LA SOSTANZA del male – luca d’andrea

Ho conosciuto Luca D’Andrea durante una presentazione fatta per i librai Mondadori a Milano. 
Di lui mi piacque subito come si presentò. 
Scrivo thriller, scrivo romanzi che si leggono sotto l’ombrellone d’estate non scrivo romanzi che vinceranno il nobel. Però sono nato e ho vissuto in una terra complicata. L’Alto Adige o Sud Tirol, a seconda da che parte state, e questo non posso dimenticarlo mentre scrivo i miei libri. Una terra piena di bellezze paesaggistiche ma dove ancora esistono le scuole divise a seconda di come ti definisci (italiano o tedesco) e questo non lo posso non raccontare. 

Fatta questa piccola presentazione, in effetti più lunga degli appunti di lettura stessi, passiamo a le mie due righe sul libro.

Un libro dove il personaggio principale, un autore di trasmissioni televisive, per risolvere un caso deve scendere fin nelle viscere della terra, Bletterbach in Sud Tirolo, per risolvere il problema. 
Dovrà contemparenamente scendere nelle viscere del suo essere per ritrovare e risolversi.

Durante la lettura mi sono tornati in mente due libri che ho letto in questi ultimi anni … 

Quando fa riferimento “ALLE LEGGI DEI PADRI” e al modo di risolvere i problemi in una piccola e povera comunità chiusa fra le montagne dolomitiche mi ha riportato alla mente IL VIAGGIO DEGLI INGANNI di Salvatore Niffoi per come appunto descrivela vie i suoi rituali immortali. 

L’altro libro che mi ha fatto venire in mente, ma non racconto il perchè, per evitare di spoilerare (se l’autore vuole lo spiego in privato) è con LA DONNA DELLA LUNA di Matteo Severgnini (ma credo che lui capirà a quale parte del suo libro mi riferisco)

TERZA DI COPERTINA 
Nel 1985 Kurt Schaltzmann, Markus Baumgartner e sua sorella Evi vengono uccisi nel Bletterbach, una gigantesca gola nei cui fossili si può leggere la terribile storia del mondo. I loro cadaveri sono rinvenuti mutilati a tal punto da far dubitare che sia stato un essere umano a compiere un simile scempio. A distanza di trent’anni Jeremiah Salinger, un autore statunitense di documentari che ha sposato una donna del luogo, scopre la vicenda e ne viene risucchiato. Tutti, a Siebenhoch, gli consigliano in modo più o meno minaccioso di lasciar perdere. Anche suo suocero Werner, uno degli uomini che hanno hanno ritrovato i corpi dei tre ragazzi; anche sua moglie Annelise. È come se quel fatto di sangue avesse portato con sé una maledizione. Come se nel Bletterbach si fosse risvegliato qualcosa di spaventoso che si credeva scomparso, qualcosa di antico come la Terra stessa.