Semo solo de passagio

«Sono passato in via Carducci, ho visto un ammasso di stracci buttati a terra, coperte, giacche, un piumino e altro. Non c’era nessuno, quindi presumo fossero abbandonati. Così, da normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città, li ho raccolti e li ho buttati, devo dire con soddisfazione, nel cassonetto: ora il posto è decente. Il segnale è: tolleranza zero. Trieste la voglio pulita!»

In queste parole, in questo post di un politico italiano non si fa riferimento all’etnia del clochard. 
Quindi il senzatetto potrebbe anche essere un italiano che ha perso il lavoro e si è trovato a vivere per strada. 
Quel vicesindaco (utilizzando la stessa relazione transitiva tutti i suoi compagni di partito ed suoi elettori) non è xenofobo, non è razzista … E’ PEGGIO … MOLTO PEGGIO.

VUOLE ELIMINARE I POVERI INDIPENDEMENTE DAL COLORE DELLA PELLE, DALLA RAZZA (per questo non li definisco razzisti) E DAL CREDO RELIGIOSO. 

I poveri sono fastidiosi e brutti.
I poveri ci ricordano le nostre radici, ci ricordano i nostri antenati
I poveri ci ricordano i nostri sforzi per tirarci fuori da quella condizione nel dopoguerra. 
I Poveri ci ricordano che la ruota gira e che del domani non v’è certezza

La pianista e i lupi – Hella Haase

Libro letto nel Novembre 2011.

Questi gli appunti disordinati di lettura appuntati sul quedernetto.

Lettura piacevole, storia affascinante che serve anche per farsi una “piccola” cultura sulla mitologia nordica. Sicuramente la scrittrice ne è una profonda conoscitrice. Può capitare, durante la lettura, di trovare alcuni passi oscuri e/o poco chiari. Ottima scelta per chi non ha ancora deciso quali sia il prossimo libro da iniziare.

TERZA DI COPERTINA
Edith Waldschade, pianista, ama i lupi e ne alleva tre. Solitaria e taciturna rispetta questi animali per la loro bellezza e la loro intelligenza, mentre il padre sentiva in loro l’essenza del lupo Fenrir, la bestia sovrana della mitologia nordica che inghiottirà Odino alla fine dei tempi. Nella sua proprietà nelle Ardenne, circondata da alti abeti scuri e minacciosi, arriva un giorno l’inquietante Erwin, che dice di essere il suo fratellastro. Che cosa vuole? Cosa sa? Il misterioso passato familiare, del quale sembra essere l’unico depositario, unisce superstizioni e paure ancestrali a una storia più recente, quella tenebrosa dell’Europa degli anni Trenta-Quaranta.

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