Il Cigno Nero – Darren Aronofsky

183446_10150104817633063_3707780_aTRAMA: La storia la conoscete piu o meno tutti. Il cigno bianco e il cigno nero. Una compagnia deve mettere in scena
“Il lago dei Cigni”. tutto qui.
più o meno.
Film bipolare che affronta in maniera noir e molto spesso “splatter” la bipolarità presente in tutti. Ad una prima lettura il film ci lascia la sensazione di essere solo ed sclusivamente un film che tratta il problema del doppio. Dove il corpo, attraverso la carne, somatizza realizza e fa esplodere le dicotomie fra il bene e il male, la passione e l’amore, la tecnica e il cuore.

Già fermandoci a questa chiave di lettura il film è godibilissimo (escluse alcune scene ed alcuni effetti un pò troppo splatter a mio giudizio).

Però, c’è sempre un però.

Quando la ballerina deve entrare in scena il capo del corpo di ballo usa queste parole:

– L’artista per raccontare se stesso, per essere grande, deve perdersi.

Ed eccola la seconda chiave di lettura.

L’artista per ambre ad una “recitazione” perfetta deve annullarsi, tagliare parti di se, sfregiarsi sia nella carne che nell’anima per entrare perfettamente nel personaggio che deve interpretare. Analizzarsi e analizzare attraverso dolore e

sacrifici. L’artista deve rinunciare a se stesso …  UCCIDERSI … per dare vita al personaggio.

La settima onda – Daniel Glattauer

3010116Un occasione persa ….. manca della freschezza, della novità, del pathos del primo.

TERZA DI COPERTINA
Emmi e Leo: per chi ancora non li conosce, sono i protagonisti di un amore virtuale appassionante, che ha vissuto ogni sorta di emozione, a parte quella dell’incontro vero. Sì, perché dopo quasi due anni, Leo ha deciso di tagliare definitivamente i ponti con Emmi e partire per Boston, per ricominciare una nuova vita. Emmi non si dà però per vinta, e riesce nell’impresa di riallacciare i rapporti con Leo. Mentre lei è ancora felicemente sposata con Bernhard, per Leo in nove mesi le cose sono cambiate, eccome: in America ha conosciuto Pamela e finalmente ha iniziato la storia d’amore che ha sempre sognato. Si sa, però, l’apparenza inganna. Ritornano le schermaglie via e-mail che hanno tenuto col fiato sospeso i numerosi lettori di Le ho mai raccontato del vento del Nord, e anche stavolta promettono scintille.

Un Calcio in bocca fa miracoli – Marco Presta

un-calcio-in-bocca-fa-miracoliTERZA DI COPERTINA
Il protagonista di questo libro è un vecchio scorbutico, vitale, simpaticissimo, che fa i conti con l’ostinazione della sua prostata, con un’insana passione per la portinaia e con la sua amicizia per Armando, aspirante Cupido in pensione.
L’ironia e il caratteraccio invecchiando migliorano come la grappa, per questo ci diverte così tanto la sua voce cinica, borbottante, capace di battute fulminanti sempre in bilico tra la sciocchezza e il colpo di genio.
Dentro quella voce, poi, ne sentiamo guizzare un’altra che conosciamo bene: quella di Marco Presta, autore della trasmissione cult «Il ruggito del coniglio».

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Malinconico. L’impressione che il libro sia una serie di racconti, di appunti per una probabile storia o semplici idee rimane anche alla fine. L’impressione e quella di leggere un puzzle e come durante la costruzione solo alla fine si riesce a comprendere il totale.