Il segreto del voltone – Diego Collaveri

Ieri ho finito.di leggere il libro
IL SEGRETO DEL VOLTONE di Diego Collaveri edito da Frilli.

L’ispettore Botteghi mi è piaciuto di più rispetto alla prexedente prova perché finalmente si lascia andare a a parlare un po di vernacolo.

La cosa che mi è piaciuta di più nellastoria e è il raccontare, all interno della narrazione del caso, una parte della storia della città.

Raccontarne l’anima.
I periodi.che terminano la.pagina 110 e iniziano la 111 li ho riletti diverse volte e mentre li leggevo mi inmaginavo di viverla quella scena.

Due note, non di più prometto, sulla trama.
Siamo nel 1945 livorno viene liberata. I primi ad entrare sono un gruppo di partigiani. Scoprono qualcosa che doveva rimanere segreto. Tanti anni dopo quei fantasmi presentano il conto.

 

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TERZA DI COPERTINA
Livorno. A seguito del ritrovamento del corpo di un crocierista americano nel canale del Voltone, sotto Piazza della Repubblica, il commissario Botteghi e la sua squadra vengono in possesso di un vecchio diario appartenuto a un artificiere dell’esercito di liberazione, di stanza a Livorno per le operazioni di sminamento nel 1945. Poche righe sbiadite alludono al coinvolgimento del militare, con il gruppo di partigiani che per primo era entrato nella città abbandonata, nell’occultare un qualcosa di segreto proprio sotto la piazza dove galleggiava il cadavere. Inizia così un’indagine dove i fantasmi del passato e del presente s’intrecceranno con la storia di quegli uomini, all’ombra di un oscuro patto segreto. Ostacolato dall’Ambasciata Americana, da vecchi spettri fascisti e dagli eredi dei partigiani scomparsi, riuscirà Botteghi a smascherare l’assassino senza svelare un segreto più grande di lui?

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Ricordi di un sabato in libreria con autore

Ieri con Marco Vozzolo abbiamo parlato di tante cose … di quanto ci saebbe mancato non vedere Tiz, entrare in libreria, delle proprie scelte profesionali, delle nostre vite sempre in giro per l’italia e il Comune amore per Livorno (io fiorentino trapiantato a Ferrara e lui latinense trapiantao a pistoia) e della comune volontà di andarci a vivere.

Abbiamo parlato di lavori, di passioni .. di come una passione può diventare un lavoro.
Libri e vini ….. stanotte, insonne per paura chela sveglua suonasse all’ora sbagliata, ho pensato a come vorrei che fosse la MIA libreria.

Intanto dovrebbe stare vicino al mare e poi dovrebbe assomigliare il più possibile ad un presidio slow food … insomma un libreria dove autori, lettori, editori si incontrano e dove la curiosità di scoprire la fa da padrona.
Sessioni di lettura, assaggi di libri ..cibo per la mente e per il cuore.
Una libreria specializzata solo ed esclusivamente in letteratura …. dove al posto dei best seller (dove non occorre ne essere dei librai e ne dei grandi venditori per fare i numeri) si piantano semi di frutti sconosciuti che poco spazio hanno nelle grandi catene e punto nella grande distribuzione.

Abbinando degustazioni di biscotti, thè, vini che amplifichino il piacere della lettura e dell’ascolto.

Poi la sveglia ha suonato ……

Atti Umani – Han Kang

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Un libro BRUTALE senza compromessi. Grazie a questo libro conosciamo le conseguenze della macellazione umana che è stata fatta in Corea del Sud negli anni ’80. Conosciamo le conseguenze  anche a distanza di anni … di decenni. Leggiamo la devastazione attraverso scorci di vita di chi ha subito, vissuto e sfiorato i fatti.

La rivediamo uguale a tante altre macellazioni avvenute anche alle nostre longitudini e latitudini.  sottovoce piano piano un ricordo diaz genova

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TERZA DI COPERTINA
Una palestra comunale, decine di cadaveri che saturano l’aria di un «orribile tanfo putrido». Siamo a Gwangju, in Corea del Sud, nel maggio 1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, in tutto il paese vige la legge marziale. Quando i militari hanno aperto il fuoco su un corteo di protesta è iniziata l’insurrezione, seguita da brutali rappresaglie; Atti umani è il coro polifonico dei vivi e dei morti di una carneficina mai veramente narrata in Occidente. Conosciamo il quindicenne Dong-ho, alla ricerca di un amico scomparso; Eun-sook, la redattrice che ha assaggiato il «rullo inchiostratore» della censura e i «sette schiaffi» di un interrogatorio; l’anonimo prigioniero che ha avuto la sfortuna di sopravvivere; la giovane operaia calpestata a sangue da un poliziotto in borghese. Dopo il massacro, ancora anni di carcere, sevizie, delazioni, dinieghi; al volgere del millennio stentate aperture, parziali ammissioni, tardive commemorazioni. Han Kang, con il terso, spietato lirismo della sua scrittura, scruta tante vite dilaniate, racconta oggi l’indicibile, le laceranti dissonanze di un passato che si voleva cancellato.

Le vicende del bravo soldato Sveijk – Jaroslav Hasek

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“Una grande epoca esige grandi uomini. Vi sono degli eroi ignorati e oscuri… l’esame della cui indole darebbe ombra perfino alla gloria d’Alessandro Magno. Oggigiorno si può incontrare per le vie di Praga un uomo trasandato, che non sa quanta importanza abbia avuto la propria opera nella storia di un’epoca grande e nuova come questa. Egli percorre tranquillamente la sua strada, senza che nessuno gli dia noia e senza dar noia a nessuno, e senza essere assediato da giornalisti che gli chiedano un’intervista. Se gli domandaste come si chiama, vi risponderebbe con l’aria più semplice e più naturale del mondo: ‘Io son quello Sc’vèik…'” Con queste parole Jaroslav Hasek (1883-1923) presentava l’umile e grottesco eroe del suo romanzo, il bonario allevatore e mercante di cani, strappato alle sue pacifiche occupazioni e mandato a combattere in difesa dell’impero austro-ungarico nella Prima guerra mondiale. Preso nel vortice di avvenimenti che vanno molto oltre le sue capacità di comprensione, Sc’vèik si destreggia con un misto d’ingenuità e di furbizia, forte di quella sua obbedienza assoluta alla lettera degli ordini ricevuti che porta all’assurdo e dissolve nel ridicolo ogni autorità. Nel buon soldato Sc’vèik i lettori di tutto il mondo hanno riconosciuto un eroe sovrannazionale, il campione di un irriducibile pacifismo e antimilitarismo e un simbolo dell’inalienabilità dei diritti dell’individuo contro ogni tutela e usurpazione dittatoriale.

Info propedeutiche alla lettura di ATTI UMANI di Han Kang

Durante i moti, i cittadini di Gwangju, il bastione dell’opposizione democratica, si sollevarono contro la dittatura di Chun Doo-hwan, instaurata dopo l’assassinio del presidente Park Chung-hee nel 1979. I rivoltosi presero controllo del centro città prima che l’esercito reprimesse severamente le proteste, riprendendo il controllo dei luoghi il 27 maggio. Il leader politico democratico Kim Dae-jung venne condannato a morte in seguito agli eventi, ma graziato in seguito.

Vi furono scontri tra studenti dell’Università Nazionale di Chonnam e forze armate a causa delle proteste degli studenti per la chiusura dell’ateneo. Ci furono circa 2000 o 3000 vittime rimaste sul terreno della università.

Sotto Chun Doo-hwan, questi eventi vennero presentati alla popolazione come una rivolta comunista; una volta instaurato un regime democratico nel paese, il massacro venne riconosciuto come une violenta repressione di un movimento che mirava a difendere le libertà individuali dei coreani.

Nel 1997, i presidenti Chun Doo-hwan e Roh Tae-woo vennero condannati in un processo nel quale erano anche accusati della responsabilità del massacro di Gwangju coupables, assieme a 17 altri imputati. Vennero graziati in seguito. Nel 2002 fu creato un cimitero nazionale per le vittime del massacro e il 18 maggio venne dichiarata giornata nazionale di commemorazione.

FONTE: WIKIPEDIA

L’estate che sciolse ogni cosa – Tiffany McDaniel

DOVE STIAMO ANDANDO ? COSA STIAMO FACENDO ?

“Tutte le piccole decisioni che prendiamo: quale camicia indossare oggi, cosa vogliamo mangiare per cena, quale film andremo a vedere venerdì sera, non sono altro che piccole prove per le scelte più grandi che dovremo affrontare nel momento in cui ci troveremo lanciati a tuttà velocità nella vita, senza freni,”

Malgrado tutte le nostre prove, però,  può arrivare qualcuno che ci faccia dimenticare che abbiamo il diritto di scegliere per noi, un diritto che ci è stato garantito da DIO.

Uno fra i migliori libri che abbia letto, andrà accanto a Furore, Viaggio al termine della notte e La Vita agra.
Questo è un libro che deve essere letto PUNTO senza se e senza ma.
Dimenticate la storia del Diavolo che viene invitato in questo paesino dell’OHIO … è altro è di PIU’ è l’amore contro l’odio.

Cosa sta succedendo in questo mondo dominato dai seminatori di ODIO sempre pronti a trovare un nuovo diavolo da mettere al rogo.
Dove andremo a finire.

A1 tratto appenninico

Io quando viaggio in austrada e il tratto appenninico lo faccio spesso … ho più paura della auto (suv e grosse cilindrate) che dei camion.
Anche ieri, tornando a Ferrara, per ben due volte una BMW e un PORSCHE CAYENNE mi hanno tagliato la strada nel tentativo di sorpassare sulla destra.

La prima per evitare di finire sotto un camion (sorpassava sulla destra ed è dovuta rientrare in corsia di sorpasso. Non ci avrei messo un dito dra le due macchine)
La seconda per fare alle corse con un amichetto.

Quando sibrenderanno conto che
Ctrl + z
Non esiste nella vita reale sarà, purtroppo, troppo tardi

Soli – Bobo Rondelli

Primo brano estratto dal CD “Anime Storte” in uscita DUMANI.
La musica non è, gna disselo, un granchè.
Ma Bobo è sempre Bobo e i suoi testi pura poesia per anime sensibili

Sola
Quanta gente sola
Che si fa una foto
Per non sentire il vuoto
Nell’anima sola
Sola
Quanta gente in fila
Che ci sono i saldi
Di fine stagione
Non siamo andati al mare
Pieno di gente sola
Noi due come coglioni
A sperar che ancora
Il mondo migliora
Finirà l’inganno
Per possedere tutto
Per ritrovarsi soli
Più poveri e più soli
Solo
Felicemente solo
Perché tu sei presente anche se distante
Da tutta questa gente
Ritrovarsi in casa senza genitori
Sul matrimoniale
A scoprir l’amore
Fingersi felice
Con cento mi piace
E tutti questi amici mai visti né sentiti
Soli
Mai più da soli
Soli
Insieme, soli

Una piccola storia

Adesso vi racconto una storia.
Se c’è una cosa che mi disturba sono le telefonate dai Call Center. Telefonate alle quali non rispondo, quando ho il numero in rubrica sotto la voce ROMPICOGLIONI … opure quando rispondo mi invento qualcosa tipo che vivo in una tenda, che uso quella del vicino, che io uomo du pulizia io padrone fuori a giratina.

Oggi mi chiama in numero sconosciuto di Roma al quale rispondo.
Dopo alcune parole capisco che che si tratta di un offerta di una delle tante aziende che offorbo luca, acqua, gas, telefono … ma non puliscono case né stirano i panni .
In pochi secondi devo decidere cosa e come rispondere.
-a chi sono intestate le bollette di casa sig.re Tonelli ?
– io non pago le bollette le faccio pagare al viicno di casa
-lei un ladro sig.re Tonelli io la denuncio
-fino a quando il vicino non si lamenta che problema c’è ?
-lei è un ladro io la denuncio ?
-e voi cosa siete ? Vogliamo parlarne ?
Tu tu tu tu tuuuuuuuuuu