La settimana bianca – Emmanuel Carrere

97b4a02ab1a5e275624558cad941e440_w_h_mw650_mhTERZA DI COPERTINA: «Ero solo, in una casetta in Bretagna, davanti al computer,» ha raccontato una volta Emmanuel Carrère «e a mano a mano che procedevo nella storia ero sempre più terrorizzato». All’inizio, infatti, il piccolo Nicolas ha tutta l’a­ria di un bambino normale. Anche se allo chalet in cui trascorrerà la settimana bianca ci arriva in macchina, portato dal padre, e non in pullman insieme ai compagni. E anche se, rispetto a loro, appare più chiuso, più fragile, più bisognoso di protezione. Ben presto, poi, scopriamo che le sue notti sono abitate da incubi, che di nascosto dai genitori legge un libro, dal quale è morbosamente attratto, intitolato Storie spaventose, e che, con una sorta di torbido compiacimento, insegue altre storie, partorite dalla sua fosca immaginazione: storie di assassini, di rapimenti, di orfanità. E sentiamo, con vaga ma crescente angoscia, che su di lui incombe un’oscura minaccia – quella che i suoi incubi possano, da un momento al­l’altro, assumere una forma reale, travolgendo ogni possibile difesa, condannandolo a vivere per sempre nell’in­ferno di quei mostri infantili.
Questo perturbante, stringatissimo noir è da molti considerato il romanzo più perfetto di Emmanuel Carrère – l’ultimo da lui scritto prima di scegliere una strada diversa dalla narrativa di invenzione.

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA:  Le angosce adolescenziali di un bambino che si trova a misurarsi per la prima volta nella sua vita con una vacanza senza i genitori. Nicolas che vive in una famiglia dove il nascosto, il non detto, la fa da padrone ..

“Sua madre aveva cercato di prenderlo tra le braccia per consolarlo, continuava a ripetere Nicolas, Nicolas, e lui sapeva che gli stava nascondendo qualcosa, che non si poteva fidare. Si era messa a piangere anche lei, ma siccome non gli diceva la verità non potevano nenache piangere insieme.”

Carrere costruisce un racconto nel quale manca un guizzo, anzi manca il guizzo finale che scombussola le certezze acquisite nelle pagine precedenti.

VOTO : Riedito in Italia, forse, solo grazie all successo di Limonov merita una lettura per conoscere il primo Carrere.  3/5 non un libro imperdibile, ma godibile

 

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