FERMO non è stagione (gli offlaga incontrano Antonio Manzini)

In questo momento sto leggendo “Non è stagione” di Antonio Manzini. Il personaggio principale è il Vice Commissario Rocco Schiavone che fra le sue caratteristiche ha quelle di accoppiare ad ogni persona che incontra un animale. Caro Rocco ti aiuto l’animale al quale mi sento più vicino è il “Chirocefalo del Marchesoni” … Il Chirocefalo è un gambero che vive esclusivamente nel “Lago di Pilato” piccolo specchio d’acqua che si trova sul Monte Vettore nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Cosa ha di particolare questo mollusco ? Il gambero in quesitone tenta di fuggire dal suo habitat per andare a scoprire il mondo, ma viene sistematicamente bloccati dai Forestali Marchigiani che per far sopravvivere la specie la riduce in prigionia. Anch’io tento di fuggire dal mio attuale Habitat la città di Frara nel mio caso non sono forestali marchigiani, ma il fatto che non riesco a trovare lavoro in Toscana

Appunti disordinati di lettura (Il primo Dio – Emanuel Carnevali)

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Iniziamo a parlare dell’uomo che nasce quando il padre ha già lasciato la madre (moemanuel-carnevalirfinomane) da sola insieme alla di lei sorella (anche lei morfinomane).
Ma tante di queste cose le potete leggere su questa pagina
Quello che interessa raccontarvi sono le mie impressioni di lettura  le cose che mi ha fatto venire a mente. Due nomi su tutti Syd Barret e Luciano Bianciardi.
Comico direte.
Syd Barrett perchè come a lui la definizione DIAMANTE GREZZO calza a pennello.
Arriva in america e non sa una parola di inglese, le impara attraverso le insegne dei negozi, non solo parla un inglese scolastico ma molto spesso con una costruzione ed un senso letterale che gli americano non conoscono. Quando in una sua opera parlando del padre e dei rapporti fra di loro fa dire:
For the enemy in flight we built a golden bridge
A nemico che fugge ponti d’oro.
Ora l’americano, anche se letterato si chiede perchè si debbano costruire ponti d’oro ad un nemico che fugge ed è anche attraverso queste traduzioni nonsenso che Carnevali viene considerato un genio, un innovatore, un visionario il padre putativo della BEAT GENERATION.

LUCIANO BIANCIARDI
La stessa rabbia, la stessa frustrazione, la stessa voglia di spaccare il mondo che ho trovato ne  “LA VITA AGRA” l’ho trovato ne IL PRIMO DIO.  il trovarsi in terra straniera. La Milano degli anni 50 per il figlio di un minatore maremmano era veramente un altro mondo anche se sempre di Italia si parla. I Lavori umilianti, le paghe che non bastano mai e il sentirsi pronti per qualcosa di meglio di quello che si ha.

Adesso però vi spiego perché l’ho iniziato a leggere … la canzone dei MASSIMO VOLUME mi aveva già incuriosito … GODETEVELA

Poi leggo un intervista a Francesco Bianconi dei Baustelle che ha collaborato alla realizzazione dell’ultimo disco di Bobo Rondelli e lo ritrovo citato e cantato

Allora mi sono detto se tutti questi autori che ascolto tributano Carnevali lo devo leggere.

Il primo dio – Emanuel Carnevali

TERZA DI COPERTINA: Come Dino Campana, Emanuel Carnevali ha avuto il destino di un ‘poète maudit’: nato a Firenze nel 1897, partì da ragazzo per gli Stati Uniti, che dovevano diventare, per lui, il luogo simbolico della vita e della letteratura. Passò attraverso numerosi e umili mesticarnevali_primodioeri («raccogliere cicche per strada non fu certo la cosa più spregevole a cui mi ridussi») finché lo incontriamo nella cerchia degli scrittori americani di punta in quegli anni. Ezra Pound, William Carlos Williams, Sherwood Anderson, Robert McAlmon lo accolsero come uno dei loro, con ammirazione e insieme sconcerto dinanzi a questo difficile e imprendibile personaggio, e inclusero subito testi suoi nelle loro celebri antologie e riviste. Carnevali scriveva in inglese, la sua unica lingua era quella dell’esilio, e portava così nella poesia americana un soffio selvatico, di cui fu avvertita la novità. Il suo destino era tragico: nel 1922 fu colpito da encefalite e dovette tornare in Italia. Trascorse in un ospedale vicino a Bologna gli ultimi anni della sua vita, e lì ancora lo raggiungevano le lettere dei suoi amici americani. In questo volume abbiamo voluto raccogliere le parti più significative della sua opera, finora inedita in italiano. Innanzitutto il romanzo Il primo dio, una prosa di febbrile intensità, carica di immagini, di sogni, di angosce, di camere mobiliate, l’autoritratto di un nomade, braccato dalla vita, che ci lascia sbalorditi per la modernità del suo accento. Poi una scelta dalle sue poesie: anche queste ‘eccentriche’, rispetto all’America e tanto più rispetto all’Italia, scritte in una lingua reinventata con felicità e uno strano candore, leggere e disperate. Infine alcune prose critiche, da cui apparirà l’ottica singolare di questo ‘poeta maledetto’, insofferente delle raffinatezze formali e compositive dei suoi amici americani, lui che si sentiva preso in un terribile risucchio verso la morte. Nel loro disordine e nella loro amarezza, i testi di Carnevali hanno un suono ‘giusto’ che percepiamo solo oggi, come quello di chi poteva essere uno dei grandi scrittori italiani di questo secolo e invece giunge filtrato da un’altra lingua, da un’altra storia, e pur sempre come un’emozionante scoperta.

MASSIMO VOLUME: C’è forza nella pioggia che bagna il bordo del lavandino e le mie braccia tese, oggi.HopperChopSuey Non nelle colline, nè nel cielo che tiene bassi gli uccelli e ha i colori sbiaditi di una polaroid. Emanuel Carnevali, morto di fame nelle cucine d’America sfinito dalla stanchezza nelle sale da pranzo d’America scrivevi E c’è forza nelle tue parole Sopra le portate lasciate a metà, i tovaglioli usati Sopra le cicche macchiate di rossetto Sopra i posacenere colmi Sapevi di trovare l’uragano Dire qualcosa mentre si e’ rapiti dall’uragano Ecco l’unico fatto che possa compensarmi di non essere io l’uragano Emanuel Primo dio Rimbaud Preghiera a cose più belle di me Rimbaud Avvento della giovinezza Immagine perfetta Senzazione perfetta E’ nella pioggia, oggi, il vostro grido

 

Il cerchio – Dave Eggers

TERZA DI COPERTINA: “Mio Dio, questo è un paradiso” pensa Mae Holland un assolato lunedì di giugno quando fa il suo ingresso al Cerchio. Mai avrebbe pensato di lavorare in un posto simile: la più influecerchio-eggersnte azienda al mondo nella gestione di informazioni web, un asteroide lanciato nel futuro e pronto a imbarcare migliaia di giovani menti. Mae adora tutto del Cerchio: gli open space avveniristici, le palestre e le piscine distribuite ai piani, la zona riposo con i materassi per chi si trovasse a passare la notte al lavoro, i tavoli da ping pong per scaricare la tensione, le feste organizzate, perfino l’acquario con rarissimi pesci tropicali. Pur di far parte della comunità di eletti del Cerchio, Mae non esita ad acconsentire alla richiesta di rinunciare alla propria privacy per un regime di trasparenza assoluta. “Se non sei trasparente, cos’hai da nascondere?” è uno dei motti aziendali. Cioè, condividere sul web qualsiasi esperienza personale, trasmettere in streaming la propria vita. Nessun problema per Mae, tanto la vita fuori dal Cerchio non è che un miraggio sfocato e privo di fascino. Perlomeno fino a quando un ex collega non la fa riflettere: il progetto di usare i social network per creare un mondo più sano e più sicuro è davvero privo di conseguenze o rende gli esseri umani più esposti e fragili, alla fine più manipolabili? Se crolla la barriera tra pubblico e privato, non crolla forse anche la barriera che ci protegge dai totalitarismi?

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA (NON UNA RECENSIONE):  In alcune recensioni trovate in rete ho trovato scritto che IL CERCHIO sarebbe un libro più angosciante di 1984 di Orwell, più inquietata de IL MONDO NUOVO di Huxley e con paragoni ad altri romanzi del genere, sole che questi romanzi sono stati scritti quando, i fatti narrati, erano immaginabili e non già tangibili nella vita di ognuno di noi.  Tutti siamo coscienti cha la nostra privacy viene LETTERALMENTE VIOLENTATA dalla presenza di telecamere oramai ovunque … installate con la scusa della sicurezza e che ogni apparecchio elettronico (Smartphone, Tablet e Computer) è rintracciabile in qualsiasi momento … Quest’ultimo argomento di un romanzo del 2010 di Paolo Ferrari dal titolo CRIPTOCRAZIA.  Ho trovato la traduzione, in un paio di casi, violentata.  Per esempio quando il padre, malato, di MAE chiede alla figlia di aiutarlo a spostarsi e la chiama “pisello odoroso”  quando forse la trazione più giusta per “sweet pie  in quel caso sarebbe stata tesoro. In un altro caso, sempre MAE … sempre lei, scappa nei meandri del CERCHIO con un uomo sconosciuto ed ad un certo punto lei si chiede come possa fidarsi di quell UOMO CALLIGRAFO.

Dopo quello che ho scritto potrebbe sembrare un libro inutile e da lasciare sullo scaffale della libreria. NO non è proprio così. ANZI 

Questo libro ci deve far riflettere tutti quanti sulla NOSTRA (e non VOSTRA e NON LORO .. MA NOSTRA) smania di condivisione di qualsiasi cosa si faccia

e se mi soffio il naso devo controllare
Quello che ho prodotto, quanti chili pesa
E se c’è del pericolo per l’ascensor.
ELIO E LE STORIE TESE – Nubi di ieri sul nostro domani odierno
a quando un gruppo Instagram su CACCOLE E MOCCIO ?

Oppure questa nostra smania di essere perennemente connessi non sia invece una paura della vita reale ….
occhi sguardi volti mani parti corpi pezzi brani  bocche lingue versi suoni
così umani troppo umani

Virginiana Miller – L’Inferno sono gli altri

La paura di essere toccati, abbracciati, baciati, amati.

Un altro motivo per il quale il libro va letto è che alla fine MAE messa davanti al dilemma di poter scegliere se distruggere il Grande Fratello con poche semplici parole o lasciarlo vivere e impadronirsi delle nostre vite farà la scelta più conveniente per se stessa. Quale sarà lo dovrete scoprire leggendo il libro … ma intanto chiediamoci quante volte ognuno di noi ha approfittato della situazione per ottenere vantaggi o premi che forse non meritava ? Quante volte abbiamo fatto scelte non nell’interesse delle persone che ci stavano intorno ma solo esclusivamente del NOSTRO ?

Fortunato te che lavori in libreria …. (L’avevo scritto nel 2008 e ne sono sempre più convinto)

Sono oramai 30 anni che faccio questo mestiere, ovvero che lavoro fra i libri, ho iniziato “ufficialmente” l’11 Aprile 1982 al CENTRO DI nel 1991 sono passato al Gruppo Editoriale GIUNTI per approdare nel 1993 alla Libreria LE MONNIER e nel 1999 alla MONDADORI.

In cosa consiste il mio mestiere ?
Me lo chiedo anch’io, anzi spesso mi chiedo quale sia l’impatto sui clienti e come sia visto dall’esterno.
Molto spesso mi sento dire da amici e conoscenti:
– Beato te che lavori tutto il giorni tra i libri
… Chissa quanti ne leggi !!!!
… Fortunato vorrei lavorarci anch’io.

Beh mi dispiace deludervi lavorare tra i libri non e’ così divertente come pare
(e’ pur sempre il lavoro più bello del mondo dopo DIO)
1) I libri non vanno a posto da soli, qualcuno deve metterceli
2) I libri non si tolgono dalle scatole da soli, qualcuno deve toglierceli.
3) i libri non si riforniscono da soli, qualcuno deve farlo
4) gli scaffali non si spolverano da soli
5) i libri non hanno a che fare con i promotori (specialmodo quelli di un nota C.E. fiorentina)
6) i libri non sono obbligati a mettersi la divisa aziendale.
7) i libri non devono sopportare superiori arroganti/colleghe isteriche e clienti molesti.

Sono fortunato perché
vendo
sistemo
propongo
un sogno,
una fuga dalla realtà,
una droga
che da assuefazione.
ma che non rovina
la vita e la mente
delle persone
anzi la
rende
MIGLIORE

CI SAREBBE MENO AMORE NEL MONDO SE NON CI FOSSERO LE LIBRERIE

Musica Rock da Vittula –

107Vittula_preTERZA DI COPERTINA:È la fine degli anni Settanta, quando le strade di Pajala, piccola cittadina del Tornedalen, all’estremo nord della Svezia, vengono asfaltate. Insieme all’asfalto arriva una novità ben più dirompente e pericolosa: la musica pop. Per il giovane Matti e il suo taciturno amico Niila inizia una nuova vita, anche se loro ancora non lo sanno. Tra qualche anno la musica diventerà la loro insostituibile via d’uscita dall’isolamento, dalla storica mancanza d’identità della loro regione, sospesa tra Svezia e Finlandia

MICRORECENSIONE: (Alberto)
Vi piace la musica? Vi piacciono le fiabe e le storie surreali? Vi piacciono i romanzi di formazione? Vi affascina il mondo nordico e volete saperne di più sulla culturascandinava? Volete ridere un po’ con alcune scene veramente esplosive? Volete chiedervi che cosa abbia ingurgitato l’autore prima di scrivere alcuni capitoli LISERGICI ? Se la vostra risposta e’ SI leggetelo.

#IoSonoBlasfemo, ma non certamente ipocrita

Sò benissimo che quello che scriverò darà fastidio … me ne frega quanto il due di liscio.

A Gennaio del 2015 eravamo tutti CHARLIE. Tutti in prima linea a difendere il diritto di poter pubblicare qualsiasi cosa anche se questa risultava BLASFEMA agli occhi del mondo islamico. Lungi da me difendere gli attentatori e i terroristi che terroristi e assassini rimangono indipendentemente dal loro credo religioso.

Alcuni giorni fa in un noto locale gay di Bologna si è svolta una festa con tema la Chiesa e i simboli della Chiesa stessa. Sono state pubblicate alcune foto e giustamente i cattolici si sono sentiti offesi da quelle immagini BLASFEME.

Gli amici di Charlie, però, moralisti e ipocriti non hanno questa volta preso le difese della libertà laica di pensiero contro tutti gli oscurantismi religiosi.
Occorrevano i morti ? o forse c’è la BLASFEMIA buona quando noi offendiamo il credo degli altri e quella cattiva quando gli altri offendo il nostro.

Parafrasando una vecchia GAG di Enrique Balbontin mi verrebbe di dire
Facile essere Charlie con il culo degli altri.

L’uomo del XXI secolo ha la memoria “corta”

TERZA DI COPERTINA
Non simage_book.phpa come si chiama, né da dove viene. Non ha casa, soldi, memoria. Non gli restano che una ferita d’arma da fuoco a una spalla e un nome tatuato sul palmo della mano: Noah. Febbraio, Berlino. Insieme a Oscar, Noah fa la coda fuori da un asilo per senzatetto. Ma non sa se il suo nome sia davvero Noah, né se lui sia davvero un barbone. Sa di parlare tedesco con un accento strano, e che Oscar – senzatetto vero, fissato con la numerologia e le cospirazioni l’ha trovato agonizzante vicino a dei binari. Ma come recuperare la memoria? Come capire chi è e perché qualcuno ha tentato di ucciderlo? Se Noah potesse prevedere il vortice di eventi in cui lo trascinerà la ricerca del passato, forse rimarrebbe in quella coda. Ma l’istinto – il suo istinto di soldato addestrato, forse di killer – lo spinge ad andare avanti; e nella caccia adrenalinica alla verità Noah scoprirà che a rischiare di morire, insieme a lui, sono milioni di persone in tutto il mondo.

MICRORECENSIONE (Alessandra)
In un possibile 21° secolo, un virus creato appositamente sta decimando la popolazione mondiale e il destino del mondo, così come la diffusione del vaccino che dovrebbe sconfiggerlo, sembra legato al destino di un giovane (Noah)che però non ricorda la propria identità. Il romanzo parte bene, strutturato come un thriller che mette in parallelo l’inchiesta sull’identità di Noah e sul misterioso virus. Ma dopo la soluzione del mistero che riguarda la vera identità del protagonista, il romanzo si avviluppa su se stesso per sfociare in un messaggio circa la distruzione del pianeta ad opera dell’uomo stesso. Il testo è molto ridondante e si dilunga su particolari ad effetto, facendo l’effetto di un kolossal americano. Interessante è però l’immagine di Noah, simbolo dell’uomo odierno che è dilaniato tra bene e male, che soffre di vuoti di memoria che lo fanno andare avanti lacerato tra il bisogno di consumare per vivere e la coscienza che l’Occidente sta sperperando le risorse del pianeta.

Burocrazia o Teatro dell’Assurdo ?

Come, oramai, molti di Voi avranno capito sono domiciliato a Ferrara dal 2006. Per tutta una serie di motivi non avevo mai preso ne il domicilio presso la AUSL ne la residenza anagrafica.
Decido di iniziare a fare questo percorso e mi informo:
Per poter avere il medico a ferrara devo:
a) documento di riconoscimento,
b) TEAM,
c) la dichiarazione dell’ASL di provenienza attestante la revoca del medico,
d) tessera sanitaria di precedente iscrizione.
Allora punto A e D nessun problema …
Per il Punto C perché IO cittadino devo andare alla AUSL di Scandicci avvertirli che mi voglio spostare a Ferrara … poi andare a Ferrara e documentare che ho avvisato Scandicci …. ma per sveltire e rendere un SERVIZIO al cittadino non potrebbe fare tutto l’AUSL di destinazione ?
il punto B scopro dopo ricerche che è il retro del punto D
Ovvero al punto B devo presentare il retro della Tessera Sanitaria
al punto D) il fronte …..
Quindi per spostare temporaneamente il medico curante da Scandicci a Ferrara devo prendere almeno un paio di giorni di ferie sperando che gli orari di apertura delle due AUSL mi permettano di poter fare in così breve tempo
Altro che AUSL questo mi sembra UCAS (Ufficio Complicazioni Affari Semplici).
Adesso passiamo al cambio di Residenza.
Se io volessi spostare la residenza da un comune X a comune Y (escluso Ferrara) oltre alle varie domande devo presentare due documenti importanti ….
Il CONTRATTO DI AFFITTO (nel quale risulta che sono affittuario regolare di un immobile nel Comune nel quale chiedo la residenza)
Il CONTRATTO DI LAVORO o le ULTIME BUSTE PAGA dove risulta che mi trasferisco per lavoro
A Ferrara NO (oppure alternativa che reputo abbastanza più facile ovvero o che non sanno spiegarsi o che intendano rendere più difficile il trasferimento in città). Perché oltre a tutto quello che va presentato nel resto d’italia
oltre al contratto di affitto devo presentare una dichiarazione sottoscritta davanti al Messo Comunale/Notaio/etc. etc. nella quale il proprietario dichiara di essere a conoscenza del fatto che io abito in una casa di sua proprietà ….
ma il Contratto di Affitto cos’è allora se non un NEGOZIO GIURIDICO PATRIMONIALE dove due parti si accordano una a cedere il diritto di utilizzo nei termini del contratto (tempo e canone) e l’altra ad utilizzare l’immobile nei tempi e con il versamento del canone pattuito ovvero non è già presente la dichiarazione che io utilizzerò l’immobile a fini abitativi ?
Allora perché devo fare un’altro foglio ? andare davanti ad un Notaio (spendere soldi) o a un messo comunale per fare quello che ho già fatto firmando un contratto ?

LA VITA NELLA CITTA’ DI KAKKA
Scena da Teatro dell’assurdo che mi sono immaginato dopo la mia richiesta di informazioni sulla prendere residenza nella citta di kakka.
Il Sig.re AT acquista un bilocale nella città di kakka per andarci a vivere. AT si presenta all’ufficio anagrafe della città di kakka per andare a prendere la residenza.
Kakka: buongiorno lei vuol prendere la residenza in questa Citta giusto ?
AT: si nell appartemento sito in via del fossacchiotto 66
Kakka: deve venire con il proprietario che attesti che lei non è abusivo nella sua casa
AT: sono io il proprietario
Kakka: bene allora mi certifichi che il suo inquilino non occupa la casa illegalmente
AT: ma la uso io la casa sono io l’inquilino oltre che proprietario
Kakka: Non faccia storie firmi qui che lei come proprietario e a conoscenza che usa il suo appartamento senza occuparlo abusivamente.
In confronto Kafka nel processo era un dilettante e Ionesco un pulcino