Ruggine americana – Philipp Meyer

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Se fosse un vino il sommelier, probabilmente, inizierebbe con queste parole ..
Sentori di Faulkner e Cormack McCarthy in questo “Ruggine americana”.
La storia di una piccola comunità dedita alla vita nella fabbrica di acciaio locale. Poi la crisi e la produzione viene annientata. Isaac cerca, in tutti i modi, di sopravvivere e cercando di riconquistare un pezzo di sogno americano. Poi, però, Isaac si accorge che oramai tutto è preso e i suo viaggio verso la California, come un novello Tom Joad, si riempie di fame e della ruggine. Anche se scritto molto tempo prima, secondo me, ci si può trovare la fotografie di quella america operaia, reietta, povera e disillusa che dopo aver perso la fiducia nella politica ha deciso di votare Trump.

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TERZA DI COPERTINA
A Buell, in Pennsylvania, il sogno americano prende la ruggine accanto alle fabbriche chiuse e alle acciaierie dimesse. Il lavoro che se ne va lascia dietro di sé una comunità in cui la fine del sogno di una nazione si ripete, ogni giorno, nei sogni infranti dei suoi abitanti. Come quelli di Isaac English: vent’anni, timido, insicuro, ha il cervello di un genio ma il college rimane un sogno da quando la madre si è suicidata e lui, qualche tempo dopo, ha tentato di imitarla. Sarebbe morto se non l’avesse salvato Billy Poe. Billy, da parte sua, non è molto sveglio, ma in compenso è grande e grosso: a scuola era un campione di football tanto da guadagnarsi una borsa di studio per l’università. Andarsene avrebbe significato stare alla larga dai guai ma ad abbandonare sua madre e la baracca in cui vivono non ce l’ha proprio fatta. Poi un giorno, dopo anni passati ad accudire il padre invalido, Isaac decide di scappare di casa e partire per la California. Appena fuori città si imbatte nell’amico Billy e quando scoppia un temporale decidono di ripararsi in un capannone abbandonato: l’incontro con tre senzatetto darà inizio a un’imprevedibile catena di eventi che segneranno per sempre le vite di Isaac, Billy e degli altri personaggi.

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3 pensieri su “Ruggine americana – Philipp Meyer”

  1. Letto diversi anni fa ma lo ricordo ancora molto bene….Bello, potente, amaro. Un classico romanzo americano nel senso migliore del termine, con personaggi descritti in maniera profonda e mai banale. P. Meyer, secondo mio modesto parere, può migliorare ancora anche se la sua scrittura è già matura (non ho ancora letto il suo secondo libro intitolato “Il figlio” pubblicato in Italia nel 2014, ma rimedierò al più presto) e senz’altro accostabile agli autori da te menzionati. ciao, Massimo

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