La casa del sonno – Jonathan Coe

Avvincente! Intanto la narrazione è su più livelli temporali ma scivola liscia come olio; eppure è un romanzo che passa dal passato al presente e dal reale all’onirico. I personaggi sono tutti interessanti, ben caratterizzati.C’è una metafora socio-politica per cui il sonno simboleggia il “letargo” delle coscienze sotto il governo thatcheriano, soprattutto un letargo intellettuale. Il dottor Dudden è un capitalista ma anche Terry l’intellettuale free-lance si è imbevuto di valori borghesi.
Ma ci sono due tipi di sonno: quello con sogni, creativo, tipico di Terry che ha degli ideali e il sonno visto come “malattia”, assenza di produttività: il punto di vista del folle dr. Dudden.
C’è un protagonista? Sì: il cambiamento. Nessun personaggio è quello principale ma certamente Sarah è il fulcro attorno a cui ruotano i vari”fili” della narrazione. Mi fa pensare a un ipertesto dove ogni frammento è un rimando a un qualcos’altro e così via. Temi: veglia/sogno, successo/fallimento, eterosessualità/omosessualità, idealismo/individualismo (o materialismo), realtà/immaginazione……
Il titolo allude a un libro che si menziona nella storia e contiene, come un metatesto, anche ciò che stiamo per/fianiamo di leggere..

la-casa-del-sonno-coeTERZA DI COPERTINA
Dopo La famiglia Winshaw, un altro caleidoscopio di invenzioni narrative e un’altra girandola di personaggi ora commoventi ora comici, in un dormiveglia caotico che non conosce riposo. In La casa del sonno si racconta l’avventura di un gruppo di giovani. Da studenti, nei primi anni Ottanta, vivono tutti nella severa Ashdown: Gregory, che studia medicina e ha la mania di spiare il sonno altrui; Veronica, una lesbica volitiva, ultrapoliticizzata e appassionata di teatro; Terry, che dorme quattordici ore al giorno e da sveglio sogna di girare un film che richiederà cinquant’anni di riprese; Robert, romantico studente di lettere, che scrive poesie d’amore per Sarah; e Sarah, appunto, intorno alla quale girano le vicende di tutti gli altri. Dodici anni dopo, Ashdown è diventata una clinica dove si cura la narcolessia e nei sotterranei si svolgono oscuri esperimenti. E’ un autentico “castello dei destini incrociati”, dove si avverano sogni e si dissolvono visioni; dove c’è chi dorme troppo e chi troppo poco, chi ama sognare piuttosto che vivere e chi non vorrebbe perdere un solo minuto di vita nel sonno. E, mentre si interroga ossessivamente sul valore e il significato del sonno, l’eterogenea comunità di studenti, diventata adulta, inciampa nel malessere, nella follia e nelle comiche incongruenze della vita.

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