[LIBRO] Norwegian Wood – Haruki Murakami

tokyo-bluesla vita
l’amore
il sesso
l’attesa
la morte
il silenzio
i sentimenti
il suicidio
UN CAPOLAVORO

Una volta avevo una ragazza
O dovrei dire
Una volta lei aveva me
Mi mostrò la sua camera
Non è bello?
Legno norvegese
Mi chiese di restare
E mi disse di sedermi dove volevo
Così mi guardai intorno
E vidi che non c’erano sedie
Mi sedetti su un tappeto
Testo trovato su http://www.testitradotti.it
Aspettando il mio momento
Bevendo il suo vino
Parlammo fino alle due
E poi lei disse
“È ora di andare a letto”
Mi disse che al mattino lavorava
E iniziò a ridere,
Le dissi io invece no
E scivolai via a dormire nel bagno
E quando mi alzai
Ero solo
L’uccello aveva preso il volo
Così accesi un fuoco
Non è bello?
Legno norvegese

[LIBRO] Rosso Floyd – Michele Mari

RossoFloyddiMicheleMariunviaggiofantasticonellastoriadeiPinkFloydE se ti mostro il mio lato oscuro
mi stringerai ugualmente questa notte?
E se ti apro il mio cuore
e ti mostro il mio lato debole,
che cosa farai?
R.W. (Final Cut – The Final Cut)

“Mio padre si chiamava Eric Fletcher Waters. Morì ad Anzio il 18 febbraio 1944. Io sono nato 165 giorni prima della sua morte. La gente mi conosce come Roger Waters, voce, bassista e autore della maggior parte dei testi dei Pink Floyd”. Inizia così una delle confessioni dell’immaginaria “istruttoria” che fa da spina dorsale a questo libro. Un romanzo che ricostruisce la parabola artistica dei Pink Floyd facendo coincidere i dati biografici con quelli fantastici, dando forma a un impasto unico modellato intorno a una delle band più celebrate del ventesimo secolo. A sovraintendere a questa febbrile requisitoria sono “i siamesi”: due cervelli per un solo corpo, un legame conflittuale come quello che unì Roger Waters e David Gilmour. Ma qual è stato l’originario “evento scarlatto” che ha fatto dei Pink Floyd la leggenda che sono diventati? Sappiamo che Syd “Diamante Pazzo” Barrett – dopo appena due dischi e un’esperienza psichedelica dalla quale non si riprenderà mai più viene allontanato dai suoi stessi compagni. È allora che decide di rinchiudersi nello scantinato della casa di famiglia a Cambridge, in compagnia delle sue amate chitarre e di tutta la musica che ha in testa. La stessa musica che, grazie ai concerti tenuti dal gruppo, continua a fare il giro del mondo: come se il talento visionario di Barrett avesse continuato a influenzare sotterraneamente ogni canzone composta dagli altri Pink Floyd dopo il suo esilio.

[LIBRO] Da un altra carne – Diego De Silva

9310999quegli sbotti di scortesia, quelle voglie nervose di rendersi detestabili a cui capita di abbandonarsi con piacere, qualche volta

La trama potrebbe essere considerata superflua. Quello che colpisce di questo libro sono le descrizioni degli attimi, dei pensieri, delle conseguenze, dei momenti che cambiano in continuazione … senza la patina di finto-buonismo

TRAMA
Guido, uno dei figli della signora Traversari, rientra a casa un giorno con un bambino per mano. Salvino ha dieci anni e un passato segreto. Dei suoi genitori non si sa nulla, né Guido fornisce spiegazioni, anche se tra lui e il piccolo sembra esserci una confidenza costruita nel tempo. Per tutti l’arrivo di Salvino è un tornado interiore. Non solo e non tanto perché è difficile accettare l’estraneo, l’intruso che irrompe nelle nostre esistenze e le sconvolge, un po’ le brucia e un po’ le rigenera. Le ragioni per cui la sola presenza di quel bambino è sufficiente a modificare gli equilibri di una famiglia e degli individui che la compongono sono in gran parte oscure: ed è proprio questa zona buia, questo luogo di verità in movimento, che il romanzo di De Silva attraversa senza dare né chiedere spiegazioni.

[LIBRO] Il Processo – Franz Kafka

1133Non c’era niente di eroico se anche resisteva, se anche metteva ora in difficoltà i signori, se tentava di gustare l’ultimo barlume della sua vita difendendosi.

MICRO RECENSIONE
«La lettura del Processo, libro saturo di infelicità e di poesia, lascia mutati: più tristi e più consapevoli di prima». Così scrive Primo Levi nella nota finale della sua traduzione del libro di Kafka (Einaudi 1983).
La summa di quello che definiamo Situazione Kafkiana la storia di un evento o di un esperienza che mescola tragedia, grottesco e anche (lasciatemelo dire) ad un lettore degli anni 2000 una sorte di amara comicità.  Una giornata al Ministero dell’Istruzione per cercare notizie su una pratica sepolta chissà dove insieme a altre migliaia.

SINOSSI
Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo.Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire agiustificare il suo delitto di “esistere”. Ma come sempre avviene nella prosadi Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggiassolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. Eallora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori diJosef K. è processo: non resta che attendere l’esecuzione di una condanna daaltri pronunciata.

[LIBRO] Diario di un Killer sentimentale – Luis Sepulveda

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MICRORECENSIONE
un noir atipico, secco , asciutto e dalla lettura veloce. Un racconto dissacrante di tutti gli stereotipi del noir. Solo per chi ama SEPULVEDA alla follia.

TRAMA 

Un professionista è sempre un professionista, ma la giornata era iniziata male: faceva un caldo infernale a Madrid e la sua amichetta francese l’aveva piantato come un cretino per qualcuno incontrato a Veracruz. La compagnia di una buona bottiglia di whisky e di una mulatta che si portava dietro tutta l’aria dei Caraibi non gli aveva risollevato l’umore. In fondo, dietro i modi da duro, lui era un killer sentimentale. Non che fosse superstizioso, ma in una giornata del genere la cosa migliore sarebbe stata non accettare incarichi, anche se la ricompensa aveva sei zeri sulla destra ed era esentasse. Il tipo che doveva eliminare, uno con l’aria dell’idealista, ma anche di chi non soffre la solitudine fra le lenzuola, non gli piaceva affatto, puzzava troppo di filantropia. I retroscena dell’incarico, però, lo incuriosivano stranamente. Chi voleva la morte di quel messicano?