Il Cigno Nero – Darren Aronofsky

183446_10150104817633063_3707780_aTRAMA: La storia la conoscete piu o meno tutti. Il cigno bianco e il cigno nero. Una compagnia deve mettere in scena
“Il lago dei Cigni”. tutto qui.
più o meno.
Film bipolare che affronta in maniera noir e molto spesso “splatter” la bipolarità presente in tutti. Ad una prima lettura il film ci lascia la sensazione di essere solo ed sclusivamente un film che tratta il problema del doppio. Dove il corpo, attraverso la carne, somatizza realizza e fa esplodere le dicotomie fra il bene e il male, la passione e l’amore, la tecnica e il cuore.

Già fermandoci a questa chiave di lettura il film è godibilissimo (escluse alcune scene ed alcuni effetti un pò troppo splatter a mio giudizio).

Però, c’è sempre un però.

Quando la ballerina deve entrare in scena il capo del corpo di ballo usa queste parole:

– L’artista per raccontare se stesso, per essere grande, deve perdersi.

Ed eccola la seconda chiave di lettura.

L’artista per ambre ad una “recitazione” perfetta deve annullarsi, tagliare parti di se, sfregiarsi sia nella carne che nell’anima per entrare perfettamente nel personaggio che deve interpretare. Analizzarsi e analizzare attraverso dolore e

sacrifici. L’artista deve rinunciare a se stesso …  UCCIDERSI … per dare vita al personaggio.

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