendosi con avvincente semplicità tra i problemi filologici e la grammatica generativa di Chomsky, la matematica quantistica e le teorie rivali del Big-bang o la mappatura del genoma umano, Larsson riesce ad entrare con umorismo e leggerezza nel vivo dei temi più attuali della scienza, dell’etica, del libero arbitrio, del dibattito tra verità e fede, tra laicità e fondamentalismo. E seguendo i suoi personaggi sulle inaspettate vie della scoperta, lontano da dove pensavano di arrivare, ricorda che non c’è altra legge che il dubbio, altra regola che l’incertezza, quando si ha a che fare con l’uomo e la sua imprevedibilità.

Carta bianca – Carlo Lucarelli

carta_biancaSpunti interessanti per raccontare un periodo “difficile” della storia italiana. La lotta interna al PRF per salvare le “chiappe” dall’inevitabile arrivo dagli alleati. L’uso indiscriminato della giustizia
per raggiungere i propri fini personali.
La si può chiamare effettivamente giustizia ?
Con temetiche del genere mi aspettavo qualcosa di più.
Non mi ha deluso, ma non mi ha neppure entusiasmato.

TERZA DI COPERTINA: Aprile 1945. Negli ultimi giorni della repubblica di Salò, un omicidio dei quartieri alti apre a chi indaga squarci sul mondo dei gerarchi, su un traffico finanziario-spionistico tra il regime e i nazisti, sulla corruzione di una classe dirigente dai giorni contati. E a poche ore dal crollo finale, il commissario De Luca scopre una torbida verità e, nella confusione e la paura, è chiamato a una scelta. “Carta bianca” è un racconto giallo a pretesto, in cui è il fascismo pretesto per la trama poliziesca e per quella caratteristica interrogazione morale in cui il giallo confluisce. Dittature e totalitarismi si prestano infatti a quelle situazioni di precarietà del diritto in cui la malinconia, connaturata a chi investigando fruga nelle vite, diventa l’ultimo rifugio del senso di giustizia. (1990)

Il cane di terracotta – A. Camilleri

cane_terracottaAdoro Montalbano. non ho altro da dire.
Il calore,
il colore,
il mare,
gli odori,
i personaggi “finto” secondari,
i sapori della cucina,
la salsedine sulla pelle.
Le radici.
Il dialetto.

TERZA DI COPERTINA: Ritorna l’investigatore Montalbano: nel corso di un’inchiesta su di un traffico d’armi, ispezionando una caverna che funge da deposito di ordigni, Montalbano scopre un passaggio che conduce a un’altra grotta, e qui trova due cadaveri: un ragazzo e una ragazza uccisi cinquant’anni prima. Obbedendo all’istinto prepotente che lo spinge a ricercare una verità sbiadita e forse ormai inafferrabile, il commissario Montalbano inizia un’indagine improbabile, che cerca di ricostruire vicende apparentemente non destinate ad approdare in un’aula di tribunale.