Una cosa divertente che non farò mai più – D.F. Wallace

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Un capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace. Commissionatogli inizialmente come articolo per la prestigiosa rivista Harper’s, questo reportage narrativo da una crociera extralusso ai Caraibi – iniziato sulla stessa nave che lo ospitava e cresciuto a dismisura dopo innumerevoli revisioni – è ormai diventato un classico dell’umorismo postmoderno e al tempo stesso una satira spietata sull’opulenza e il divertimento di massa della società americana contemporanea.

MICRORECENSIONE
Piacevole e divertente reportage di una crociera per Super-ricconi

Joyland – Stephen King

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Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall’ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.

MICRORECENSIONE
mi ha lasciato un sentimento di nostalgia, lo stesso che mi lascia la visione di “Amici miei”.

Euridice aveva un cane – Michele Mari

Euridice aveva un caneTERZA DI COPERTINA

Paura e umorismo, un intreccio di invenzioni, finali inattesi e sarcastici caratterizzano questi racconti. Dopo i fondali gotici ed elisabettiani dei romanzi, i luoghi che fanno da sfondo ai racconti sono meno esotici, ma non meno inquietanti: un luogo di villeggiatura sul lago Maggiore, un collegio a Quarto dei Mille, tagli urbani gremiti di quei segnali che solo una furiosa paranoia riesce a decifrare.

MICRORECENSIONE

I palloni di Kurz sicuramente fra i migliori racconti italiani. Segnalo a mio gusto anche:
L’ora di Carrasco
La serietà delle serie
Il volto delle cose

Stabat Mater di Tiziano Scarpa

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È notte, l’orfanotrofio è immerso nel sonno. Tutte le ragazze dormono, tranne una. Si chiama Cecilia, ha sedici anni. Di giorno suona il violino in chiesa, dietro la fitta grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto delle giovani musiciste. Di notte si sente perduta nel buio fondale della solitudine più assoluta.
Ogni notte Cecilia si alza di nascosto e raggiunge il suo posto segreto: scrive alla persona più intima e più lontana, la madre che l’ha abbandonata. «Ma sono lettere, queste? A me sembrano un abbraccio che si sporge alla finestra su un cortile vuoto, sono calci e pugni dati alla cieca, per aria, in solitudine».
La musica per lei è un’abitudine come tante, un opaco ripetersi di note. Dall’alto del poggiolo sospeso in cui si trova relegata a suonare, pensa «Io non sono affatto sicura che la musica si innalzi, che si elevi. Io credo che la musica cada. Noi la versiamo sulle teste di chi viene ad ascoltarci». Così passa la vita all’Ospedale della Pietà di Venezia, dove le giovani orfane scoprono le sconfinate possibilità dell’arte eppure vivono rinchiuse, strette entro i limiti del decoro e della rigida suddivisione dei ruoli.
Ma un giorno le cose cominciano a cambiare, prima impercettibilmente, poi con forza sempre piú incontenibile, quando arriva un nuovo compositore e insegnante di violino. È un giovane sacerdote, ha il naso grosso e i capelli colore del rame. Si chiama Antonio Vivaldi. Grazie al rapporto conflittuale con la sua musica, Cecilia troverà una sua strada nella vita, compiendo un gesto inaspettato di autonomia e insubordinazione.

«La musica di don Antonio entra dentro i nostri occhi, impregna le nostre teste, ci fa muovere le braccia.
Il gomito e il polso del braccio destro si snodano per manovrare l’archetto, le dita della mano sinistra si piegano sulle corde. Noi siamo attraversate dalla musica dei maschi».

MICRORECENSIONE
Tiziano Scarpa è andato a toccare e pizzicare corde sensibili nel/del mio io.
Solitudine, malinconia, angoscia ecco di cosa ci racconta Tiziano Scarpa in questo romanzo.
I romanzi che mi lasciano con mi costringono a pensare/rispondere a domande alle quali i personaggi hanno dato le loro personali risposte li preferisco a quelli che pensano di poter sentenziare sulla esperienze.

Hydromania di Assaf Gavron

libro13351TERZA DI COPERTINA
Anno 2067. I palestinesi hanno conquistato quasi tutta Israele, e il mondo, ormai preda della siccità, è governato da multinazionali cinesi, giapponesi e ucraine che controllano le sorgenti e la distribuzione di acqua fresca. Maya è alla ricerca del marito Ido, un ingegnere giovane e brillante scomparso improvvisamente proprio quando stava per mettere a punto la sua invenzione, il ji-ji, un sistema di depurazione dell’acqua piovana che avrebbe consentito a ognuno di procurarsela da solo e quasi gratuitamente. Tra giallo e thriller, “Idromania” ci racconta un futuro non troppo lontano e facilmente immaginabile, un futuro dove lo sviluppo delle tecnologie è altrettanto rapido quanto lo sfaldarsi dei legami sociali. Un romanzo che fa sorgere domande particolarmente attuali e al tempo stesso tiene il lettore con il fiato sospeso per la sorte di Ido e per la tenacia e il coraggio di Maya che lotta per ritrovare il marito e liberare il proprio villaggio dai mercanti dell’acqua.

CASA EDITRICE GIUNTINA

MICRORECENSIONE:
Sabato mattina e andiamo al Centro Commerciale a fare un giro in galleria per cercare una chiavetta USB, per me, e non ricordo cosa per lei (non mi picchiare te ne prego).
E’ da tanto che cerco questo libro.  Lavoro in libreria e avrei potuto ordinarmelo, ma il piacere di girare per gli scaffali senza nessun obbligo non ha prezzo. Lo trovo nel settore fantascienza. Ci può stare. In fondo è una distopia.

L’idea di ambientare nel 2067 per raccontare la “paura” del popolo israeliano di vedersi rubare il territorio sotto i piedi e cacciato dallo storico nemico, i palestinesi, in riserve e “ghetti”.  Una guerra, come nella realtà,  che non è per la conquista dei territori, ma per la conquista delle fonti d’acqua .   La paura, di tutti noi, di ritrovarsi senza niente dopo che le speranze per un mondo più giusto (si ma per chi ?) sono franate sotto le armi/VISA dei nemici

Il colore della magia – Terry Pratchett

phpThumb_generated_thumbnailAPPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Sono stato indeciso fino alla fine, ma quando sono comparsi i maghi idrofobi non ho avuto piu dubbi.

TERZA DI COPERTINA
In un angolo remoto dell’universo in una piega isolata del tempo, esiste l’incredibile mondo Disco la cui forma è perfettamente conforme al proprio nome: è infatti un gigantesco disco che le più recenti teorie astronomiche in voga sul pianeta vogliono sorretto da quattro magici elefanti ritti in piedi sul dorso di una cosmica tartaruga (il cui sesso è tuttavia ancora ignoto). La superficie superiore di Disco ospita numerosi regni e varie razze di abitanti, ma la leggenda vuole che anche sul lato inferiore del pianeta esistano terre abitate, ovvero il mitico continente Contrappeso. La leggenda diventa realtà quando nella città di Ankh-Morpork arriva un inatteso visitatore dal continente misterioso: è l’ingenuo e ricchissimo Duefiori, sempre seguito fedelmente dal suo forziere ricco di tesori e di decine di zampette, e ben deciso a godersi una meritata vacanza in veste di turista. Ma fra i troll e i tagliagole che abbondano in città un ricco forestiero può avere vita breve, e un incidente diplomatico va evitato in ogni modo. Al mago Rincewind tocca dunque il compito di guidare e proteggere l’incauto turista… un’impresa alquanto pericolosa, per non dire disperata.

Trovo un libro per terra e lo vado a risistemare …

Niente di strano fa parte del mio lavoro.
Una signora mi fa notare che il libro e suo.
Io chiedo di farmi vedere lo scontrino.
Il marito comincia a dare di matto accusandomi di lesa maestà e di non venire piu in negozio visto che il mio comportamento è offensivo.
Io faccio notare che raccattare i libri per terra e rimetterli a posto fa parte del mio mestiere e che mi pagano anche per questo. Il signore continua ad offendere. La moglie gli dice di stare zitto. Lui non vuole che i libri siano comprati da uno che si permette di trattare così un cliente (chiedere lo scontrino per un libro trovato per terra).

Mala educacion

Maleducazione maleducazione maleducazione: 
Trovo un libro per terra e lo vado a risistemare … Niente di strano fa parte del mio lavoro.
Una signora mi fa notare che il libro e suo. Io chiedo di farmi vedere lo scontrino. 
Il marito comincia a dare di matto accusandomi di lesa maestà e di non venire piu in negozio visto che il mio comportamento è offensivo.
Io faccio notare che raccattare i libri per terra e rimetterli a posto fa parte del mio mestiere e che mi pagano anche per questo. Il signore continua ad offendere. La moglie gli dice di stare zitto. Lui non vuole che i libri siano comprati da uno che si permette di trattare così un cliente (chiedere lo scontrino per un libro trovato per terra).

Se il 2014 è questo io prima o poi faccio una strage !!!!

L’ultimo libro di Zoran Zickovic

LultimolibrodiZoranZivkoviclarecensione.TERZA DI COPERTINA

Che cosa terribile! Purtroppo alla libreria “Il Papiro” si è verificato un triste incidente. Il signor Todorovic, uno dei clienti più affezionati, è morto improvvisamente, mentre stava leggendo un libro seduto su una poltrona. Vera Gavrilovic, una delle due libraie, è costernata, e quando arriva l’ispettore Dejan Lukic, per un semplice controllo, gli comunica a cuore aperto tutto il suo sconcerto e la sua preoccupazione. Non è che l’inizio, ahimè, perché al primo si sussegue un altro decesso, e poi un altro. Le morti sono inspiegabili, l’unica traccia è che tutte le vittime stavano leggendo un libro. Per Dejan, poliziotto amante dei libri, e Vera, libraia appassionata, comincia una strana indagine, sempre più incalzante, che si allargherà e si complicherà fino a coinvolgere addirittura la polizia segreta. Finché non s’imbatteranno nell’ultimo libro…

MICRORECENSIONE

Finale lascia un po a desiderare, per il resto un libro da leggere piacevolmente in una giornata di pioggia.
Ps: se vi piace la lettura di libri che parlano di libri il consiglio e
Perez Reverte e il suo caso dumas.

Zoran Živković su Wikipedia