Vento & Flipper – Haruki Murakami

vento2b25262bflipper2bdi2bharuki2bmurakami2bI primi due racconti scritti da Murakami e mai tradotti e pubblicati fuori dal Giappone per volontà espressa dell’autore. I titoli completi dei due racconti sono per l’esattezza
Ascolta la canzone del vento e Flipper 73. Classico stile con il quale Murakami ci abituerà in tutta la sua produzione. I temi … suoi temi sono tutti già presenti: la solitudine, l’amicizia, le donne, il destino e la ricerca dell’identità.
Si trovano già tutti i personaggi che conosceremo poi in NEL SEGNO DELLA PECORA ..
lo studenti (l’io narrante), il sorcio il Jay Bar.

TERZA DI COPERTINA

Un giorno, a ventinove anni, Murakami Haruki era allo stadio a guardare una partita di baseball quando, osservando la traiettoria della palla finire nel guantone di un giocatore, ha come un’illuminazione: lui, un giorno, diventerà uno scrittore. Tornato a casa, lo racconta lui stesso nell’introduzione inedita di questo volume, sul tavolo della cucina inizia a scrivere un romanzo e poi un altro ancora, nei ritagli di tempo mentre gestisce il suo jazz bar a Tokyo (il famoso «Peter the cat»). I romanzi sono Ascolta la canzone del vento (uscito in Giappone nel 1979) e Flipper, 1973 (arrivato in libreria un anno dopo). Fino a oggi Murakami si era sempre rifiutato di farli uscire dal Giappone, tanto da costringere gli appassionati a versioni non autorizzate in inglese dalla circolazione semiclandestina. Eppure l’universo di Murakami è tutto già presente qui, concentrato in due storie delicate, misteriose, incredibilmente moderne (ai tempi, in patria, furono accolte come romanzi dirompenti, che rivoluzionavano la lingua e l’immaginario della narrativa tradizionale giapponese). Ascolta la canzone del vento è la storia di uno studente che ammazza il tempo al Jay’s Bar – un locale tenuto da un cinese di mezza età – in compagnia del Sorcio, un ragazzo ricco ma profondamente solo e disilluso. I pomeriggi e le serate passano così, bevendo e fumando troppo, ascoltando jazz, confidandosi col vecchio Jay, che fa quasi da fratello maggiore per questi giovani malinconici, già delusi dalla vita. Finché un giorno, nei bagni del locale, il narratore non incontra una ragazza misteriosa. La riporta a casa, scopre che lavora nel vicino negozio di dischi, inizia a frequentarla: ma quando, senza dare spiegazioni, la ragazza cambierà lavoro e sparirà dalla sua vita, il protagonista capirà che fino ad allora era stato lui a confessarsi, a parlare delle sue ferite, di una ex che si è suicidata, senza mai penetrare il mistero di quell’affascinante fanciulla. Flipper, 1973 si svolge qualche anno dopo: il narratore è lo stesso, non è piú uno studente ma lavora in una piccola agenzia di traduzioni e convive con due gemelle arrivate nella sua vita da chissà dove. Ha perso i contatti col Sorcio, che invece passa ancora le sue serate al Jay’s Bar. Insomma, tutto sembra scorrere pacificamente, almeno fino all’arrivo di un misterioso flipper e alla partenza del Sorcio…

I bastardi di Pizzofalcone – De Giovanni Maurizio

newi_bastardi_di_pizzofalcone_di_maurizio_de_giovanniAPPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

Sicuramente migliore della serie sul Commissario Ricciardi (almeno a gusto mio).
Piacevole alla lettura, scritto bene, personaggi reali con tutte le debolezze e le difficoltà di qualsiasi uomo/donna, nessun superman a risolvere i casi. Bello da leggere anche se a volte la sensazione del già letto aleggia nell’aria

TERZA DI COPERTINA
Non hanno neanche il tempo di fare conoscenza, i nuovi investigatori del commissariato di Pizzofalcone. Mandati a sostituire altri poliziotti colpevoli di un grave reato, devono subito affrontare un delicato caso di omicidio nell’alta società. Le indagini vengono affidate all’uomo di punta della squadra, l’ispettore Giuseppe Lojacono, siciliano con un passato chiacchierato ma reduce dal successo nella caccia a un misterioso assassino, il Coccodrillo, che per giorni ha precipitato Napoli nel terrore. E mentre Lojacono, assistito dal bizzarro agente scelto Aragona, si sposta tra gli appartamenti sul lungomare e i circoli nautici della città, squassata da una burrasca fuori stagione, i suoi colleghi Romano e Di Nardo cercano di scoprire come mai una giovane, bellissima ragazza non esca mai di casa, e il vecchio Pisanelli insegue la propria ossessione per una serie di suicidi sospetti.

Psycho – Robert Bloch

3439537-9788845280504Libro ispirato alla vita di Ed Gein serial killer statunitense. Oscurato dal successo e dalla bellezza del Film di Alfred Hitchcock che a differenza di altri registi e rimasto fedele all’opera dello scrittore.

Romanzo molto attuale nel senso che ci racconta la paura atavica che abbiamo dei vicini visti i continui fatti di cronaca. Come non ricordare Olindo e Rosa ?
Un libro assolutamente da leggere avendo in memoria il film di Alfred Hitchcock

TERZA DI COPERTINA
Nei pressi della cittadina di Fairvale si staglia la sagoma solitaria del Bates Motel. Nelle vecchie stanze mai rimodernate, il suo proprietario, Norman Bates, conduce una vita ripetitiva e solitaria, in balia della vecchia madre, tirannica e possessiva. Durante uno dei loro continui litigi, mentre cade una pioggia incessante, giunge al motel una giovane donna. Mary Crane ha impulsivamente sottratto quarantamila dollari all’agenzia immobiliare dove lavora – per saldare i debiti dell’uomo che ama – e ha deciso di fermarsi al motel per riposare e pensare con calma al da farsi. Inizia così il romanzo che ha ispirato il più noto capolavoro di Alfred Hitchcock, la pietra miliare di un certo modo di intendere la paura e trasmetterla al pubblico. Per molto tempo il successo della pellicola ha oscurato i meriti di Robert Bloch. Oggi “Psycho” inaugura una serie di pubblicazioni attraverso la quale il Saggiatore intende riscoprire le fonti letterarie del regista, operando una scelta basata sulla qualità dei testi e degli autori. “Psycho”, il romanzo, riletto oggi rivela tutta la sua potenza. Per i temi che affronta – pornografia, matricidio, travestitismo -, per la sovversione delle convenzioni narrative, per le svolte ingegnose. Ma soprattutto per la banalità dell’orrore, messo in scena all’interno di un microcosmo provinciale apparentemente tranquillo. Una formula che diventerà poi un tòpos della letteratura e della cinematografia statunitense.

Questa italia, anzi certa italia mi terrorizza.
Leggo sulla bacheca di una amica un necrologio per un ragazzo di 20 anni morto sul lavoro perché il padrone non ha messo in pratica tutte le misure di sicurezza.
Fra i vari commenti ..
GOVERNO LADRO.
Ora alcune considerazioni
Il PADRONE INVECE ONESTO ?
e poi dei governi succeduti in italia dal 2006 (anno in cui è avvenuto il decesso del ventenne)
Berlusconi
Prodi
Berlusconi
Monti
Letta
Renzi
Quale è piu ladro di tutti e piu colpevole ?

Il datore di lavoro no. È il suo mestiere fare d
I soldi fare i soldi fate i soldi … non preoccuparsi della qualità della vita dei propri dipendenti  ed in certe zone di italia questo assurge a RELIGIONE.

Se vi interessa l’argomento leggetevi CARTONGESSO di Maino Ed. Einaudi

Emanuele Tonon – Fervore

3Dnn+9_7B_pic_9788804650461-fervore_originalEmanuele è un ragazzo di 19 anni che decide di dedicarsi al noviziato nel convento di Renacavata dell’ordine dei Cappuccini. Ci starà sei anni prima di dismettere l’abito da frate e tornare alla vita civile.
Il libro è un grido che ci porta a conoscere da una parte il FERVORE che anima il giovane nella decisione presa di donare la propria vita a Cristo e dall’altra l’urlo di uomo che ci vomita in faccia il fallimento.

“Ci avevano trascinati lì, nel convento di Renacavata, un sogno fatto di necessità (…)Tu arrivavi dai tuoi diciotto anni, da una terra che avevi abbandonato per precipitare in un convento(…) Eri scappato via. Avevi lasciato tua madre e tuo padre, avevi lasciato la tua terra per andare ad abitarne una ignota, spinto da un fervore che improvviso ti aveva invaso. Non potevi sostenere il nulla, l’ingiustizia.”

Una scrittura che mi ha ricordato molto Michele Mari per la sua epicità, Moby Dick di Melville e non so perché “Il vecchio e il mare” di Hemingway

TERZA DI COPERTINA
Ogni risveglio è un venire al mondo: violenza dello strappo, stordimento, gloria di incontrare ciò che è vivo. Di albe così il protagonista e narratore di questa storia ne ha davanti tante, tutte quelle che compongono l’anno del suo noviziato nel convento francescano di Renacavata, in Centro Italia. Sono i dodici mesi della “prova”, in cui si veste il saio e ci si prepara a emettere i voti: un tempo assorto, di isolamento, lavoro manuale, preghiera. Giornate in cui l’esperienza interiore – estatica, a volte, a volte annichilente – si amplifica fino a invadere lo spazio della realtà concreta, sottoponendola a una reinterpretazione radicale. Il protagonista senza nome approda qui appena ventenne, infiammato da un bisogno di senso e appartenenza, deciso a rifiutare un destino omologato, disgustato dalla sensazione di essere una tra milioni di “vacche che sconoscevano la morte, che non conoscevano i ganci cui sarebbero finite appese”. Nella dimensione protetta del convento, pallida ma funzionale riproduzione del Giardino edenico, i criteri che reggono il mondo fuori non tengono, si capovolgono: le crisi epilettiche di uno dei compagni sono un ascensore per le sfere celesti, le vipere acquattate nelle sterpaglie ambiscono a iniettare veleno nei teneri polpacci dei novizi per custodirne l’innocenza, preservandoli dalla contaminazione del vivere. Le ore trascorrono nella solitudine della cella, l’alambicco in cui leggere, scrivere, sognare unioni mistiche e carnali; in comunione coi compagni, nel canto, durante i pasti, nelle riunioni intorno al fuoco; e nel lavoro: zappare la terra, raccoglierne i frutti, alternarsi nella pulizia degli spazi comuni. In una “riproposizione della giullaresca vita del santo di cui avevamo preso a seguire le orme: non l’agonizzante stratega stimmatizzato, funzionale alla Chiesa e al potere, ma il Giullare pazzo che per poco tempo aveva potuto essere Francesco”. Rapiti da una lingua intensamente poetica, da una scrittura guizzante, visionaria, tesa a catturare il simbolo che incendia il cuore del vero, attraversiamo insieme al narratore questo spazio sacro e umanissimo: le celle, la chiesa, il Coro, il refettorio, la biblioteca, i campi, il giardino, col passo solenne di una sacra rappresentazione dei nostri tempi.

L’inseguitore – Cortazar

SUR41_CortazarMunoz_Linseguitore_cover-1Gli ultimi giorni di vita di uno dei geni del Jazz mondiale. Charlie “Bird” Parker.
Racconto che in originale si chiama “El perseguidor” il persecutore, ma in questa seconda edizione italiana tradotto come L’inseguitore. Nel racconto il personaggio narrante è un giornalista musicale Bruno sempre a stretto contatto con Johnny Carter. Bruno ci racconta gli ultimi giorni di Johnny/Charlie alla ricerca (o meglio all’inseguimento) di un punto fermo genio quando ha il Sax in mano (sempre che non lo perda in metro) al punto da rivoluzione riscrivere la storia del genere. Autodistruttivo quando è fuori dalle scene, alla ricerca/inseguimento di quel tempo che sembra sempre mancargli per poter fare quello che vorrebbe.
Una nota di merito alla illustrazioni in B/N di Munoz che ci fanno rivivere bene l’ambiente dei Jazz Club parigini.