American beauty

Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell’istante prima di morire. Prima di tutto, quell’istante non è affatto un istante: si allunga, per sempre, come un oceano di tempo. Per me, fu… lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti; le foglie gialle, degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada; le mani di mia nonna, e come la sua pelle sembrava di carta. E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. E Janie, e Janie… e Carolyn. Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita. Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l’avrete.

Dobbiamo parlare – Sergio Rubini

Commedia dal ritmo brioso che tocca i nervi scoperti dei problemi del convivere e del realizzarsi attraverso la coppia. Ottima prova dei 4 interpreti e in particolare di Isabella Ragonese, il personaggio inizialmente più controllato che esplode in un crescendo teatrale che raramente si vede in una commedia italiana. Due coppie, una altoborghese e l’altra più intellettuale e di sinistra, implodono nel corso di una lunga serata che costringe i 4 ad un bilancio.

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TRAMA
Vanni e Linda sono fidanzati da dieci anni, convivono in un attico a Roma centro. Lui fa lo scrittore, lei è la sua ghostwriter. I loro migliori amici sono Costanza e Alfredo, detto il Prof. Due medici, lei una dermatologa e lui un cardiochirurgo innamorato del suo lavoro. Sono sposati, non hanno figli e gestiscono il loro matrimonio come una Spa.

Costanza scopre improvvisamente che il Prof. ha un’amante, e in preda ad una crisi di panico, irrompe in casa di Vanni e Linda. Inizia così la notte più lunga per i quattro protagonisti che tra litigi, scherzi, risate e ammissioni di colpe metteranno in gioco i loro amori e le loro amicizie.

La cena – Herman Koch

316libro_img_dettAPPUNTI INQUIETANTI DI LETTURA
Inquietante cinico estremo.
Arrivereste ad uccidere per coprire un delitto efferato compiuto da vostro figlio ?

La lettura del libro impone di azionare il cervello e di riflettere sull uso della violenza per nascondere altra violenza,
sull’assuefazione che si stà insunuando nelle nostre menti, su quello che Hanna Arendt chiamava “la banalità del male”.
Sulla giustificazione della violenza (guerra preventiva) come il male minore.
Aberrante la teoria che la vioelnza possa essere iscritta nel nostro DNA e quindi trasmittibile geneticamente … siamo UOMINI SENZIENTI o bestie ?

TERZA DI COPERTINA

Due coppie sono a cena in un ristorante di lusso. Chiacchierano piacevolmente, si raccontano i film che hanno visto di recente, i progetti per le vacanze. Ma non hanno il coraggio di affrontare l’argomento per il quale si sono incontrati: il futuro dei loro figli. Michael e Rick, quindici anni, hanno picchiato e ucciso una barbona mentre ritiravano i soldi da un bancomat. Le videocamere di sicurezza hanno ripreso gli eventi e le immagini sono state trasmesse in televisione. I due ragazzi non sono stati ancora identificati ma il loro arresto sembra imminente, perché qualcuno ha scaricato su Internet dei nuovi filmati, estremamente compromettenti. Paul Lohman, il padre di Michael, si sente responsabile. Si riconosce nel figlio perché hanno molto in comune, non ultima l’attrazione per la violenza. Non può lasciare che trascorra la sua vita in galera. Serge, il fratello di Paul, è il padre dell’altro ragazzo, il complice. Secondo i sondaggi Serge Lohman è destinato a diventare il nuovo Primo ministro olandese. Se l’omicidio verrà rivelato, sarà la fine della sua carriera politica. Babette, la moglie di Serge, sembra più interessata ai successi del marito che al futuro del proprio ragazzo. Claire, la moglie di Paul, vuole proteggere il figlio a ogni costo. Ma quanto sa di ciò che è realmente accaduto? Due coppie di genitori per bene durante una cena in un bel ristorante. Cosa saranno capaci di fare per difendere i loro figli?

Il popolo di Facebook contro LIDL

Il popolo di facebook contro LIDL che vuole licenziare (modifica in prendere provvedimenti) i due dipendenti che hanno rinchiuso nel gabbiotto del sudicio (pattume, rusco, immondizia) due donne ROM (che non stavano rubando ma solamente rovistando fra i rifiuti) le hanno filmate e pubblicate su YouTube.

Prendo atto e immagino un futuro dispotico/distopico dove i fortunati che hanno un lavoro possono tranquillamente mortificare, umiliare, maltrattare, ingabbiare chiunque solo perché povero o della parte minoritaria della popolazione …

Prima vennero per i comunisti | e io non alzai la voce | perché non ero un comunista. | Poi vennero per i socialdemocratici | e io non alzai la voce | perché non ero un socialdemocratico. | Poi vennero per i sindacalisti | e io non alzai la voce | perché non ero un sindacalista. | Poi vennero per gli ebrei | e io non alzai la voce | perché non ero un ebreo. | Poi vennero per me | e allora non era rimasto nessuno | ad alzare la voce per me. (dal discorso sull’atteggiamento lassista nei confronti dei nazisti)

Malcolm – Massimo Cuomo

9788866320142_0_0_317_80RICORDI ANNEBBIATI DI LETTURA
Buon libro di ottima fattura, scorrevole, intelligente non un capolavoro e per questo destinato a passare inosservato  (uscito e letto nel 2011). Racconta in modo divertente e ironico l’ossessiva speranza di diventare famoso attraverso una fugace apparizione in TV o attraverso un video di YouTube  Che all’epoca non era ancora cosi famoso, l’ho aggiunto io per rendere meglio l’idea)

TERZA DI COPERTINA
È la domenica più calda nella vita di Marcello Zanzini, trent’anni domani. La domenica di un luglio bollente che lo travolge dopo l’imprevisto licenziamento dalla BigBiz, l’azienda in cui sognava di realizzare una brillante carriera da manager. Trentasei giorni esatti da quello in cui Arianna l’ha tradito con un venditore di aspirapolvere. Fuma da un mese, Zan, si sottopone a improbabili colloqui di lavoro e per tirare a campare mette all’asta su eBay i mobili di casa e i ricordi più cari, come gli album di figurine Panini. Ma ecco che, in una piazza deserta immersa nel pomeriggio afoso di questa domenica, un misterioso barbone gli regala una scheda telefonica che gli cambierà la vita. Una trama che si mescola alla vita vissuta di Zan, al suo passato che ritorna, agli improbabili scherzi che gli amici di sempre, Tonno e Pino, gli confezionano e a quelli che la vita confeziona loro, mettendoli a dura prova. Per Marcello Zanzini è un viaggio che lo porterà a vincere il malessere in cui versa, la leva che gli consentirà di liberarsi delle apparenze, riprendere in pugno la propria vita e capire che nel suo cuore c’è ancora spazio per un sentimento, l’amore, che sembrava essersi smarrito fra le pieghe dell’estate.

Le Ricette della signora Toku

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Uno dei film più poetici che abbia mai visto. La fotografia, la sceneggiatura e gli interpreti sono magici. La storia di Toku è una parabola del diverso. Segregata in un sanatorio per il sospetto di contagio da lebbra,Toku sfugge per qualche tempo all’isolamento cui la confina la legge grazie a Sentaro, il gestore di un chiosco di dorayaki. La marmellata di fagioli rossi (han) che prepara Toku si sposa con l’impasto dei dolci donando al chioschetto di Sentaro un attimo di gloria. Ma dietro i due personaggi principali si cela un mondo di sofferenza sommersa. Solo il giovane che ha sperimentato sulla propria pelle il fallimento, comprende appieno la volontà di riscatto della donna. La cucina diventa maestra di vita ed espressione di amore. La vecchia signora ” parla’ alla Natura e finirà per “reincarnarsi” in un ciliegio. È la vecchia signora a essere pazza o …lo siamo noi?

DA WIKIPEDIA
Le ricette della signora Toku (あん An?, lett. “Pasta di fagioli dolce”) è un film del 2015 scritto e diretto da Naomi Kawase, basato sull’omonimo romanzo di Durian Sukegawa. Il film è stato scelto per aprire la sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2015. La pellicola è stata inoltre presentata nella sezione Contemporary World Cinema del Toronto International Film Festival 2015.

La casa del sonno – Jonathan Coe

Avvincente! Intanto la narrazione è su più livelli temporali ma scivola liscia come olio; eppure è un romanzo che passa dal passato al presente e dal reale all’onirico. I personaggi sono tutti interessanti, ben caratterizzati.C’è una metafora socio-politica per cui il sonno simboleggia il “letargo” delle coscienze sotto il governo thatcheriano, soprattutto un letargo intellettuale. Il dottor Dudden è un capitalista ma anche Terry l’intellettuale free-lance si è imbevuto di valori borghesi.
Ma ci sono due tipi di sonno: quello con sogni, creativo, tipico di Terry che ha degli ideali e il sonno visto come “malattia”, assenza di produttività: il punto di vista del folle dr. Dudden.
C’è un protagonista? Sì: il cambiamento. Nessun personaggio è quello principale ma certamente Sarah è il fulcro attorno a cui ruotano i vari”fili” della narrazione. Mi fa pensare a un ipertesto dove ogni frammento è un rimando a un qualcos’altro e così via. Temi: veglia/sogno, successo/fallimento, eterosessualità/omosessualità, idealismo/individualismo (o materialismo), realtà/immaginazione……
Il titolo allude a un libro che si menziona nella storia e contiene, come un metatesto, anche ciò che stiamo per/fianiamo di leggere..

la-casa-del-sonno-coeTERZA DI COPERTINA
Dopo La famiglia Winshaw, un altro caleidoscopio di invenzioni narrative e un’altra girandola di personaggi ora commoventi ora comici, in un dormiveglia caotico che non conosce riposo. In La casa del sonno si racconta l’avventura di un gruppo di giovani. Da studenti, nei primi anni Ottanta, vivono tutti nella severa Ashdown: Gregory, che studia medicina e ha la mania di spiare il sonno altrui; Veronica, una lesbica volitiva, ultrapoliticizzata e appassionata di teatro; Terry, che dorme quattordici ore al giorno e da sveglio sogna di girare un film che richiederà cinquant’anni di riprese; Robert, romantico studente di lettere, che scrive poesie d’amore per Sarah; e Sarah, appunto, intorno alla quale girano le vicende di tutti gli altri. Dodici anni dopo, Ashdown è diventata una clinica dove si cura la narcolessia e nei sotterranei si svolgono oscuri esperimenti. E’ un autentico “castello dei destini incrociati”, dove si avverano sogni e si dissolvono visioni; dove c’è chi dorme troppo e chi troppo poco, chi ama sognare piuttosto che vivere e chi non vorrebbe perdere un solo minuto di vita nel sonno. E, mentre si interroga ossessivamente sul valore e il significato del sonno, l’eterogenea comunità di studenti, diventata adulta, inciampa nel malessere, nella follia e nelle comiche incongruenze della vita.

L’apparenza delle cose – Elizabeth Brundage

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

Innanzitutto diciamocelo: non è un thriller né un noir né un poliziesco. Hanno scomodato perfino Stephen King per definirlo un Horror …. ma non lo è.
Anche se “IL MAESTRO” fa capolino ogni tanto nella narrazione.

Forse lo si può definire un thriller/horror anomalo perché la suspance, il terrore sono molto soft e non al livello di uno Stephen King d’annata. Forse lo si può definire un poliziesco ? Pochissime le pagine dedicate all’investigazione quasi nulle.

Beh allora che libro è ?
Un libro di passioni nascoste. Un libro di vita vissuta all’interno di una piccola comunità americana di professori universitari.  Dove le relazioni fra i personaggi del libro sono tutte disincantate, tutte senza passione, senza trasporto, senza amore. Dove tanti si nascondono dietro una personale coperta di Linus che si chiama “APPARENZA” e sotto quella vivono le loro ipocrite vite da liberal americani.
Ho trovato, proprio, per queste descrizioni della vita americana molto più simile ad un libro di Franzen.

Un bel libro … probabilmente più vicino alle corde di un Simenon, oltre che di un Franzen.
Un libro scritto bene e che non-ostante le 516 pagine tiene incollati.

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TERZA DI COPERTINA
In questo appassionante noir ricco di riferimenti artistici e filosofici, la storia di due famiglie, il ritratto complesso di un matrimonio e uno studio delle ferite che segnano un’intera comunità. Una scrittura semplice e suggestiva, un romanzo dai tocchi gotici.

“Fantasmi, omicidi, un terrificante psicotico all’apparenza normale e una scrittura straordinaria. Mi è piaciuto moltissimo”. – Stephen King

Un tardo pomeriggio d’inverno nello Stato di New York, George Clare torna a casa e trova la moglie assassinata e la figlia di tre anni sola – da quante ore? – in camera sua. Da poco, con riluttanza, George ha accettato un posto in un college locale come insegnante di Storia dell’arte, e si è trasferito con la famiglia nella vicina cittadina. George diventa subito il sospettato numero uno, e mentre i genitori cercano di salvarlo dalle accuse, un implacabile poliziotto si incaponisce nel dimostrare che Clare è un crudele assassino…