Gli sdraiati – Michele Serra

michele-serra-gli-sdraiati-copertina-recensione TERZA Di COPERTINA: Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, niente ai padri. Racconta l’estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un’ostilità che nessuna saggezza riesce a placare. Quando è successo? Come è successo? Dove ci siamo persi? E basterà, per ritrovarci, il disperato, patetico invito che il padre reitera al figlio per una passeggiata in montagna? Fra burrasche psichiche, satira sociale, orgogliose impennate di relativismo etico, il racconto affonda nel mondo ignoto dei figli e in quello almeno altrettanto ignoto dei “dopopadri”. “Gli sdraiati” è un romanzo comico, un romanzo di avventure, una storia di rabbia, amore e malinconia. Ed è anche il piccolo monumento a una generazione che si è allungata orizzontalmente nel mondo, e forse da quella posizione riesce a vedere cose che gli “eretti” non vedono più, non vedono ancora, hanno smesso di vedere.

MICRORECENSIONE: Non ho figli quindi è inutile che tenti di capirlo dalla parte del PADRE, sono stato un FIGLIO … ma alla fine degli anni 60 metà anni 70 non c’erano computer, social network e cellulari … scendevi in piazza e giocavi al pallone a chi arriva prima  a 10 poi a 12 poi alla fine tornavi cosi stanco a casa che Carosello poi a nanna. Non mi piacciano i libri stile “Manuale delle giovani marmotte” che danno risposte, preferisco quelli che ti lasciano delle domande …. e quella che mi ha lasciato e alla quale non troverò mai risposta è:  Chissa se Piero aveva un suo Colle della Nasca ?

 

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