Info propedeutiche alla lettura di ATTI UMANI di Han Kang

Durante i moti, i cittadini di Gwangju, il bastione dell’opposizione democratica, si sollevarono contro la dittatura di Chun Doo-hwan, instaurata dopo l’assassinio del presidente Park Chung-hee nel 1979. I rivoltosi presero controllo del centro città prima che l’esercito reprimesse severamente le proteste, riprendendo il controllo dei luoghi il 27 maggio. Il leader politico democratico Kim Dae-jung venne condannato a morte in seguito agli eventi, ma graziato in seguito.

Vi furono scontri tra studenti dell’Università Nazionale di Chonnam e forze armate a causa delle proteste degli studenti per la chiusura dell’ateneo. Ci furono circa 2000 o 3000 vittime rimaste sul terreno della università.

Sotto Chun Doo-hwan, questi eventi vennero presentati alla popolazione come una rivolta comunista; una volta instaurato un regime democratico nel paese, il massacro venne riconosciuto come une violenta repressione di un movimento che mirava a difendere le libertà individuali dei coreani.

Nel 1997, i presidenti Chun Doo-hwan e Roh Tae-woo vennero condannati in un processo nel quale erano anche accusati della responsabilità del massacro di Gwangju coupables, assieme a 17 altri imputati. Vennero graziati in seguito. Nel 2002 fu creato un cimitero nazionale per le vittime del massacro e il 18 maggio venne dichiarata giornata nazionale di commemorazione.

FONTE: WIKIPEDIA

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