In esilio – Simone Lenzi

Quello che ho tenuto in mano in questi ultimi giorni dice che sia un romanzo, ma a me pare di aver letto un altra cosa … un manuale politico. Si un saggio travestito da romanzo umoristico.
Lenzi ci racconta, in salsa italiana e labronica. la perdita delle certezze delle ideologia, ma anche la perdita delle proprie radici in una rincorsa disperata al nuovismo che accumuna le parte radical-chic della sinistra italiana con i seguaci del moVimento che fa democrazia sulla rete

Ma ne ha anche per i tic grotteschi della sinistra-sinistra: «Continueremo a venire al mercatino equo e solidale a salutare i pochi conoscenti che ci restano. Farò grandi sorrisi a tutti, mi complimenterò per le zucchine, per i pomodori a chilometro zero, farò come vuoi tu. Non dirò più a nessuno quello che penso, ovvero che se questa è la vera sinistra, a me della vera sinistra non me ne frega più nulla.  Se la vera sinistra erano queste matte con i figli di otto anni attaccati ai capezzoli, se la vera sinistra erano questi finti barboni che coltivano l’orto sul balcone, se la vera sinistra era questa pappetta di seitan, se la vera sinistra aveva il sapore insapore del tofu, se la vera sinistra era questo sogno di andare in giro scalzi coi piedi sudici, a me della vera sinistra non me ne fregava più nulla e anzi, dissi a mia moglie, sai che c’è? C’è che sono felice di averla fatta finita con la vera sinistra».

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IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT ?

L’oca è diventata bella grassa
a forza di caviale in bar di lusso
e mutui subprime
e case distrutte
è questa la vita, il sacro graal?
non è abbastanza avere successo
dobbiamo anche vedere gli altri fallire.
 
La paura, la paura è il motore dell’uomo moderno
perché ci tiene tutti in riga
paura di tutti quegli stranieri
paura di tutti i loro crimini
è questa la vita che vogliamo davvero? (Vogliamo, vogliamo, vogliamo, vogliamo)
Di certo deve essere così
perché questa è una democrazia e si fa come diciamo noi
 
E ogni volta che è uno studente è travolto da un carrarmato
ogni volta che il cane di un pirata è costretto a fare una passeggiata sulla passerella
ogni volta che una sposa russa è messa in vendita
e ogni volta che un giornalista è lasciato a marcire in galera
ogni volta che una ragazza passa la vita nella futilità
e ogni volta che un babbeo diventa presidente
e ogni volta che qualcuno muore per cercare le chiavi
E, cazzo, ogni volta che la Groenlandia sprofonda nel mare è perché
Noi tutti, i neri e i bianchi
messicani, asiatici, ogni tipo di gruppo etnico
persino quelli di Guadalupa, i vecchi e i giovani
befane sdentate, top model, attori, froci, cuori spezzati
star del calcio, uomini nei bar, lavandaie, sarti, puttane
nonne, nonni, zii, zie
amici, parenti, barboni senzatetto
religiosi, camionisti, donne delle pulizie
Formiche – forse le formiche no
Perché le formiche no?
Beh perché è vero
le formiche non hanno abbastanza QI per fare la differenza tra
il dolore che provano le altre persone
e, beh, per esempio, tagliare le foglie
o arrampicarsi sui davanzali in cerca di lattine di melassa aperte
allora, come le formiche, siamo solo stupidi?
È per questo che non sentiamo o non capiamo?
O siamo tutti anestetizzati dai reality show?
 
Allora, ogni volta che cala il sipario
ogni volta che cala il sipario su una qualche vita dimenticata
è perché siamo rimasti fermi a guardare, zitti e indifferenti
è normale.
 
(Trad. Lorenzo Masetti da Canzoni contro la guerra)

Evento Sabato 28/04 presso Mondadori Bookstore Ferrara

Adolescente e spinta da una situazione familiare problematica, Sofia decide di entrare in convento per divenire suora. La vita monastica, però, è ben diversa da quella che aveva immaginato e, soprattutto, la giovane scopre che fuggire dal mondo esterno facendo una scelta così radicale non è la soluzione ai suoi problemi interiori. L’ambiente che la circonda non fa altro che deluderla, finché deciderà, dopo anni di sofferenze, di tornare a quel «mondo esterno» da cui si era sconsideratamente allontanata con troppa superficialità pur di sfuggire ai problemi quotidiani.20180428-erika-pisacco-e-giov-page-001.jpg

Nero Dostoevskij – Antonio Mesisca

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Nero Dostoevskij di Antonio Mesisca

Prima di iniziare a parlare disordinatamente di questo libro devo dire che mi è servito per imparare a scrivere Dostoevskij in maniera corretta … e non è poco 🙂

Un libro ironico e grottesco che strappa risate in continuo.
La storia di un perdente, di un assassino per caso, … che però si dimostra alla fine una simpatica canaglia.

Un libro che ricorda, secondo me, alcune cose di Malinconico e a tratti mi è tornato alla mente GET SMART
(non chiedetemi perché) forse perché come l’Agente Smart anche Oscar Peretii non ne imbrocca una buona …
ma alla fine … una conclusione sorprendente

Come si fa a non consigliarlo …

TERZA DI COPERTINA

Un demone possiede l’anima di Oscar Peretti: quello del gioco d’azzardo. Ma Oscar, che da un impiego nelle pompe funebri è passato a quello in una gioielleria, non se ne cura. Continua a frequentare sale da gioco e persone poco raccomandabili alle quali deve soldi, tanti soldi, fino a quando una sera il Jack, la Donna e il Re ebbero la faccia tosta di calarsi in tavola, con quegli altri due schifosi dei loro amici, tutti con lo stesso completo nero a fiori: “Eccoci, Peretti, adesso sei fottuto.” Per uscire dai guai, Oscar escogita un piano, ma gli serve una pistola. Il caso lo fa incontrare con il Turco, e il giro di losche amicizie si allarga. Eppure tutto sembra procedere al meglio e la sua vita è sul punto di cambiare, come dalla notte al giorno. Purtroppo, per uno come Peretti i piani non vanno mai come stabilito. E quando fuori dalla sua casa arriva il macinino di un solerte commissario, Oscar capisce che la sua partita più importante non è ancora chiusa. Il ritmo è serrato, le situazioni rocambolesche, il tono ironico e brillante. Tutto questo è Nero Dostoevskij. A proposito, ma cosa c’entra Dostoevskij?

Il buio dentro – Antonio Lanzetta

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

Penso che un libro per piacermi deve invogliarmi in maniera ossessiva a leggere il capitolo dopo.
Un thriller/giallo/noir per piacermi deve non limitarsi alla sola azione di ricerca del colpevole ma mettere sul piatto anche temi attuali e sociali. IL BUIO DENTRO è un thriller che mi è piaciuto. Mi sono piaciute le ambientazioni e i personaggi che ai trovano in quella fase dell’adolescenza molto particolare e che fa da spartiacque fra quello che siano e quello che diventeremo.

A quella età pensiamo che le amicizie non ci tradiranno mai e che ci saranno sempre fedeli …. ma anche di quanto, con la nostra speranza nel futuro e con la sensazione di immortalità, siano enormemente vicino al male e al buio.

Aggiungo un sola cosa
Isla de las munecas

Evento 21 Aprile Libreria Mondadori Ferrara

In fuga dopo aver ammazzato uno sconosciuto in un ambulatorio medico, Andrea si spaccia per giornalista e si aggrega a una scalcinata troupe, impegnata nelle riprese del progetto Porn food nella discarica di Mangiastracci. Intanto sui social compare la notizia dell’arresto dell’assassino ma Andrea, invece di esserne sollevato, sente montare in sé la frustrazione per essersi fatto rubare la scena. Durante le riprese la lettura del testo fa riaffiorare in lui sinistri episodi creduti ormai sepolti e, tra allucinazioni e inquietanti storie su un misterioso omicida del passato, Andrea arriverà a dover recitare in prima persona un ruolo che fino a quel momento non avrebbe mai immaginato, riannodando il filo di una trama iniziata molti anni prima.

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Il segreto – Antonio Ferrari

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
All’inizio ho fatto subito un parallelo con il libro LA STRAGE di Loriano Machiavelli.
Poi mia venuto in mente una presentazione che ho visto una trentina di anni fa alla Casa del Popolo VIE NUOVE a Firenze, Andai a vedere la presentazione del libro CICLONEROS di Saverio Tutino (giornalista dell’Unità). Oltre a parlare del libro Saverio Tutino parlò di tante cose … fra le altre anche quella della morte di Ernesto “Che” Guevara.
Durante la conferenza di Jalta  il mondo venne diviso in due grandi zone di influenza e nessuno dei due blocchi era interessato a cambiarlo o a invadere/essere invaso dall’altro blocco.  Secondo la ricostruzione fatta da Tutino il “Che” venne ucciso anche perché la Russia tolse la copertura e lo lascio nelle mani degli americani … stava portando la rivoluzione in zone  che non erano sotto la influenza sovietica.

Perché è chiaro che si parla del rapimento MORO … anche sé il tutto avviene a Milano in vece che a Roma … se al posto della R4 (presente comunque in copertina) l’auto dove viene ritrovato il cadavere nel romanzo è una 128 azzurra

Non voglio fare complottismo … ma che le B.R. all’epoca furono utilizzate da Servizi Segreti deviati o stranieri credo non sia tanto lontano dalla verita

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TERZA DI COPERTINA

Marzo 1978: l’Italia si trova al centro di uno dei più grossi complotti internazionali del dopoguerra. Il romanzo sul rapimento Moro che per 35 anni nessuno ha voluto pubblicare. Troppo vero e troppo imbarazzante. Per tutti.

Tutto ha inizio al “Marriott hotel” di Washington. Nessuno dei convocati sa qual è veramente la posta in gioco e il ruolo che ciascuno di loro avrà nel più grosso complotto internazionale degli ultimi decenni. Non lo sa nemmeno Ron J. Stewart, agente segreto americano, pronto a tutto, una vita segnata da missioni impossibili. Ma questa che sta per essergli affidata è la più mefitica e delicata in assoluto. In gioco c’è il futuro politico dell’Italia e i rapporti tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Fermare l’entrata al governo del PCI usando qualsiasi mezzo, anche le Brigate rosse: questo l’obiettivo. Tra Praga, Parigi, la Berlino attraversata dal Muro, Milano, Genova, in accordo con altri agenti segreti dell’Est e dell’Ovest, al di fuori dei canali ufficiali, Stewart dovrà infiltrarsi e aiutare i terroristi nella loro azione eversiva e destabilizzante. A farne le spese, l’uomo politico italiano più famoso. Un agente segreto francese, scoprendo la trama che si stava tessendo, cercherà invano di salvare il leader democristiano. Invano, perché “lui” doveva morire. Commissionato a Ferrari con non poche pressioni dal “Corriere della Sera” devastato dallo scandalo P2, tenuto nel cassetto per anni, questo romanzo avvincente e coraggioso anticipava quanto poi in parte confermato da nuove testimonianze e dalle commissioni d’indagine sul delitto Moro. Un vero caso editoriale. “Tanti ‘dettagli’ che sembravano indimostrabili e figli della dietrologia – sostiene oggi l’autore – purtroppo o per fortuna si sono dimostrati veri. Fu davvero un orrendo complotto, che oggi non fa più paura raccontare, o forse ne fa molta meno”.

Antonio Ferrari, modenese, è al “Corriere della Sera” dal 1973: prima come inviato speciale, e ora come editorialista e commentatore. Negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta si è occupato di terrorismo nero e rosso, in particolare modo delle Br. Amico di Walter Tobagi, suo collega di tante missioni in giro per l’Italia, nel 1980 ammazzato dai terroristi, è stato più volte minacciato. Per oltre due anni ha vissuto con la scorta, quindi è stato spostato agli esteri, come inviato, in particolare nel Medio Oriente, nel Nord Africa e nei Balcani. Sue le corrispondenze da numerosi fronti di guerra. Ha intervistato quasi tutti i leader dell’area. È autore di diversi libri: “Morte di un generale” (con altri autori, tra cui Giorgio Bocca, Camilla Cederna, Corrado Stajano, Marcello Sorgi, Mondadori 1982); “Sami, una storia libanese” (Liberal libri 2001); “Islam sì, Islam no. Le colpe dei musulmani e le nostre” (Le Lettere 2006);“7 aprile” (Cleup 2009); “Sgretolamento. Voci senza filtro” (Jaca Book 2013) e “Altalena” (Jaca Book 2014). “Il segreto” è il suo unico romanzo. Ferrari scrisse quello che sapeva ma che non poteva essere detto, mancando tutte le prove. Il resto l’aveva intuito. Fu così che nessuno glielo pubblicò. Non solo: ci fu anche chi si adoperò in tutti i modi perché il libro rimanesse segreto.

“I giovani, che in quegli anni non c’erano, scopriranno che cos’era l’Italia di allora, il terrorismo, la rabbia di chi si sentiva escluso, le aspre battaglie politiche, le maldicenze, la paura. Gli altri troveranno qualche risposta alle tante domande che già allora ci eravamo posti” Antonio Ferrari

Doppio Inganno – Davide Pappalardo

Chi conosce Davide e ha letto i suoi precedenti romanzi si troverà spiazzato nel leggere questo racconto lungo edito da Todaro.
Non è un giallo e non è un noir come ci aveva abituato con i suoi precedenti romanzi.

Qui si fa sul serio, si alza il tiro e si vedono TRA le righe le ombre del realismo magico con il sapiente dosaggio di realtà e di immaginato. Il tutto ambientato in un Ferrara patria della Metafisica. De Chirico è stato ospite della Villa del Seminario che all’epoca fungeva da ospedale militare. In una Ferrara che avvolta nella sua nebbia e nelle sue stradine del Centro Storico è la perfetta ambientazione per storie magiche.

Ecco se c’è una parola che definisce bene la storia è FORSE.
Perché la nebbia a Ferrara ci fa vedere e non vedere,
ci fa immaginare quello che probabilmente è .. ma che potrebbe non essere
e il nostro subconscio elabora e fa il resto
Forse è un sogno, forse è reale, forse Albino e Glauco … sono realmente Albino e Glauco ?
Forse vi converrebbe proprio leggerlo

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TERZA DI COPERTINA

È una Ferrara d’altri tempi quella che fa da sfondo al racconto noir di Davide Pappalardo. Una vicenda che ha inizio nell’inverno del 1917 e finisce nel 1947. Forse. Due fratelli (gemelli), una ragazza e un esperimento metafisico.In un’atmosfera cupa prendono forma gli amori, i delitti e gli inganni, a volte solo immaginati.Racconto lungo di Davide Pappalardo.

PLAYLIST

Il Sospettato X – Keigo Igashino

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Il sospettato X è una lettura consigliata . . . Questo libro è il terzo nella serie del “Detective Galileo”, ma non ho avuto l’impressione che mi mancassero informazioni già raccontate anche perché  in realtà, non c’erano riferimenti a casi o misteri precedenti.
Se non fosse per una ricerca su Google non avrei scoperto questa cosa.
Quindi perché Il Sospettato  X è una lettura consigliata ?

Il detective principale, Kusanagi, è una persona normale .. non è un alcolizzato, non è stato lasciato dalle moglie, non è un “tromber de femme”.
La presenza di un amico del detective che alla fine risolve il caso non è un poliziotto, ma un fisico, dal nome Manabu Yukawa, che risolve il mistero usando le tecniche di investigazione scientifiche ….

Perché ….

Ishigami, un geniale insegnante di matematica.
L’omicidio avviene subito entro i primi due capitoli e sappiamo immediatamente chi lo ha commesso e perché. Yasuko una madre single che uccide per legittima difesa l’ex marito. Quando però Yasuko vuole andare a costituirsi Ishigani lo impedisce e crea un alibi perfetto e inattaccabile. Quello che segue infatti è un continuo e avvincente gioco del gatto e del topo tra i due Ishigani e Yukawa

Il finale DEVASTANTE.

Lo stile di questo romanzo calmo, tranquillo, metodico e riflessivo. Nessun pneumatico stridente. Nessun litigio tra i detective. Nessuna minaccia con le pistole.

E’ più semplice trovare una soluzione al problema o verificare che la soluzione data da un altro è corretta o meno ?

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TERZA DI COPERTINA
Dopo il divorzio da un uomo violento, Yasuko cresce da sola la figlia Misato e cerca di rifarsi una vita indipendente, tenendo lontani gli errori del passato. Quando l’ex marito si presenta alla sua porta per estorcerle del denaro, minacciando sia lei che la figlia, Yasuko perde il controllo e lo uccide strangolandolo con un cavo. Il vicino di casa, il signor Ishigami, un meticoloso professore di matematica di mezz’età, ha sentito tutto e, invece di denunciare l’accaduto, si offre di aiutare Yasuko, a patto che lei e la figlia seguano alla lettera i suoi ordini. L’insospettabile matematico ha un piano degno della sua professione in cui niente è lasciato al caso: si occupa del cadavere e costruisce per le due donne un alibi inappuntabile. Ma l’investigatore Kusanagi, a cui viene affidato il caso, capisce immediatamente di aver bisogno d’aiuto e si rivolge all’infallibile dottor Yukawa, alias Galileo, un fisico che collabora con la polizia. Lo scienziato intuisce che il delitto nasconde qualcosa di molto anomalo e che qualcuno sta cercando ingegnosamente di depistare le indagini. Un inedito ritratto del Giappone moderno, tra solitudine e alienazione, in cui Higashino, magistrale burattinaio, è capace di far muovere i personaggi in maniera impeccabile e perfettamente verosimile. Titolo originale: ”Yôgisha X no Kenshin” (2005).