[LIBRO] Il viaggio d’inverno – Amélie Nothomb

$_1Un libro sulla difficoltà di sincronizzare i tempi in amore.
Anni prima il genio di Panella Pasquale paroliere per Battisti Lucio nel sua poesia “Che vita ha fatto” sintetizzava così

Lei m’amò, tu l’amasti, io no
I verbi non coincidono

dopo l’ennesimo tentativo di avvicinamento amoroso tramite un allucinogeno detto Psylocibe, il personaggio principale decide di compiere un atto terroristico: far saltare, dirottando un aereo, il monumento architettonico preferito di Astrolabe, la Torre Eiffel costruita per l’amore di Gustave Eiffel per una donna il cui nome era Amélie ed a forma di A.

TERZA DI COPERTINA
Un romanzo in cui tutto è improbabile, a cominciare dai nomi dei protagonisti: Zoïle, impiegato di una società elettrica con la passione per l’Odissea, Astrolabe, splendida ragazza che si prende cura di Aliénor, scrittrice di successo che soffre di una curiosa forma di autismo. Affascinato da Astrolabe e infastidito da Aliénor, Zoïle inizia a frequentare le due donne cercando di insinuarsi in questa strana coppia. Un viaggio psichedelico è la bizzarra tecnica di seduzione messa in atto dal giovane per conquistare la bella ma l’esito sarà disastroso, in tutti i sensi…

Al paese dei lettori – Paul Collins

index TERZA DI COPERTINA:
Ma che idea, lasciare la California per un brumoso paesino della campagna gallese! Se non fosse che il paesino è Hay-on-Wye, “la Mecca dei bibliofili”, dove c’è una libreria antiquaria ogni quaranta abitanti, e dove si celebra ogni anno uno dei più noti Festival della Letteratura – e se non fosse che il pellegrino è Paul Collins, instancabile e ardimentoso cacciatore di libri perduti e stravaganti. Ingaggiato nel 2000 da Richard Booth, il libraio che nel 1977 si proclamò Re del Principato Autonomo di Hay, Collins si è potuto dedicare per sei mesi alla sua attività preferita: frugare tra cataste di “libri effimeri che fin dall’inizio non erano destinati a durare”, e tramandarci le loro storie. Ed ecco le ponderose raccolte di riviste obsolete, le memorie apocrife o anonime, gli autori che scrivono dall’aldilà, e le prime edizioni “grigie e pesanti come tombini”. Mentre cerca casa, fantasticando di stabilirsi definitivamente in un grande “pub sconsacrato” del Seicento, il Sixpence House, Collins riesce anche a far domanda per un seggio alla Camera dei Lord (quella “specie di governo mediante copula. Una spermocrazia, se preferite”). Oltre che una incantevole tranche de vie, “Al paese dei libri” è una sorprendente meditazione sul valore dei libri nel tempo – e sulla volubile sbadataggine del passato, “l’unico paese dove è ancora lecito prendersi gioco degli indigeni”.

MICRORECENSIONE:

basta questa frase ….

“Io vivo in un mondo molto piccolo, e anche tu, caro lettore. in questo momento siamo soltanto io e te, e non importa se stai leggendo questo libro duecento anni dopo la mia morte o in una lingua che non conosco. Noi due ci capiamo, ma non siamo in tanti, non lo siamo mai stati.”