Nero Dostoevskij – Antonio Mesisca

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Nero Dostoevskij di Antonio Mesisca

Prima di iniziare a parlare disordinatamente di questo libro devo dire che mi è servito per imparare a scrivere Dostoevskij in maniera corretta … e non è poco 🙂

Un libro ironico e grottesco che strappa risate in continuo.
La storia di un perdente, di un assassino per caso, … che però si dimostra alla fine una simpatica canaglia.

Un libro che ricorda, secondo me, alcune cose di Malinconico e a tratti mi è tornato alla mente GET SMART
(non chiedetemi perché) forse perché come l’Agente Smart anche Oscar Peretii non ne imbrocca una buona …
ma alla fine … una conclusione sorprendente

Come si fa a non consigliarlo …

TERZA DI COPERTINA

Un demone possiede l’anima di Oscar Peretti: quello del gioco d’azzardo. Ma Oscar, che da un impiego nelle pompe funebri è passato a quello in una gioielleria, non se ne cura. Continua a frequentare sale da gioco e persone poco raccomandabili alle quali deve soldi, tanti soldi, fino a quando una sera il Jack, la Donna e il Re ebbero la faccia tosta di calarsi in tavola, con quegli altri due schifosi dei loro amici, tutti con lo stesso completo nero a fiori: “Eccoci, Peretti, adesso sei fottuto.” Per uscire dai guai, Oscar escogita un piano, ma gli serve una pistola. Il caso lo fa incontrare con il Turco, e il giro di losche amicizie si allarga. Eppure tutto sembra procedere al meglio e la sua vita è sul punto di cambiare, come dalla notte al giorno. Purtroppo, per uno come Peretti i piani non vanno mai come stabilito. E quando fuori dalla sua casa arriva il macinino di un solerte commissario, Oscar capisce che la sua partita più importante non è ancora chiusa. Il ritmo è serrato, le situazioni rocambolesche, il tono ironico e brillante. Tutto questo è Nero Dostoevskij. A proposito, ma cosa c’entra Dostoevskij?