Oltre il giardino -Jerzy Kosinski

kosinski_oltreilgiardinoLa storia di chance una via di mezzo fra Mr.Magoo, Will Coyote e Forest Gump. Un uomo che ha sempre vissuto facendo il giardiniere in una villa privata senza mai aver contatti con il mondo esterno se non attraverso al TV.
La storia di Chance serve a Kosinski per fare una critica alla società moderna affrontando il tema del potere del mezzo televisivo e la possibilità (leggi forza) di creare personaggi venuti dal nulla, di poca consistenza e di imporli come imprescindibili.


TERZA DI COPERTINA

Chance, venuto al mondo per caso e orfano dalla nascita, vive un’esistenza modesta e appartata curando il giardino di un anziano signore che lo ha accolto in casa.ll suo unico contatto con l’esterno è rappresentato dalla tv, che guarda senza sosta imitando passivamente ciò che vede sullo schermo. Costretto ad abbandonare la casa dopo la morte del vecchio, Chance conosce il magnate Benjamin Rand, direttore di un istituto finanziario collegato al governo. L’ingenuità di Chance, che sa esprimersi soltanto con immagini tratte dal giardinaggio, viene scambiata per saggezza filosofica; e quando il presidente degli Stati Uniti cita il suo nome pubblicamente, Chance acquista un’improvvisa notorietà: ricercato dalla stampa come commentatore politico,da semplice giardiniere assurge al ruolo di guru della nazione… Originalissimo romanzo satirico sulla società dei mass media, “Oltre il giardino” si è imposto tra i classici della cultura americana grazie anche a una fortunata trasposizione cinematografica, nella quale il giardiniere-filosofo ha il volto imperscrutabile di Peter Sellers. Prefazione di Giorgio Vasta.

Confessione – Kanae Minato

La sensazione che lascia un libro così è di profonda tristezza.
Di profondo appiattimento e spersonalizzazione della civilità giapponese. Tutti i capitoli, indipendentemente, da chi sia l’io narrante (un bambino delle scuole media, una madre, una professoressa) hanno lo stesso tono freddo, incolore, impersonale, GHIACCIO.

giano_-_confessione

TERZA DI COPERTINA

La rivelazione è di quelle agghiaccianti, soprattutto se a farla è una giovane professoressa che ha da poco perso la sua bambina e ad ascoltarla sono i suoi alunni, la classe alla quale Moriguchi Yuko rivolge un discorso di addio: “La mia Manami non è morta accidentalmente; è stata uccisa da qualcuno di voi”. La figlia dell’insegnante di scienze aveva quattro anni quando, un mese prima della fine dell’anno scolastico alla scuola media, in una cittadina del Giappone, è stata trovata morta nella piscina dell’istituto. A causa di quello che tutti hanno ritenuto un incidente, la madre ha deciso di abbandonare per sempre il suo lavoro. Freddamente, quasi scientificamente definendoli A e B, la professoressa rende identificabili ai compagni i due ragazzi e rivela la sua scoperta di come essi abbiano premeditato e compiuto l’omicidio di una bambina indifesa. Inoltre, con altrettanta freddezza, l’insegnante comunica la sua decisione: non ha intenzione di denunciare i due assassini alla polizia. Ha invece già messo in atto una personale vendetta, atroce e immediata ma escogitata in modo che le devastanti conseguenze si manifestino lentamente, affinché i giovani criminali abbiano il tempo di pentirsi e trascorrere il resto dei loro giorni sopportando il fardello della colpa di cui si sono macchiati. Nelle settimane successive, attraverso un diario, un blog, una lettera, appare in tutta la sua spaventosa portata il perché del gesto compiuto da Nao e Shuya.

Il sole dei morenti – Jean Claude Izzo

img_5107Quando non riesci a vedere più il sorriso negli occhi di chi ami e di chi ti ha amato il tempo di lottare è finito. Tutto sembra precipitare in un vortice di sentimenti autodistruttivi che spesso non si riesce a controllare.

Due o tre considerazioni che non hanno niente a che fare con i libro (diciamo così)

Alcuni giorni fa su un regionale che da Venezia porta a Bologna un barbone
ha usato il bagno per lavarsi. Non aveva un buon odore neppure dopo. La cosa più schifosa è stata la faccia di uno dei passeggeri che si lamentava di come era possibile che “certa” gente potesse salire su un treno e infastidirlo.

Senza sapere i motivi per cui quell’uomo si era ridotto così.

Alcuni anni fa nel Centro Commerciale dove lavoro era solito, durante i mesi invernali, stazionare davanti al negozio un persona che viveva per la strada. Dal comportamento, dagli abiti si vedeva bene che fino a poco tempo prima aveva avuto una vita normale, un lavoro, una famiglia, un vita tranquilla, una vita da 1.300€ al mese (forse).
Poi era successo qualcosa e la vita per la strada era l’unica alternativa rimasta. Sono, oramai, due inverni, che non lo vediamo più …. non dava fastidio a nessuno stava a sedere
a guardare la vita che aveva perso.

TERZA DI COPERTINA
Dopo il successo travolgente della trilogia dei noir marsigliesi – Casino totale, Chourmo, Solea – Jean-Claude Izzo, ha scritto questo romanzo altrettanto “nero”, altrettanto impregnato di quella nostalgia per una felicità impossibile che è una nota caratteristica della sua scrittura. Il sole dei morenti non è un giallo, come non erano solo dei gialli i suoi romanzi precedenti. È la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce in strada: quello che chiamano un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell’alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare la città dove aveva scoperto l’amore. Il sole dei morenti è la storia di un viaggio e di una vita. Un romanzo struggente, di rara umanità.

Ruggine – Stefano Massaron

978880617315medLa storia degli anni 60/70 italiana .. gli agglomerati urbani ai margini delle città. L’immigrazione dal sud che ancora non si era amalgamanta nè con la popolazione locale e neppure con gli altri immigrati. Chi proviene dalla Sicilia stà negli Alveari e non si mischia con le Casette che alloggiano i pugliesi.
C’è molto Lansdale, Massaron lo ha trodotto e qualcosa gli deve essere rimasto appiccicato alla pelle, ci sono lievi tracce di alcuni classici della letteratura per l’infanzia “i ragazzi della Via Pal” della “Guerra dei bottoni” …..
Il tempo che passa e l’importanza dell’infanzia nella costruzione della persona che diventeremo (temo caro a McEwan Ian)

TERZA DI COPERTINA
Un deposito enorme di rottami alla periferia di Milano, pieno di cunicoli casuali e di angoli segreti. Sembra una creatura viva per i bambini degli Alveari. È il loro rifugio magico. Non sanno che proprio lí li aspetta la prova piú spaventosa della loro vita.

Nel 2003, Sandro e Cinzia hanno quasi quarant’anni, e una vita normale. Ma il passato è in agguato, dietro il cartellone che annuncia un nuovo cantiere. Un pezzo di quel passato – il luogo dove giocavano da bambini – sta per scomparire. I ricordi non possono piú essere arginati e riemerge infine ciò che avrebbe dovuto restare sepolto, perché troppo spaventoso. Nell’estate del 1977, in una periferia chiusa nei cortili claustrofobici dei palazzoni popolari, un gruppo di bambini si trova a fronteggiare una minaccia la cui enormità solo loro sono in grado di capire davvero. Il caldo opprimente e l’odore penetrante della ruggine e delle discariche di periferia fanno da sfondo a una storia che riesce a resuscitare le emozioni e i sogni dell’infanzia, e a delineare tutta la violenza del trapasso all’età adulta.

Repertorio dei matti della città di Livorno

 

Uno era quel cittadino che aveva fatto la multa a un’auto dei vigili parcheggiata male davanti all’Accademia Navale. Aveva lasciato sul parabrezza un foglietto con scritto ‘Multa per parcheggio fuori dalle strisce e in senso di marcia contrario: 40 euro trattato bene’.

Schiavi di un Dio minore – Arduino Lipperini

coverUn lavoratore che non ha diritti o che gli vengono negati quanto è diverso da uno schiavo ?
In un mondo dove la cultura o un lavoro intellettuale sono considerati inutili e in un mondo dove efficenza e velocità vanno di pari a passo a stipendi da fame e negazione dei diritti è un mondo civile ?
In un mondo dove i clienti stessi diventano complici (involontari e inconsapevoli) degli sfruttatori come può dirsi giusto ? A cosa pensavate servissero i siti tipo TripAdvisor se non a controllare l’efficenza dei dipendenti, oppure le recensione sulla soddisfazione su AMAZON e similia ?

TERZA DI COPERTINA
Scritto a quattro mani da Giovanni Arduino, scrittore, traduttore, consulente editoriale e script doctor, e la giornalista e scrittrice Loredana Lipperini, il volume svela al lettore tutte le sacche in cui si annida la schiavitù all’epoca della sharing economy, delle start up trionfanti e di una tecnologia sempre più pervasiva e imperante dove non è tutto oro ciò che luccica.

La si legge nell’elevatissimo tasso di suicidi che colpisce le aziende asiatiche che assemblano gli smartphone e i tablet di cui ormai non possiamo più fare a meno, o nella ridottissima paga oraria delle operaie cinesi o bengalesi che producono i vestiti super economici che facciamo a gara a comprare. Come spiegare altrimenti l’abbattimento dei prezzi ottenuto senza intaccare gli stratosferici guadagni delle multinazionali, se non con il sacrificio dei diritti e a volte della vita stessa dei lavoratori?

Ma non si parla solo di terzo mondo. Anche nelle nostre città e campagne si moltiplicano le storie di schiavismo quotidiano. Dai braccianti dei campi di raccolta ai magazzinieri che collassano a fine turno, senza dimenticare i freelance, che sopravvivono al lordo delle tasse, senza ferie pagate, contributi né tempo libero e i dipendenti o pseudo tali costretti ad accettare orari improponibili e lavori di ogni genere per portare a casa stipendi da fame.

E chi si ribella al sistema viene stigmatizzato quasi all’unanimità dall’intera società e definito “choosy” e “schizzinoso” sia dai politici che dovrebbero tutelarne la dignità e la professionalità raddrizzando le evidenti storture del mondo del lavoro attuale, sia dai suoi stessi pari, a dispetto di qualsiasi senso di unione di classe e in una sorta di guerra tra poveri spesso combattuta sul campo dei social network.

Insomma, Schiavi di un dio minore è il libro da non perdere per approfondire il tema attraverso le tante storie di vita vissuta raccolte nel volume. E se vuoi dirci cosa ne pensi o esprimere le tue idee sul tema, fallo su Twitter utilizzando l’hashtag #SchiaviDiUnDioMinore.

 

Scene da una battaglia sotterranea – Rodolfo Fogwill

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Grottesco e ironico, con questo romanzo Fogwill ci racconta quello che la guerra rappresenta e/o ha rappresentato in tutti i tempi e in qualsiasi posto nel mondo.
ALIENAZIONE. Alienazione che non colpisce solo i militari che stanno combattendo, ma anche i civili che rimangono a casa attraverso le immagini televisive trasmesse in continuazione. Un romanzo di fantasia, ma come ebbe a dire Hugo Sanchez la cosa più reale che si possa leggere sulle Malvinas

TERZA DI COPERTINA
Scritto in soli tre giorni durante la guerra delle Malvine, Scene da una battaglia sotterranea racconta la guerra di chi, privo di ogni speranza, non combatte per la patria o per un ideale, ma per la mera sopravvivenza: un gruppo d’imboscati dell’esercito argentino vive sottoterra, in condotti scavati tra le pietre e il fango delle Falkland; sono giovani soldati disillusi che barattano con il nemico informazioni sensibili in cambio di sigarette, zucchero e cibo in scatola: una tribù ironica e disperata in cui dalla più brutale materialità rinascono a volte barlumi di legami umani autentici. Scritto «non contro la guerra ma contro una maniera stupida di pensare la guerra e la letteratura», questo romanzo è il capolavoro di un grande autore da scoprire.

Guerre fra poveri

Chi ha vantaggio a mettere i dipendenti del commercio, sicurezza, ospedali contro altri lavoratori (scuola, uffici, P.A. operai di fonderia) ?
Ovvero contro tutti quelli che la domenica la passano a casa per.contratto ?

Quando ero ragazzo (molti troppi anni fa) gli studenti partecipavano alle manifestazioni operaie e viceversa, non era difficile trovare insegnanti e studenti uniti nelle occupazioni.
Tutti avevano una strada comune …

Se i lavoratori avevano dei diritti oggi, io studente li avrei avuti al momento dell ingresso nel mondo del lavoro.

Se la scuola funzionava era a vantaggio dell’insegnante, dello studente e del genitore

Non c’erano interessi contrapposti e tutti marciavano nella stessa direzione.

Adesso, pare, che lotte non siano per conquistare diritti ma per toglierli agli altri.
Se io lavoro anche la domenica, i festivi e a breve arriveremo a lavorare 24/7 non è un vantagio per me né per chi viene a prendere in giro e beffeggiare:
“Ci sono settori dove da sempre si lavora la domenica … voi del commercio non potete/dovete lamentarvi”

Oggi tocca a me (commercio terziario) ma se ci dividiamo … domani caro dipendente x toccherà a te … allora dopo averci presi per il culo, offesi e umiliati … come pensi che potremmo essere la tuo fianco.

Come.dice quel vecchio comunista di Richard WRIGHT in HEY YOU!!!!
Divide we fall united we stand