La peste – Albert Camus

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Camus descrive un anno dalla primavera all’altra, nella vita della città di Orano,Algeria. Durante questo lasso di tempo, la città viene prima invasa da cadaveri di topi infetti e poi l’epidemia si trasmette agli uomini. Anche se il narratore, il dottor Rieux, presenta e descrive alcuni personaggi a lui vicini, il protagonista è collettivo, ovvero la città e i moti dell’animo degli abitanti. Camus riesce a costruire una narrazione abbastanza omogenea in cui i fatti ” obiettivi” si alternano a riflessioni filosofiche sul vero significato della peste, sulla solidarietà, i dilemmi religiosi e il significato dei legami tra uomini. L’ isolamento della città per ragioni sanitarie e le reazioni degli abitanti sono il paradigma della vita umana stessa, intesa come assurda perché destinata alla Fine; uomini come Rieux e Tarrou sono a vedere dello scrittore esempi di umanità e compassione conscia della condizione umana.

TERZA DI COPERTINA
Orano è colpita da un’epidemia inesorabile e tremenda. Isolata con un cordone sanitario dal resto del mondo, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da esperimento per le passioni di un’umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l’edonismo di chi non crede alle astrazioni, ma neppure è capace di “essere felice da solo”, il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l’indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l’egoismo gretto gli alleati del morbo. Scritto da Camus secondo una dimensione corale e con una scrittura che sfiora e supera la confessione, “La peste” è un romanzo attuale e vivo, una metafora in cui il presente continua a riconoscersi.

Come il lupo – Eraldo Baldini

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Il libro è il racconto dell’eterna lotta fra il cuore il dovere. L’eterna scelta che ci troviamo ad affrontare quando, nella nostra vita, ci troviamo ad un bivio e dobbiamo per forza, spesso controvoglia, operare una scelta. A volte, capita, che nella vita non ci sia una strada sola … e allora quale scegliere ? quella del cuore (come fa la lupa del romanzo) o quella del dovere ?

Primi anni Cinquanta, una sperduta località nell’Appennino. Nazario, guardiaforestale, ha la passione dei lupi. Li osserva, li studia. Lontano, in città,ha una moglie e una figlia che i medici dichiarano incurabile. Nazario vieneaccolto con gentilezza da una comunità che vive appartata dal mondo, in unavalle. Appartata, ma con un commercio fiorente: il loro vino straordinario,frutto di vigne molto antiche. Per caso, però, la guardia forestale scopre che dietro quelle vigne ci sono riti inquietanti, e segreti orribili che nessuno deve conoscere.