L’estate muore giovane – Mirko Sabatino

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Un romanzo che non smette mai di crescere ammiccando a tanti classici della letteratura contemporanea con Ammanniti di “Io non ho paura” e con lo Stephen King di “Stagioni diverse” e a tanti altri classici della letteratura americana come Lansdale e Mark Twain.

Dico “ammicca” perché Sabatino scrive un classico moderno della letteratura di formazione e può solo guardare ai maestri del settore.

La perfetta parabola della vita che raggiunge il massimo in giovane età e inizia la sua parabola discendente quando iniziamo a perdere l’innocenza.

Classico si, ma anche moderno per i temi trattati attualissimi …

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Estate del 1963. I Beatles hanno da poco registrato il loro primo disco, Martin Luther King annuncia il suo sogno all’America e in un paesino del Gargano tre ragazzini, Primo, Damiano e Mimmo, trascorrono le lunghe e afose giornate tra la piazza, i vicoli e il loro rifugio segreto sulla scogliera. Amici per la pelle come si può essere solo a dodici anni, condividono tempo e segreti.

Un giorno, un gruppo di teppistelli si accanisce su Mimmo e i ragazzini decidono di suggellare un patto di alleanza: quando uno di loro o della loro famiglia sarà vittima di un sopruso, i tre risponderanno con una vendetta proporzionale all’affronto. Ma gli eventi di quell’estate sonnolenta sterzeranno verso traiettorie brutali e inaspettate, e il patto verrà rispettato in modo sempre piú drammatico e disperato.

In un crescendo febbrile, il romanzo ci conduce in un viaggio dentro alla provincia, con i suoi orrori annidati nelle pieghe di un’apparente stabilità, inarrestabili come la fine della giovinezza che attende i protagonisti.

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