La notte di fuoco – Eric Emmanuel Schmitt

cover_9788866327042_1548_600
Era un po’ di tempo che questo libro giaceva fra quelli da leggere. Non avevo mai avuto il coraggio di aprirlo per timore di ritrovarmi fra le mani una cover di “e venne chiamata due cuori” di Marlo Morgan. Poi l’ho aperto e l’ho richiuso solo dopo averlo terminato.
Che cos’è la NOTTE DI FUOCO ? Nel romanzo è il momento nel qual’e l’IO narrante/l’autore scopre la propria fede durante un escursione nel deserto del Sahara.

La “Notte die di fuoco” nel senso più esteso è quel momento, per come la vedo io e per come la mia esperienza mi insegna, è quella fase della vita dove si ha finalmente la forza per mettersi in discussione (rendersi conto di aver bisogno di aiuto) e di iniziare un cammino di rigenerazione.

TERZA DI COPERTINA

Un viaggio nel Sahara si trasforma in una straordinaria avventura mistica.
La notte di fuoco è il racconto di come Schmitt, ateo e filosofo di professione, quindi maestro di razionalità, sia venuto in contatto con qualcosa di infinito che prescinde totalmente dalla ragione e comunica solo attraverso il cuore.
Illuminante.

Febbraio 1989. Un gruppo di escursionisti francesi parte da Tamanrasset per una spedizione di dieci giorni a piedi nel cuore del deserto del Sahara. Oltre ai dieci europei, del gruppo fanno parte una guida tuareg e tre dromedari che trasportano cibo e masserizie. Non si tratta di turisti ordinari, ma di gente motivata: c’è Gérard, il regista che deve girare un film su Charles de Foucauld, mistico del secolo scorso che ha vissuto tanti anni in mezzo ai tuareg; c’è l’astronomo Jean-Pierre, per il quale il deserto è prima di tutto un luogo privo di qualsiasi inquinamento luminoso; c’è Thomas, il geologo… E c’è un giovane scrittore ventottenne, Eric-Emmanuel Schmitt, chiamato da Gérard a scrivere la sceneggiatura del film su Foucauld. Fino a un certo punto il romanzo, autobiografico, ci narra le peripezie e le sorprese dei viaggiatori, la scomodità dei bivacchi, le meraviglie della natura incontaminata. Poi il giovane scrittore si perde, si ritrova da solo, di notte, nel deserto, senza cibo né acqua, quasi senza vestiti, e si chiede se sopravviverà. È il momento culminante dell’avventura, ma non la cosa più importante. Molto più importante è l’esperienza mistica che vivrà quella notte, la rivelazione di qualcosa di infinito e potentissimo che travalica gli orizzonti umani e che lui, per mancanza di altri termini, chiamerà Dio.
La notte di fuoco è il racconto di come Schmitt, ateo e filosofo di professione, quindi maestro di razionalità, sia venuto in contatto con qualcosa di infinito che prescinde totalmente dalla ragione e comunica solo attraverso il cuore. È la storia di una conversione? Diciamo di sì, ma alla maniera di Schmitt…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...