[ITALIA] atletico minaccia football club – marco marsullo

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Vanni Cascione ha un’unica fede, il calcio, e un unico dio, José Mourinho. Dopo anni da mister di squadre scalcagnate della provincia campana e con un’infinita collezione di esoneri, è incaricato dal direttore sportivo Lucio Magia, faccendiere dal viso gitano, di allenare l’Atletico Minaccia Football Club. Alla promessa di poter disporre di una rosa di calciatori eccellenti corrisponde però un reclutamento spericolato, tra patteggiamenti, prostitute nigeriane e reduci di reality show. Cascione si ritrova in squadra un attancante schiavo della colite cronica, un mediano clandestino schierabile solo in trasferta perché in casa è piantonato dalla polizia, un portiere cocainomane, uno stopper detto “Trauma” e non per caso, un ex concorrente di Sarabanda e persino un meccanico e un cuoco… Con questa improbabile formazione, vincere il torneo si prospetta complicato. Figuriamoci se ci si mette pure la camorra. Marco Marsullo dà vita a una figura poetica e maldestra di allenatore di provincia, abituato a perdere e ostinato a vincere. E si diverte a giocare con gli stereotipi del nostro Sud liberandoli, finalmente, dalla retorica del lamento consolatorio. 

– Nel calcio conta solo chi vince, – rilanciò. – Ce lo ha insegnato lei. – Allora ti dico un’altra cosa, apri bene le orecchie. Ci sei? Accennò un «sí». – Ti confesso la settima e ultima regola del calcio secondo Cascione. La piú importante. Vuoi? Nino acconsentí, le guance piene di polvere scavate da due fiumi di lacrime. – La settima regola del calcio secondo Cascione è: nel calcio conta solo chi vince. Ma ogni tanto anche chi perde. Nino mi fissò interrogativo, poi si sciolse in un sorriso grandissimo. Fu quello il momento in cui capii che fare l’allenatore di calcio era la piú grande fortuna che mi fosse mai capitata