Sergio Garau – QUIRRA

Sergio Garau – QUIRRA

AGNELLO a 2 TESTE esemplare unico
AGNELLO modello POLIFEMO di occhi UNO
VITELLO con inserti di COBALTO, CROMO, CADMIO, URANIO e ORO
FRATELLO di anni 32
FRATELLO di anni 36
FRATELLO di anni 29
CERCASI
OCCHI sul volto
ORECCHIE ai lati del volto
LINGUA distinta dai denti
ARTI per rivolgere il corpo rispondere ai comandi
PARTICELLA NANOMETRICA di METALLO da depositare nel sangue nel fegato pancreas nelle ossa
a 50.000 euro l’ora OFFRESI
POLIGONO SPERIMENTALE INTERFORZE di

QUIRRA

è l’odore di carne
bruciata nel nero
passata nel ferro
il fumo delle bancarelle
un altro morso e lo zucchero corre
la gomma si fa largo
dentro

il piombo bucato per farci passare
la lenza attraverso
l’esca sale allo specchio
d’aria resta in gola
un colpo di pietra sulla testa sullo scoglio
un colpo di grazia e poi il corpo
insieme agli altri
nella rete

disoccupato
mi sveglio con un coltello nel costato
mi apre come noce del sangue
tutto d’un colpo
d´un fiato

COMPAESANO per posto di lavoro a 1500 euro al mese
S’ASSASSINA il figlio di un’altra al posto di lavoro del mio
BARATTO
MANI di NIPOTINA per PENSIONE ANTICIPATA
VENDESI
PELLE funzionante per due cene al mese in ristorante

BLACK FRIDAY
nero venerdì
delle ceneri
giorno delle offerte
il guardiano apre il cancello
ed entrano i clienti

avevo un male al cuore
venuto su diverso
dal resto

oltrepassano il muro
le onde delle voci
dei bambini che giocano
ridono corrono mi chiedo
come sia scorrere i suoni a spirale
per i sensi rifrangere i colori
scomporli dagli orli degli occhi
in pitture auricolari
immaginare
di poter prendere un bicchiere d’acqua
e poter bere a piccoli sorsi
maledire il mondo per non potermi –
immagina
alzarmi dalla culla
a ventidue anni
prendere la porta la luce
a pieni polmoni
un bacio sul prato
lasciare il cuore sulle labbra
desiderarla di farle l’amore
e morirne di troppo
non potrò mai
di me c’è solo
una foto di me nel buio
io qui non sono
mai stata mai nata
le parti del corpo
scritte male scollegate
tagliarle e ricucirle non basta
il tutto non ha equilibrio, né unità
è meglio buttarla questa pallottola di carne
senza senso
nessuno a me vicino ha mai avuto nemmeno una scelta
m’han negato persino la possibilità dell’inferno

filtrano oltre i vetri gli orli degli occhi
rifrangono colori scomporli
scorrono suoni a spirale
errore madornale
nella trama
oltrepassano i muri
le onde delle voci dei bambini
le onde del vibrare delle bombe
a 50.000 euro l´ora offresi
poligono sperimentale interforze di

12 Settembre

1919: al grido di “O Fiume o morte“, Gabriele D’Annunzio e i suoi 2500 legionari occupano la città di Fiume. Simbolo della “Vittoria mutilata” , la città aveva la maggioranza della popolazione italofona. Col Trattato di Rapallo, l’esercito regolare fu autorizzato ad assediare la città per cacciare D’annunzio: il Vate firmò la resa il 31 dicembre 1920. In seguito alla risposta armata dell’esercito regolare, che comportò numerose vittime civili, in Italia la tensione politica fu elevata, tanto che la legislatura si chiuse in anticipo, rimuovendo Giolitti da capo del governo.