Gianni Biondillo -Come sugli alberi le foglie

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

Per capire meglio i primi anni del secolo scorso, che hanno fatto nascere e crescere una quantità di artisti, Morandi Gadda Carrà Soffici Terragni, che hanno fatto la storia di questo paese. Che hanno inmaginato il futuro, scritto e dipinto opere immortali.
Che ammaliati e illusi dalle parole di Filippo Tommaso Marinetti si arruolano volontari per la 1° Guerra Mondiale per scoprire in corso della grande carneficina che era.
Quelli stessi anni contemporaneamente grazie all’inettitudine dei Savoia ci portavano in una guerra dove 38 milioni di militari hanno perso la vita e dove delle vittime civili se ne è perso il conto. Dove il Generalissimo Cadorna (nominato a oltre 65 anni e senza mai aver visto una.battaglia solo perché piemontese.come.i savoia) faceva fucilare i soldati italiani se non.andavano all suicidio.
Il tutto raccontato attraverso la vita di Antonio Sant’Elia misconosciuto in Italia, ma studiato altrove come uno dei più innovativi architetti.

41y3xj9iqsl-_sx320_bo1204203200_TERZA DI COPERTINA
Una generazione di ragazzi cresciuta all’inizio del secolo scorso nelle aule dell’Accademia di Brera volle rivoluzionare l’arte. Si chiamavano Boccioni, Erba, Sironi, Carrà, Russolo. Seguivano le idee avanguardiste del più anziano tra loro, Filippo Tommaso Marinetti, l’inventore del futurismo. Con le loro furibonde serate artistiche animarono la città e scandalizzarono i benpensanti milanesi. Erano sinceri interventisti, idealizzavano la guerra come igiene del mondo e partirono senza indugio per il fronte nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti. Molti di loro non tornarono. Fra questi c’era un giovane comasco, Antonio Sant’Elia, architetto dal talento luminoso ma sfortunato. Tutto ciò che ci resta di lui sono una manciata di disegni, ma così belli, così geniali da influenzare l’immaginario dell’intero Novecento. Morì da eroe, sul Carso, nel 1916, esattamente cento anni fa. È lui il protagonista di questo romanzo corale dalla scrittura vibrante e appassionata, capace di farci rivivere l’epopea di una nazione. Gianni Biondillo racconta i sogni e le speranze di questi giovani italiani, illusi dalla retorica dannunziana che li portò sul campo di battaglia a cercare la bella morte. Per scoprirla insanguinata e orribile.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...