Tu sanguinosa infanzia – Michele Mari

16084038._UY200_Otto scrittori vale da solo la lettura e l’acquisto del libro.
“la freccia nera” dovrebbe essere letto da tutti i traduttori.

Poesia.

TERZA DI COPERTINA
E se da qualche parte nel tempo fosse custodito tutto ciò che abbiamo amato da bambini? Il passato raccontato da Michele Mari è quello mitico e irrecuperabile dell’infanzia, eroso negli anni da una diaspora di oggetti e sentimenti il cui ricordo continua a sanguinare. Ma in questi racconti non c’è mai il rimpianto di una perduta età dell’oro, perché la violenza immaginifica dell’autore opera un recupero altissimo di emozioni infantili legate a un universo in cui le sole figure amiche sono quelle dei propri personali mostri e di pochi, semplici ma «fatidici» giocattoli. «Ciò che hai amato anche un solo mattino, tenertelo stretto fino alla morte» diventa un imperativo totalizzante, e così un album di Cocco Bill può avere più valore dell’Iliade, mentre la gelosia per una compagna di classe continua a suscitare struggimenti e antagonismi senza fine. Ogni pagina spalanca abissi di malinconia dove fanno irruzione visioni fantastiche e terrificanti, in cui riecheggiano nitide le voci degli autori più amati – Stevenson, London, Poe, Melville. Così i giardinetti che accolgono gli svaghi pomeridiani dei bambini diventano lande inospitali, dove s’aggirano tremende creature mitologiche come le Antiche Madri; così un puzzle segna l’iniziazione a un’ascesi quasi monastica, così le copertine di Urania o le canzoni degli alpini diventano la palestra di ossessive elucubrazioni mentali, e tutto è tanto più feticisticamente inventariato quanto più la vita sembra cosa riservata ad altri. Una narrazione di trasalimenti e precoci nevrosi, condotta con commozione ma anche con feroce umorismo dalla voce inconfondibile di Michele Mari. Il ritorno di un libro uscito da Mondadori nel 1997, e già considerato da molti un piccolo, imprescindibile classico.

[LIBRO] Il secondo viaggio – Robert Silverberg

In un mondo nel quale la PENA DI MORTE è stata cancellata e nel quale i condannati invece che essere soppressi fisicamenti sono costretti a subire un cambio di identità. Ovvero la vecchia personalità criminale viene cancellate e al posto ne viene inserita una nuova creat ad-hoc con ricordi buoni, bravi e belli. I Condannati sono costretti inoltre a non poter avere contatti con il loro passato inteso come cose e persone e sono marchiati con un distintivo REHAB.

Dopo aver subito un “trattamento” Paul Macy incontra un sua vecchia fiamma che tramite i suoi poteri riesce a trovare un buco nel trattamento e far tornare i ricordi della prima vita.


Inizia così un micidiale duello tra due menti per il controllo del corpo e quindi per affermare la propria stessa esistenza.
Proseguendo nella lettura, il lettore viene interrogato sulla natura stessa della personalità, della coscienza, sul grado di realtà dei propri ricordi e delle proprie esperienze.

[LIBRO] Il viaggio d’inverno – Amélie Nothomb

$_1Un libro sulla difficoltà di sincronizzare i tempi in amore.
Anni prima il genio di Panella Pasquale paroliere per Battisti Lucio nel sua poesia “Che vita ha fatto” sintetizzava così

Lei m’amò, tu l’amasti, io no
I verbi non coincidono

dopo l’ennesimo tentativo di avvicinamento amoroso tramite un allucinogeno detto Psylocibe, il personaggio principale decide di compiere un atto terroristico: far saltare, dirottando un aereo, il monumento architettonico preferito di Astrolabe, la Torre Eiffel costruita per l’amore di Gustave Eiffel per una donna il cui nome era Amélie ed a forma di A.

TERZA DI COPERTINA
Un romanzo in cui tutto è improbabile, a cominciare dai nomi dei protagonisti: Zoïle, impiegato di una società elettrica con la passione per l’Odissea, Astrolabe, splendida ragazza che si prende cura di Aliénor, scrittrice di successo che soffre di una curiosa forma di autismo. Affascinato da Astrolabe e infastidito da Aliénor, Zoïle inizia a frequentare le due donne cercando di insinuarsi in questa strana coppia. Un viaggio psichedelico è la bizzarra tecnica di seduzione messa in atto dal giovane per conquistare la bella ma l’esito sarà disastroso, in tutti i sensi…

Al paese dei lettori – Paul Collins

index TERZA DI COPERTINA:
Ma che idea, lasciare la California per un brumoso paesino della campagna gallese! Se non fosse che il paesino è Hay-on-Wye, “la Mecca dei bibliofili”, dove c’è una libreria antiquaria ogni quaranta abitanti, e dove si celebra ogni anno uno dei più noti Festival della Letteratura – e se non fosse che il pellegrino è Paul Collins, instancabile e ardimentoso cacciatore di libri perduti e stravaganti. Ingaggiato nel 2000 da Richard Booth, il libraio che nel 1977 si proclamò Re del Principato Autonomo di Hay, Collins si è potuto dedicare per sei mesi alla sua attività preferita: frugare tra cataste di “libri effimeri che fin dall’inizio non erano destinati a durare”, e tramandarci le loro storie. Ed ecco le ponderose raccolte di riviste obsolete, le memorie apocrife o anonime, gli autori che scrivono dall’aldilà, e le prime edizioni “grigie e pesanti come tombini”. Mentre cerca casa, fantasticando di stabilirsi definitivamente in un grande “pub sconsacrato” del Seicento, il Sixpence House, Collins riesce anche a far domanda per un seggio alla Camera dei Lord (quella “specie di governo mediante copula. Una spermocrazia, se preferite”). Oltre che una incantevole tranche de vie, “Al paese dei libri” è una sorprendente meditazione sul valore dei libri nel tempo – e sulla volubile sbadataggine del passato, “l’unico paese dove è ancora lecito prendersi gioco degli indigeni”.

MICRORECENSIONE:

basta questa frase ….

“Io vivo in un mondo molto piccolo, e anche tu, caro lettore. in questo momento siamo soltanto io e te, e non importa se stai leggendo questo libro duecento anni dopo la mia morte o in una lingua che non conosco. Noi due ci capiamo, ma non siamo in tanti, non lo siamo mai stati.”