Il 25 Aprile nelle parole di Giorgio Bassani

Gli ex fascistoni di Ferrara
invecchiano
alcuni
di quelli che nel ’39
mostravano di non più ravvisarmi
traversano mi buttano
come a Geo le braccia al collo
gaffeurs incontenibili
sospirano eh voi
propongono
dopo la dolorosa
pacca sulla spalla mancina
l’agape casalinga
che al fine consenta alla monumentale mummy cattolica
d’estrazione bolognese o rovigotta
ai brucanti in tinello strabiondi
teen-agers incontaminati
di incontrarlo una buona volta
il già compagno di scuola talmente
bravo
il bravo
romanziere
il presidente…

Hanno l’aria di insinuare
nel mentre dài piantala
non lo vedi che sei tu quoque
mezzo morto?
E poi scusa – continuano
uguali identici ormai
all’ingegner Marcello
Rimini
al rabbino dottor Viterbo –
in che altro modo senza di
noi
avresti potuto metterle insieme
le tue balle con relativo
appoggio di grana eccetera? Dopo tutto
cazzo
potresti ben cominciare
a considerarci anche noi quasi dei mezzi…

Coraziali? Voi quoque? Dei quasi
mezzi cugini? No piano
Come cazzo si
fa?

Prima
cari
moriamo.

(Giorgio Bassani, Epitaffio, 1974)

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