Carambole di Hakan Nesser

Terza di Copertina

Tradotta da CARMERN GIORGIETTI CIMA

Il commissario Van Veeteren è finalmente in pensione: si occupa della sua libreria antiquaria e non sa nulla della serie di omicidi che si sta per abbattere sulla sua città. Tutto ha avuto inizio quando un guidatore ha investito per caso un ragazzo che camminava sul ciglio della strada: il ragazzo è morto e l’automobilista, dopo qualche indecisione, è fuggito. Nei giorni seguenti tutto sembra tranquillo e il colpevole si sente sempre più al sicuro. Fino al giorno in cui riceve la lettera di un testimone che comincia a ricattarlo, sostenendo di averlo visto e di essere pronto a rivelare la sua colpa. Messo sotto pressione, l’incauto guidatore si trasforma in un astuto detective

La mia microrecensione

Questo libro mi è piaciuto perché invece che seguire il punto di vista del Commissario seguiamo quello dell assassino. Narrazione perfetta e funzionale allo svolgimento dell’azione. Un libro sicuramente da leggere e da consigliare agli amici

Citazioni dal libro

 «È nella crepa fra la morale della società e quella dell’individuo che nasce il crimine» 

«Credo che buona parte delle cose che ci capitano siano guidate dal caso» disse. «O da decisioni valutate non molto attentamente. Noi abbiamo meno controllo di quanto ci immaginiamo… 

Bibiografia – Diego Collaveri

Cosa dice di se stesso

dal suo sito ufficiale: http://www.diegocollaveri.it

Diego Collaveri, nato a Livorno il 27/02/’76.

Dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale come chitarrista e arrangiatore, collaborando per EMI Music.

Nel 2000 si cimenta con la scrittura e i vari concorsi di poesia/narrativa, da cui arrivano subito riconoscimenti e pubblicazioni

Nel 2001 comincia a lavorare dietro le quinte di alcune compagnie di musical, per poi arrivare al progetto “Rocco e i suoi orrori”, proponendo a livello nazionale una riduzione musicale di The Rocky Horror Picture Show, che verrà annoverato tra i cast internazionali dell’opera.

Nello stesso anno debutta nella sceneggiatura, prima teatrale e dopo per il cinema breve.

Nel 2002 la passione per il grande schermo lo porta a dirigere, con mezzi di fortuna, il primo cortometraggio che vince il concorso Minimusical indetto dal quotidiano La Repubblica e la casa di produzione Fandango, che gli permette di divenire collaborato di quest’ultima per i successivi tre anni.

Per implementare le conoscenze registiche intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi) per apprendere le tecniche di regia, studiando al tempo stesso testi didattici e storia della cinematografia.

Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per la produzione di cortometraggi, videoclip e riprese di spettacoli live. Molte delle opere realizzate hanno ricevuto premi a livello nazionale e distribuzioni televisive.

Nel 2004 partecipa, assieme ad altri registi, alla realizzazione di un mediometraggio prodotto e distribuito da EmmeFilm srl, che entra nel circuito dei festival cinematografici internazionali.

Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, a intervenire nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”; tiene numerosi laboratori e corsi riguardanti la scrittura in sceneggiatura per enti e associazioni.

Dal 2009 è inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei Italiani per la poesia.

Nel 2013 alcuni racconti brevi dell’ispettore Quetti sono stati pubblicati sul settimanale Cronaca Vera.

Nel 2014 diventa collaboratore dei blog LaTelaNera.com, realizzando articoli e recensioni cinematografiche.

Dal 2015 al 2017 è docente del corso “Scrivere per il cinema” presso la scuola di scrittura Carver a Livorno.

2017/2018 è tra gli autori che hanno prestato l’incipit per la Staffetta di Scrittura Creativa 2018 della associazione BIMED(Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo) per le scuole superiori, in collaborazione con Ministero della Pubblica Istruzione.

2017 Dicembre Bologna Sala Borsa – è tra gli ideatori di “Paura sotto la Pelle”, prima rassegna di incontri in Italia dedicata al genere mistery/crime e le sue trasposizioni tra narrativa, cinema e fumetto. Patron d’onore il regista Pupi Avati.

2018 è tra i docenti del corso Form.Ed – Tecnico della Gestione delle Fasi di Lavorazione Editoriale indetto da Provincia di Livorno e Regione Toscana.

2019 riceve l’Oscar livornese, premio assegnato alle eccellenze che con il proprio lavoro si sono distinti nei diversi settori, divenendo un valore aggiunto per la città di Livorno che gli ha dato i natali

Profilo social www.facebook.com/DiegoCollaveriautore

Libri:

2010 Anime Assassine – I casi dell’ispettore Quetti (2010 Aletti Editore/2014 GDS)

2011 Il signor Boganov e la città innevata (LaPiccolaVolante Edizioni)

2012 Le pergamene di Ankor – La morte dagli occhi di ghiaccio (Sogno Edizioni)

2013 Anime Assassine – La vendetta del cigno nero (2013 La Mela Avvelenata/2014 Autopubblicazione)

2013 R.E.M.  13 ore di paura – AA.VV. (La Mela Avvelenata/GDS)

2014 Anime Assassine – Marionette (GDS)

2014 La riconquista di Eden (La Mela Avvelenata)

2014 Asylum 100 – AA.VV. (St-Book Edizioni)

2014 Anime Assassine – Anche tu te ne andrai (Autopubblicazione)

2015 L’odore salmastro dei fossi – caccia all’uomo per il commissario Botteghi (Fratelli Frilli Editori)

2016 Il Segreto del Voltone – il commissario Botteghi e una vecchia storia livornese (Fratelli Frilli Editori)

2017 La Bambola del Cisternino – Un’indagine del commissario Botteghi (Fratelli Frilli Editori)

2017 L’Estate è una Cattiva Stagione – AA.VV. (collana #21 Damster Edizioni)

2017 Una Finestra sul Noir – AA.VV. (Fratelli Frilli Editori)

2018 Obscuria – AA.VV. (collana #21 Damster Edizioni)

2018 Le Ragazze del Diavolo (Anime Assassine) – Oakmond Publishing

2018 Il Commissario Botteghi e il Mago – l’ultima illusione di Wetryk (Fratelli Frilli Editori)

Blackout – Gianluca Morozzi

Terza di copertina

Guanda

Un torrido ferragosto a Bologna. Per un blackout tre persone si trovano chiusein un ascensore: Claudia, studentessa omosessuale che per finanziarsi glistudi fa la cameriera in una tavola calda; Tomas, residente in quelcondominio; Ferro, proprietario di una discoteca, efferato serial killer.Ferro non abita in quel condominio, ma vi ha un pied-à-terre che usa perseviziare e torturare le sue vittime. E in quella afosa giornata, Ferro stavaproprio raggiungendo una sua vittima, precedentemente incatenata a una sedia.Nessuno dei tre riesce a comunicare con l’esterno, il condominio è deserto peril ferragosto e le loro grida rimbombano nel vuoto. I pochi metri che i tredevono dividersi diventano sempre più angusti, l’aria irrespirabile

La mia micro recensione

Blackout è una storia incentrata su tre personaggi molto diversi fra di loro e bloccati in un ascensore in una tranquilla domenica festiva.
Questo di per sé è piuttosto insignificante, quindi Morozzi aumenta la posta in gioco, inserendo un serial killer malvagio e intelligente.
Aggiungiamo una ragazza, una cameriera, in abbigliamento allettante, che potrebbe diventare la vittima perfeetta
Morozzi disegna abilmente i personaggi e presenta un ambiente claustrofobico e inquietante.
È una lettura breve, piacevole e talvolta scioccante.

[LIBRO] Aura – Carlos Fuentes

Micro Recensione

Aura ha gli occhi verdi ipnotici. È una presenza misteriosa. È la nipote di una vecchia signora, Consuelo, che commissiona a un giovane professore di scrivere le memorie del marito morto da tempo. Il giovane Felipe deve stare a casa della vecchia signora mentre scrive le memorie. Aura è giovane, o è lei? Aura ha i capelli piuttosto scuri o è bianca? I gesti di Aura sembrano essere identici a quelli della vecchia signora, esorta la giovane Felipe a fare l’amore con lei, a innamorarsi di lei nell’atmosfera della casa di sua zia circondata dall’oscurità. La storia avanza gradualmente in questi dintorni gotici e il finale è totalmente inaspettato.

Che cos’è la giovinezza? Che cos’è l’individualità? Che ora è? Tu, il lettore, identificandoti con Felipe, il personaggio “non guardare di nuovo l’orologio, quell’oggetto inutile che misura noiosamente il tempo secondo la vanità umana, quelle piccole lancette che segnano le lunghe ore inventate per mascherare il vero passaggio del tempo, che corre con una rapidità mortale e insolente che nessun orologio potrebbe mai misurare. Una vita, un secolo, cinquant’anni: non puoi più immaginare quelle misurazioni bugiarde, non puoi tenere quella polvere senza corpo nelle tue mani. “

Il passato può essere rivissuto? Il passato può essere “rimesso in scena da personaggi apparentemente diversi, ma identici nella sostanza”? Fuentes sembra porre queste domande nel suo racconto. Nell’oscurità, la giovinezza sembra uguale alla vecchiaia, la pelle giovane alla pelle vecchia.

Storia meravigliosa di Fuentes … e inaspettata atmosfera gotica

Terza di Copertina

Traduzione Carmine De Michele

Un’inserzione allettante porta Felipe Montero, giovane storiografo disoccupato, nella casa solitaria di Consuelo, una signora anziana e malata. Il suo incarico è trascrivere e ordinare le memorie del marito defunto, il generale Llorente, che ha combattuto nella guerra messicana di Massimiliano d’Asburgo. Per portarlo a termine Felipe alloggia in quella grande casa sempre immersa nell’oscurità e avvolta nel profumo di piante rare, dove abita anche Aura, la bella e misteriosa nipote di Consuelo. Tra lei e Felipe nasce subito il desiderio e poi l’amore, turbato dalla presenza della vedova e dallo strano legame che unisce le due donne: un’assoluta dipendenza reciproca che si riflette anche nell’identità degli atteggiamenti, dei movimenti. Aura sembra incatenata a un destino triste e ineluttabile a cui Felipe vorrebbe strapparla. Ma la giovane non vuole, non può allontanarsi da quella casa, dove il tempo sembra riavvolgersi su se stesso in un ricorrere eterno ed enigmatico di immagini e ricordi. Perché Consuelo è Aura e Aura è Consuelo…

[FILM] La Dea fortuna

Il mio pensiero

by Mafaldyna

Per la prima volta, Ozpetek mi ha convinto pienamente. Film articolato e ben interpretato, con una bella colonna sonora. 

Una prova matura, più riuscita de “Le fate ignoranti” , e soprattutto dei due film precedenti (Napoli velata e Rosso Istanbul), che preferisco dimenticare, tanto erano barocchi e pretenziosi. Stavolta invece,  la recitazione di Leo, Accorsi e Trinca è credibile e plausibile. Ottimo cast e bella sceneggiatura, felicemente in equilibrio tra dramma e commedia. A Ozpetek interessa parlare dell’amore che segue gli alti e bassi della vita, che si scontra con la quotidianità e sa reinventarsi sull’orlo del precipizio.

Trama

Alessandro e Arturo sono una coppia da più di quindici anni. Nonostante la passione e l’amore si siano trasformati in un affetto importante, la loro relazione è in crisi da tempo. L’improvviso arrivo nelle loro vite di due bambini lasciatigli in custodia per qualche giorno dalla migliore amica di Alessandro, potrebbe però dare un’insperata svolta alla loro stanca routine. La soluzione sarà un gesto folle. Ma d’altronde l’amore è uno stato di piacevole follia.