Il ciclo di vita degli oggetti software – Ted Chiang

MICRORECENSIONE
Vi ricordate i Tamagochi ? Quei piccoli animaletti elettronici che vivevano in un portachiavi e ai quali dovevamo dare da mangiare, far dormire, pulire le cacche solo pigiando un bottone ?
Chi di voi è riuscito a farlo per più di due settimane prima di rendersi conto che era una gran rottura di coglioni ?

Il racconto di Ted Chiang “Il kilo di vita degli oggetto software” mi ha fatto venire in mento questi graziosi animaletti.

Solo che i “Digienti” cosi si chiamano sono in grado di camminare, adattarsi al mondo esterno, parlare, ma come i Tamagochi hanno tanto bisogno di qualcuno che li segua e che dia loro attenzioni e amore.

Questa novella è una continua SLIDING-DOORS … 
ovvero cosa succederebbe se … 
Qual’è il confine fra l’intelligenza programmata e coscienza affettiva degli umani ? e se un software potesse creare la coscienza affettiva e inserirla in un “robot” e umanizzarlo dovremmo avere delle responsabilità morali nei suoi confronti come se fosse un figlio ?

TERZA DI COPERTINA 
Il primo romanzo dell’autore rivelazione più premiato del nuovo secolo. Premio Hugo 2011. « Come già aveva fatto con Storia della tua vita, con questo romanzo Chiang dimostra di saper scrivere in modo altrettanto coinvolgente di idee scientifiche e di esseri umani. » Locus

Negli anni Cinquanta Alan Turing ipotizzava di poter far “crescere” un’intelligenza artificiale istruendola come se fosse un bambino: fornendole i migliori organi sensoriali per mettere la macchina in contatto col mondo e cominciando a insegnarle a parlare e a capire il linguaggio umano.
Ma come sarebbe, davvero, allevare un’intelligenza artificiale nel mondo contemporaneo, l’era di internet fatta di società startup, di giochi di ruolo online, di software open source? Ted Chiang, che qui si cimenta per la prima volta su un’opera lunga, racconta la storia di due persone e del loro particolarissimo “cucciolo”, descrivendo i particolari ma inevitabili problemi che dovranno affrontare, come gli aggiornamenti dell’hardware e l’obsolescenza del software. E contemporaneamente propone una riflessione sulla reale differenza tra intelligenza e potenza di calcolo, e su cosa significhi davvero rapportarsi con un’entità artificiale.

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