La peste scarlatta – Jack London

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

Avendo sempre identificato Jack London con i classici “Zanna bianca”, “Il richiamo della foresta”,”Martin Eden” ho trovato questo racconto molto distante dal mio immaginario Londoniano.Partendo dal fatto che è stato scritto nel 1912 questo racconto è una distopia molto interessante nel quale si narra di un Virus che ha distrutto quasi tutta la popolazione e ha fatto regredire ad uno stato primitivo i pochi sopravvissuti.Sicuramente è uno degli ispiratori di Cormack McCarthy per il suo “LA STRADA” .

TRAMA
“Con l’arrivo della Morte Scarlatta il mondo è andato in pezzi, nel modo più assoluto e irrimediabile. Diecimila anni di cultura e civiltà svaniti in un batter d’occhio, ‘fugaci come schiuma’”. Ne La peste scarlatta Jack London anticipa di un decennio la peggiore epidemia globale che, fino ad oggi, si sia sviluppata nel nostro pianeta, la cosiddetta “spagnola”. Sessant’anni dopo la diffusione del contagio, che, in breve tempo, spazzò via quasi del tutto la razza umana, Jack London descrive, attraverso le parole di un anziano sopravvissuto, lo scenario post-apocalittico di una California tornata all’età della pietra, dove la natura selvaggia ha ripreso il sopravvento. Qui, il vecchio spiega a dei ragazzini – discendenti dei pochissimi sopravvissuti – come, nei giorni in cui si diffuse quell’inarrestabile morbo, l’uomo avesse dimenticato del tutto valori come la solidarietà e la compassione, precipitando in una spirale di violenza che aveva avuto come conseguenza il crollo della civiltà e l’annientamento del progresso.

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