Il giro del miele – Sandro Campani

unnamed2APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA (IN VIAGGIO STAVOLTA)
Dopo aver letto il libro di Pietro Grossi mi ritrovo di fronte ad un altra storia che ha dei tratti similari al precedente. Ambedue hanno nella natura e nel viverci a stretto contatto una base fondante. Ambedue hanno nei rapporti e nel loro modo diverso di concepirli  il motivo dell’esistenza stessa del romanzo.

Il giro del miele è un romanzo dove padri e figli si parlano poco, ma dove si fraintendono molto. Dove il non detto è il modo di parlare degli uomini della famiglia.
Il giro del miele è un romanzo di materialità che creda disgrazie … una casa, una falegnameria, un coltello, un prestito ricevuto e richiesto.
Il giro del miele è un romanzo che vuol dire (o almeno è quello che io ho recepito dalla sua lettura) che è  il possesso delle cose a generare infelicità, mentre la passione genera libertà (Davide quando lavora con le Arnie e le Api)

TERZA DI COPERTINA

«In quei giorni splendenti la vedevi e non riuscivi a immaginare che potesse essere stata da nessun’altra parte: guardava suo marito lavorare al sole che bruciava piacevolmente il collo, e le api stordite camminavano sul muro». Davide è un uomo semplice che ha un lavoro semplice: consegna il miele a domicilio nel paese dell’Appennino dove è nato e cresciuto. La faccia pulita, le spalle e le mascelle larghe: ha l’aspetto di quello che le signore anziane chiamano “figliolo”, o “giovanotto”. Le ragazze l’hanno sempre snobbato, «ma tanto, lui, era innamorato della Silvia fin da quando erano piccoli». Perso il lavoro, perso il grande amore, spinto dalle circostanze della vita ha iniziato a bere, lasciando entrare in sé una violenza che non è in grado di gestire. Il vecchio Giampiero invece è stato l’aiutante del padre di Davide. Ha una mano bruciata in seguito all’incendio della falegnameria in cui lavorava, ma soprattutto ha una moglie amata, l’Ida. Non sono riusciti ad avere figli. Ha visto crescere Davide, e lo accoglie ora, a tarda notte, quando viene a bussare alla sua porta. Il giro del miele è un romanzo appassionante e caldo, ricco di personaggi indimenticabili, gestito con la maestria dei grandi narratori.

Il mio difficile rapporto con gli altri lettori su Facebook

io Abbandono i gruppi di lettori in due casi:
1) Domanda: Voi leggete cartaceo o digitale ?
io solo il cartaceo solo la cara può dare quelle sensazioni che un pezzo di silicio non potrà mai dare ……

1455 Germani due amici si incontrano all’Hostaria e discutono di questa nuova invenzione: La stampa a caratteri mobili …. ahhh ma l’emozione che ti da un libro scritto a mana, il sapore, l’odore, il tatto niente a che vedere con quella stampaccia fatta con il piombo ….

2) Ma voi quanti libri leggete ?
io ne ho letti pochi solo 479 dall’inizio dell’anno pochino vi pare ? ditemi che sono una cialtrona/e ?

Ho fatto un corso di lettura veloce … ieri sera ho letto GUERRA e PACE:
Di cosa parla ?
della russia
(W.Allen)

Il 25 Aprile nelle parole di Giorgio Bassani

Gli ex fascistoni di Ferrara
invecchiano
alcuni
di quelli che nel ’39
mostravano di non più ravvisarmi
traversano mi buttano
come a Geo le braccia al collo
gaffeurs incontenibili
sospirano eh voi
propongono
dopo la dolorosa
pacca sulla spalla mancina
l’agape casalinga
che al fine consenta alla monumentale mummy cattolica
d’estrazione bolognese o rovigotta
ai brucanti in tinello strabiondi
teen-agers incontaminati
di incontrarlo una buona volta
il già compagno di scuola talmente
bravo
il bravo
romanziere
il presidente…

Hanno l’aria di insinuare
nel mentre dài piantala
non lo vedi che sei tu quoque
mezzo morto?
E poi scusa – continuano
uguali identici ormai
all’ingegner Marcello
Rimini
al rabbino dottor Viterbo –
in che altro modo senza di
noi
avresti potuto metterle insieme
le tue balle con relativo
appoggio di grana eccetera? Dopo tutto
cazzo
potresti ben cominciare
a considerarci anche noi quasi dei mezzi…

Coraziali? Voi quoque? Dei quasi
mezzi cugini? No piano
Come cazzo si
fa?

Prima
cari
moriamo.

(Giorgio Bassani, Epitaffio, 1974)

Padania etrusca

Padania_EtruscaQuesta è la Mappa della colonizzazione etrusca della Padania. Questo porta a dichiarare come bufale due leggende metropolitane.
La prima che la Padania sia celtica.
La seconda che l’aspirazione della consonante intervocalica tipica dei popoli toscani sia di provenienza etrusca ….
Io un veneto (adria) ferrarese (spina) un bolognese, un romagnoli e un mantovano …. non li ho mai sentiti aspirare nessuna consonante

Il Passaggio – Pietro Grossi

9788807032097_quartaStava crescendo dentro di me qualcosa che nei giorni a venire non mi avrebbe più abbandonato: un sinistro animale che si cibava dei miei ricordi e vomitava emozioni rimosse e molto potenti, capaci di mettere in discussione tutta la mia recente esistenza.

Non so se via sia mai capitato di viaggiare nel Nord-Europa sopra il Circolo Polare Artico e si via capitato di fare escursioni in barca, per esempio, sull’  Jökulsárlón in Islanda.
Nel totale silenzio della natura si sente il rumore del ghiaccio, degli iceberg, che si rompe e quando un iceberg si rompe è una promessa  …. di una disgrazia imminente.
Ed è un suono che ti rimane dentro e che ti porti dietro ….

La rottura di iceberg, però, oltre a portare distruzione porta anche una nuova architettura del paesaggio … nuovi panorami.

Il passaggio di Pietro Grossi, che già conoscevo per aver letto anni fa PUGNI, è questo.
Un Padre, un figlio, un conflitto caratteriale insanabile che per anni ha scricchiolato (come l’iceberg) per scelte di vita diverse. Solo grazie ad un viaggio fatto insieme il figlio riesce a prendere coscienza del proprio “senso delle vita” e grazie a questo a capire, comprendere le scelte del Padre e ad amarlo e accettarlo.

Mi ero dimenticato come le barche rubassero pezzi di anima dai mari che navigavano, … – pur non sapendo la sua storia- riconoscevo nei movimenti .. tracce di tutti i mari che aveva solcato, in giro per il mondo e lassù nell’Artico …

TERZA DI COPERTINA

Ci siamo. Ecco cosa capisce Carlo non appena riceve la telefonata di suo padre. Un pensiero immediato, che non lascia dubbi. Ci siamo. E infatti basta quella telefonata per spezzare in un attimo, in un breve scambio di battute, la regolarità della sua vita londinese, il lavoro allo studio di architettura, le sere e i fine settimana allegri con la moglie Francesca e i gemellini… Il padre – un padre debordante e iroso, intemperante e pieno di genio, da cui Carlo ormai da anni si tiene a distanza di sicurezza – lo chiama da Upernavik, Groenlandia, per chiedergli di aiutarlo a portare una barca, il Katrina, da lì fino in Canada. Perché il passaggio del titolo è il celeberrimo passaggio a Nord-Ovest, ed è su quelle acque pericolose e fra quei ghiacci, fra quelle solitudini e gli sporadici incontri con gli inuit delle coste, che ha luogo il confronto fra un padre e un figlio.Il

Io e Te – Niccolò Ammaniti

io-e-te1Si legge un poco più di un ora questo racconto di Ammaniti.
Commovente. Il disagio di vivere di due adolescenti.
Finito di leggere Novembre 2010


TERZA DI COPERTINA

Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po’ nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all’improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d’ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori. Con questo racconto di formazione Ammaniti aggiunge un nuovo, lancinante scorcio a quel paesaggio dell’adolescenza di cui è impareggiabile ritrattista. E ci dà con Olivia una figura femminile di fugace e struggente bellezza.

Una storia nera – Antonella Lattanzi

NZODifficile parlare di questo libro senza correre il rischio di spoilerare. Quindi non ne parlerò. Vi presenterò i personaggi.
VITO: Marito geloso e possessivo, spesso violento con la moglie mai però con i figli. Come tanti uomini gelosi e possessivi si riserva, però, il diritto ad avere un amante.
CARLA: la moglie e la madre che subisce la violenza verbale, fisica e psicologica del marito. Alcuni anni prima dell’inizio del romanzo divorziano. le possessivi e golosità di Vito però no.
ROSA, ANTONIO e MARA: i tre figli che sentono tutto e sanno tutto (escluso MARA che è troppo piccola)
MILENA: L’amante di VITO che sta ad aspettarlo per una vita sperando che lasci Carla, ma anche quando lo fa non va a vivere con lei
LA FIGLIA DI MILENA: e forse, chissà, anche al figlia di VITO.

Agosto 2012 terzo compleanno di MARA. Ala festa partecipa tutta la famiglia VITO compreso. Che però scompare alla fine della festa.
Tutti lo cercano, la moglie i figli l’amante … ma sarà la polizia a trovarlo e a trovare la verità (o presunta verità come in LA CAMERA AZZURRA di G. Simenon) e sarà un tribunale a giudicarla.

Una narrazione sempre in precario equilibrio fra bene, male, colpa, giustizia, amore, odio  e violenza.

Piano piano durante il processo e attraverso un lento svelare dei segreti che ognuno dei personaggi si porta dietro si arriverà a scoprire quello che effettivamente è successo la notte che VITO è scomparso.

L’altra parte – Alfred Kubin

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Ho acquistato e letto questo libro perché era citato nel libro di Calasso “L’impronta dell’editore” e perché è il N°1 ovvero il primo libro edito da Adelphi.
Ed è un libro sicuramente unico. Visionario, cupo, Kafkiano

TERZA DI COPERTINA
Che cos’è Perla, la città artificiale in cui Alfred Kubin, grande disegnatore e maestro del fantastico, ha ambientato il suo unico romanzo? È un mosaico di ruderi, di antichità, di avanzi decrepiti e corrosi del passato, tratti dai più famosi angoli del mondo. Una quinta perfetta per la sua popolazione di nevrastenici e nostalgici in fuga dal proprio tempo – ma anche il dominio di un sovrano inafferrabile che tiene sotto il suo incantesimo uomini e cose, accomunandoli in un unico, allucinante disegno. Nato nel 1908 dalle visioni che tormentavano l’autore, e illustrato dal suo pennino febbrile, questo libro ha finito col sembrare, nei decenni, sempre meno un ordito di incubi e sempre più l’evocazione di un mondo che a poco a poco si sta svelando – e suona molto più plausibile se lo situiamo nell’epoca di Blade Runner che all’inizio del Novecento.

Le nostre anime di notte – Kent Haruf

9788899253509_0_0_1587_80Non è mai tropo tardi ecco le parole che io associo a questo libro.
Due persone anziane iniziano a frequentarsi. Lui va a casa di Lei e si corica nel suo letto. Il paese è sconvolto.  I due, però, hanno bisogno di qualcuno accanto, di affetto, di parole, di colmare quella solitudine giornaliera che riempie le loro vite dopo la perdita del compagno. Non è mai troppo tardi per trovare un affetto … ma non è mai troppo tardi per innamorarsi … La storia dolce e tenera fa da contraltare alla visione negativa che Haruf ha del genere umano. Il paese che ritiene scandalosa la relazione tra i due.
Come se volersi bene e farsi compagnia abbia una scadenza. Il figlio, di lei, che non accettando la relazione della madre la mette di fronte ad una scelta … o Louis o tuo nipote.

TERZA DI COPERTINA
Nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?
Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.

Dopo la Trilogia della Pianura, Le nostre anime di notte è il sigillo perfetto all’opera di Kent Haruf, uno dei più grandi interpreti della letteratura americana contemporanea.