Il terzo Reich – Roberto Bolano

image_bookSi respira girando le pagine un aria/sensazione di amarezza di dolore che avvolge contemporaneamente l’interprete principale e l’Hotel dove si svolge la scena.
Hotel che con il passare del tempo pare somigliare sempre di più allqhoverlook Hotel di shininghiana (si dirà così ?) memoria. Se pensate che il romanzo parli di Nazismo vi sbagliate. Terzo Reich è il nome del gioco di ruolo che l’interprete si fa portare in camera appena arriva in albergo.

 

Darkland – Paolo Grugni

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APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

La prima cosa che colpisce è la copertina. Un bosco e una svastica. Un immagine molto scura e oscura come la storia che viene raccontata nel libro. Sono passati oramai più di settata anni dal processo di Norimberga che come dice l’autore è servito solo a lavare la coscienza a milioni di tedeschi, ma non a fare i conti con quello che Daniel Goldhagen chiama i volenterosi carnefici di Hitler . Un romanzo-indagine di quelli che nella letteratura italiana non sono molto di moda. Una chiave di lettura diversa per leggere, conoscere una nuovo modo di interpretare il nazismo

Volendo trovare una frase per creare una fascetta … quella che mi viene in mente è
UN TUFFO NEL PASSATO PER SCOPRIRE UN PRESENTE MAI SOPITO.

TERZA DI COPERTINA
2015. Germania, Foresta Nera. Karl Jerzyck, un professore di criminologia di Monaco, scopre casualmente delle ossa in un bosco vicino a Karlsruhe. I resti appartengono ad alcune persone scomparse 25 anni prima in circostanze mai chiarite. II criminologo e Arno Schulze, l’ispettore della Kripo che aveva seguito il caso all’epoca, riprendono a investigare. Si trovano così coinvolti nelle trame di gruppi neonazisti collegati a sette esoteriche e occulte. Un viaggio che li riporterà indietro nel tempo, ai campi di sterminio e alla figura più spaventosa ad essi collegata, quella del dottor Josef Mengele. Non solo. La ripresa delle indagini coincide con una serie di nuove sparizioni questa volta a Friburgo. È il segnale di qualcosa? Perché la Foresta Nera torna a essere il teatro di fatti oscuri? Perché il mondo del neonazismo è in fermento? Chi c’è dietro quelle sparizioni? E qual è l’annuncio sconvolgente che una potente organizzazione neonazista si accinge a fare il 20 novembre, in occasione del 70° anniversario del processo di Norimberga?

Il delitto del Conte Neville – Amélie Nothomb

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Dopo averci raccontato per filo e per segno la sua vita in Giappone, le sue difficoltà di ambientazione  i suoi amori e le sue esperienze professionali la Nothomb adesso inizia a raccontarci la sua adolescenza al ritorno in Belgio. La Nothomb nasce in una delle famiglie nobili che danno origine al Regno del Belgio. La sua famiglia porta in dote quella che viene chiamata la Lorena belga. Raccontandoci la storia di Sèrieuse e del suo rapporto con il padre Amelié ci racconta il suo rapporto con il padre. Padre che oltre che essere discendente di una delle famiglie più importanti ha rivestito per tanti anni l’incarico di ambasciatore belga. Il padre delle Nothomb cosi come il Conte Nevile nascono e crescono in una societa dove tra preservare il castello o un figlio la scelta andava verso il patrimonio e la rispettabilità sociale era un valore supremo.

TERZA DI COPERTINA

Se non aveva mai commesso niente di indegno, non aveva neanche commesso niente di insigne.”

Il conte Neville, aristocratico belga decaduto, è costretto a vendere il suo magnifico castello nelle Ardenne. Prima di uscire di scena, per celebrare l’onore della famiglia, decide di organizzare una lussuosissima festa di addio. Ma nei giorni che precedono l’evento Sérieuse, la sua figlia più giovane, fugge di casa e si nasconde nella foresta. A trovarla è una misteriosa chiaroveggente e sarà costei, dopo aver avvertito il conte del ritrovamento della ragazza, a fargli una spaventosa profezia: “Durante il ricevimento, lei ucciderà un invitato.” Il conte Neville, ossessionato da queste parole, dovrà trovare un modo per sfuggire al suo tragico destino. Riprendendo Oscar Wilde e la tragedia greca Amélie Nothomb gioca con la letteratura e con l’intelligenza dei lettori, fornendo come al solito una sua personale versione dei miti.

 

Ho sposato una vegana -Fausto Brizzi

_ho-sposato-una-vegana-1457835841Divertente, piacevole … ma la domanda è
PERCHE  (l’hai sposata se poi ti lamenti) ?

TERZA DI COPERTINA

Sposare una vegana ha conseguenze imprevedibili. Puoi ritrovarti a brucare l’erba da un vaso sul terrazzo, e sentirti in colpa per tutte le telline mangiate nella tua «crudele» vita precedente. Seguire questa dieta, scopri inoltre, comporta un grande dispendio di energie e – chissà perché? – di denaro. Roba da diventare nervosi per davvero, ancor più quando, dopo mesi di torture, con sorpresa e quasi fastidio, sei costretto ad ammettere che i tuoi esami medici sono, per la prima volta, perfetti. A ogni modo, la storia di Fausto e Claudia ha un lieto fine, nel senso che Claudia vince (stravince, sarebbe più corretto dire) e Fausto si arrende (senza nemmeno l’onore delle armi). Le cose vanno bene. Solo che, proprio sui titoli di coda, spunta una complicazione: l’imminente arrivo di una figlia. Avrà cuore, Fausto, di farne un’erbivora fin dalla nascita?

Pezzi d’uomo scelti – Narcejac – Boileau

phpThumb_generated_thumbnailjpgUna conferma

Ottimo il ritmo, una scrittura che coinvolge il lettore in un giallo che a tratti tocca l’humor e inizialmente ci proietta in una situazione da incubo : un chirurgo coltiva il sogno di riuscire a compiere sette innesti diversi prelevando le singole parti da un unico uomo. Ma nessuno degli operati riesce a sopravvivere anche e forse perché scoprono che il “donatore” è un criminale efferato…

TERZA DI COPERTINA

Il sogno, o l’incubo, del professor Anton Marek è l’innesto integrale. Trapiantare qualsiasi parte del corpo umano, compresa la testa, per salvare altre vite. Il folle esperimento è stato portato a termine dallo scienziato, con il segreto beneplacito delle autorità, smembrando il cadavere di un condannato a morte, René Myrtil, che si era offerto come donatore universale. Sette vittime di terribili incidenti stradali ne hanno ricevuto un pezzo: chi una gamba, chi un braccio, chi gli organi interni e chi, appunto, la testa. Dopo essersi ristabiliti, riprenderanno in breve tempo una vita normale, per quanto possibile. Ma nulla di normale si prepara per loro, e nemmeno per Garric, incaricato dal prefetto di Parigi di monitorare il decorso delle operazioni chirurgiche. Al manifestarsi dei primi strani fenomeni toccherà a lui cercare di capire cosa stia succedendo. Quando i pazienti, uno dopo l’altro, cominceranno a suicidarsi.

Il giovane Holden – J.D. Salinger

450_ilgiovaneholden_1183319170Così come Toru di “Norwegian Wood” il giovane Holden è continuamente assalito dai dubbi esistenziali, di aver sbagliato o di poter sbagliare le sue scelte di vita e di amore.
Così come Arthur Rimbaud si chiedeva:“Non ebbi, forse, una volta una giovinezza amabile, eroica, favolosa, da scrivere su foglie d’oro?” … Passata la fase adolescenziale si domanda e guarda il passato con occhi diversi da quelli con il quale lo ha vissuto.

Chissà cosa si direbbe alla soglia dei cinquant’anni il “non-più” giovane Holden sulla sua gioventù problematica, solitaria, fatta di un girovagare senza senso da un posto ad un altro di New York, bugiardo, snob, superbo, espulso da tutte le scuole che ha frequentato.
IPOCRITA.

Forse è proprio per questa aria nichilista che il romanzo assurge ad emblema della gioventù, a forza trainante per superare quella selva oscura ove la dritta via pare smarrirsi che è il trapasso dalla pubertà alla vita adulta.

L’incubo di HillHouse – Shirley Jackson

7b6dde19d6b4ec0ba515e529c7d8e668_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyUn libro, quello di Shirley jackson, che utilizza la narrativa Horror per parlarci delle paure e del male. Non ci parla, però, del Male e delle Paure esterne, ma di quelle paure che invece
sono dentro di noi e che non riusciamo ad elaborare e superare.
Quattro persone, sconosciute fra di loro, si ritrovano in una casa posseduta dai fantasmi per scoprire se è realta o leggenda metropolitana. Sono quattro,  ma il personaggio
principale, quasi unico, è Eleanor cresciuta in un ambiente dove è stata costretta fin da giovanissima a rinunciare alla  sua femminilità e al contatto con altre persone per poter accudire la madre .. una donna bloccata nella fase puberale. Quando quest’ultima muore Eleanor si  colpevolizza e non riesce ad uscire dal suo incubo. Poi capita che venga invitata a questo esperimento e crede di essere
riuscita a trovare degli amici … una vita normale … un riscatto ai patimenti subiti.
Per farsi accettare Eleanor inizia ad inventarsi una vita diversa,  raccontanto bugie e allo stesso tempo lasciandosi scappare  sempre più spesso cattiverie e gelosie verso i compagni di avventura.
Eleanor piano piano viene esclusa dagli altri e qui inizia il suo rapporto ossessivo con i fantasmi (interni) della casa. Più gli altri la escludo e più HillHouse diventa  il suo rifugio, diventa la madre che la chiama a se. Più Eleanor si distacca dagli altri più HillHouse la bracca. E Hillhouse diventa una madre iperpossessiva che la vuole tutta per se … e
Eleanor cade fra le braccia di questa enorme madre che la accoglie e non la lascia più scappare.

Non vi racconto come finisce il romanzo …. ma
“Nessun fantasma ha mai fatto del male a qualcuno fisicamente. L’unico danno fatto è quello della vittima a se stessa”

 

Il messaggio nella bottiglia – Jussi Adler-Olsen

Il messaggio nella bottigliaLeggere questo libro mi ha fatto tornare in mente la filosofia che sta dietro “LA PROMESSA” di Dürrenmatt … ovvero che i casi polizieschi li si risolvono nel 90% dei casi solo ed esclusivamente per una casualità … infatti in quel libro anni e anni di dedizione non portano il commissario Matthai a risolvere un bel niente in questo romanzo invece, fortunatamente, il mistero viene risolto e la casualità è data da una messaggio nella bottiglia che viene ritrovato alle Orcadi (scozia) e che viene recapitato alla Sezione Q della polizia danese.

Una domanda mi sono posto … come mai nei romanzi non c’è mai un commissario normale ? sarebbe troppo palloso e i lettori si stancherebbero subito ? Qui troviamo un commissario con i fantasmi diviso dalla moglie e che ospita in casa un collega paralizzato. Una segretaria Bi-Polare (Rose / Yrsa)  che alterna le proprie personalità sul posto di lavoro, un aiutante (Assad) dall’oscuro passato, presente e chissà futuro ….

Arrivati a questo punto penserete: Questo libro non è piaciuto ad Alberto e lo stroncherà
Invece le capacità narrative di Jussi fanno si che si rimanga intrappolati nella lettura e non si riesca a fare a meno di leggere come andrà a finire la storia.

TERZA DI COPERTINA
Dalla costa danese alle Orcadi, dopo aver galleggiato sulle acque del mare per chissà quanto tempo, una bottiglia che racchiude un vecchio messaggio ritorna in Danimarca e finisce sulla scrivania dell’ispettore Carl Morck, capo della Sezione Q per i casi irrisolti. Il pezzo di carta è ingiallito, la scritta confusa. Mancano alcune lettere, e l’acqua salmastra e la condensa hanno fatto il resto: il testo risulta incomprensibile. Fatta eccezione per una parola, scritta con il sangue: AIUTO. Grazie alla preziosa assistenza di Assad e di una Rose in veste inedita, non passerà molto prima di capire che a lanciare nel mare quel messaggio disperato sono stati due ragazzi imprigionati che chiedono di essere liberati. Ma chi sono questi ragazzi, e perché negli anni nessuno ne ha denunciato la scomparsa? Potrebbero essere ancora vivi? In un’indagine il cui ritmo incalza giorno dopo giorno e la tensione si fa sempre più palpabile, Morck incrocia la strada di una donna prigioniera di un matrimonio disperato e di un seducente rapitore che agisce con molto sangue freddo. Un uomo misterioso che lo conduce nel mondo chiuso delle sette religiose, dove troppo spesso il significato di “amore per il prossimo” viene tragicamente frainteso e menzogna e reticenza sono compagne silenziose di una fede distorta che può solo generare odio. Un uomo che conosce la verità spaventosa che le onde del mare hanno trascinato alla deriva troppo a lungo.

Vivere in tempo di guerra – Le Teste Parlanti

Ho sentito dire di un furgone pieno di armi
caricato e pronto a partire
Ho sentito dire di fosse comuni vicino all’autostrada,
in un posto che nessuno sa dove
Rombi di cannonate lontane,
ora mi ci sto abituando
Ho vissuto in una casa elegante*, ho vissuto in un ghetto,
ho vissuto dovunque in questa città

Questa non è una festa, non è una discoteca,
non è cazzeggiare in giro,
Non c’è tempo per ballare o pomiciare,
non ci ho tempo per questo, ora

Trasmettete il messaggio, a chi lo riceve,
spero che un giorno qualcuno risponda
Ho tre passaporti e un paio di visti,
non sapete nemmeno il mio vero nome
Su, su una collina, i camion stanno caricando
tutto è pronto per andar via
Dormo di giorno, lavoro di notte
potrei non tornare mai a casa

Questa non è una festa, non è una discoteca,
non è cazzeggiare in giro,
Non è il Mudd Club o il CBGB,
non ci ho tempo per questo, ora

Hai sentito di Houston? Hai sentito di Detroit?
Hai sentito di Pittsburgh, P.A.?
Eppure lo sai che non devi stare alla finestra,
qualcuno ti potrebbe vedere
Ho un po’ di schifezze e burro di arachidi
per andarci avanti un paio di giorni,
Ma non ho microfoni, non ho cuffie
non ho dischi da suonare
Perché stare al college? Perché andare alla scuola serale?
Stavolta sarà differente
Non posso scrivere una lettera o spedire una cartolina,
non posso scrivere proprio un bel niente

Questa non è una festa, non è una discoteca,
non è cazzeggiare in giro,
Vorrei baciarti, vorrei stringerti
ma non ci ho tempo per questo, ora

Traffico incasinato, ho passato il blocco stradale
e ci siamo mescolati alla folla
abbiamo il computer, stiamo intasando le linee
e lo so che questo non è permesso
Ci vestiamo da studenti, ci vestiamo da casalinghe
oppure in giacca e cravatta
Ho cambiato pettinatura talmente spesso
che ora non so più cosa sembro!
Mi fai tremare, mi sento così tenero,
siamo davvero una bel gruppetto
Non ti stancare troppo, guido un po’ io,
dovresti dormire un pochino
Eccoti le istruzioni, segui le indicazioni
e poi devi cambiare indirizzo
Forse domani, forse domani l’altro
qualunque cosa pensi è la migliore
Ho bruciato tutti i miei quaderni, a cosa
servono i quaderni? Non mi aiuteranno a sopravvivere
Mi brucia il petto, brucia come una fornace
e il bruciore mi tiene vivo
Cerco di stare bene, allenamento fisico,
non voglio beccarmi una malattia
Cerca di stare attenta, di non correre rischi,
e stai attenta a quello che dici

Trad. di R. Venturi (da Canzoni contro la guerra)