da lontano sembrano mosche – kike ferrari

Anche se non troviamo niente che caratterizza il noir questo è un noir. All’inizio della storia appare un cadavere nel bagagliaio di un auto. Nessuna indagine, nessun commissario ,,, nessuno ha interesse a scoprire chi sia il morto. La macchina è di proprietà del Signor Machi che dopo la scoperta inizierà uno corsa contro il tempo per sbarazzarsi del cadavere.
Lo possiamo considerare un romanzo nero, anche se all’inizio ho detto il contrario, perchè immerge le mani nella corruzione, nell inganno nella falsità, nel tradimento e nella volgarità.
Troviamo inoltre una forte denuncia della dittatura Argentina di Videla. Il cadavere è morto e non fa niente … apparentemente …
Appunto apparentemente. Porta invece il Sig.re Machi nell’infeno dei dubbi. Chi ha ucciso quell’uomo, perché proprio nella sua macchina, quanto di quelli che odiano il Sig.re Machi potrebbe averlo fatto. …
Un noir senza un colpevole .. se non la strafottenza, l’arroganza e il marciume di una società che scivola in un precipizio

Cartella numero 1

Non ho mai pensato di essere in grado di scrivere un racconto. Mi sono sempre considerato sgrammatico ed ho sempre avuto la paura e il timore di non essere in grado di trasferire la storia immaginata in una serie di parole fino a formare un racconto o una semplice cartella. Ho sempre immaginato la vita di persone che incontravo in treno, i loro problemi, le loro difficolta creando storie sulle telefonate che ero costretto, mio malgrado, ad ascoltare. Oppure immaginarsi la vita di un personaggio dopo la fine del libro o del film. Come continuava la sua vita, quale er ali futuro che si trovava ad affrontare dopo la fine della narrazione. Immaginavo, immaginavo, immaginavo, ma non sono mai riuscito a trovare la molla per provarci. La paura è stata l’ emozione che mi ha sempre frenato. Tante sono state le paure. Quella di non esserne capace, quella di essere giudicato, quella di fare qualcosa che mi avrebbe attirato solo critiche. Poi mi sono detto che forse potevo provarci al peggio sarebbe andata male, mi sarei accorto che non ne ero capace … qualcuno leggendo mi avrebbe detto:

Da retta a un bischero smetti non è per te mettere parole in fila e raccontare storie attraverso la scrittura. Ecco sono qui a provare a scrivere il niente a fare una sorta di auto-analisi e cercare di scoprire le paure che mi hanno bloccato fino ad adesso. Rimane però la risposta alla domanda principale Perché desidero raccontare qualcosa a qualcuno. Perché penso che le storie che ho, probabilmente, da raccontare possono risultare interessanti per un lettore che si trova per caso queste righe navigando in Internet.