Tutti gli articoli di Alberto Tonelli

Solo bagaglio a mano – Gabriele Romagnoli

9788807888656_quartaMolte recensioni ci raccontano che questo libro mette troppi punti interrogativi e poco approfondimento. Beh ! l’approfondimento, se i punti interrogativi hanno funzionato, lo deve fare in lettore contestualizzandolo nella propria vita.
Da leggere assolutamente … e poi basta un pomeriggio ….
Intanto i primi due numeri dalla rubrica del telefono sono spariti …

C’è bisogno di perdere qualcuno per ammettere che s sera un abbraccio vale più di uno scatto di carriera? Eppure è così, quasi inevitabilmente così. E allora perdere diventa necessario

TERZA DI COPERTINA
Non ingombrare, non essere ingombranti: è l’unica prospettiva che si possa contare fra quelle positive, efficaci, forse anche moralmente e politicamente buone. Gabriele Romagnoli ha avuto modo di pensarci in Corea, mentre era virtualmente morto, chiuso in una cassa di legno, per un bizzarro rito-esperimento. Nel silenzio claustrofobico di quella bara, con addosso solo una vestaglia senza tasche (perché, come si dice a Napoli, “l’ultimo vestito è senza tasche”), arrivano le storie, le riflessioni, i pensieri ossessivi che hanno a che fare con la moderazione. Il bagaglio a mano, per esempio. Un bagaglio che chiede l’indispensabile, e dunque, chiedendo di scegliere, mette in moto una critica del possibile. Un bagaglio che impone di selezionare un vestito multiuso, un accessorio funzionale, persino un colore non invadente. Il bagaglio del grande viaggiatore diventa metafora di un modello di esistenza che vede nel “perdere” una forma di ricchezza, che sollecita l’affrancamento dai bisogni, che non teme la privazione del “senza”. Anche di fronte alle più torve minacce del mondo, la leggerezza di sapersi slegato dalla dipendenza tutta occidentale della “pesantezza” del corpo, e da ciò che a essa si accompagna, diventa un’ipotesi di salvezza. Viaggiare leggeri. Essere leggeri. Vivere leggeri. Gabriele Romagnoli centra uno dei temi decisivi della società contemporanea e della sopravvivenza globale e scrive una delle sue opere più saporite, il racconto di una rinascita, di un risveglio.

Il Pipistrello – Jo Nesbo


Con “Il Pipistrello” inizia la serie di romanzi che vede protagonista Harry Hole.
Come in tutti i noir la cosa principale, secondo il mio parere da lettore, è la caratterizzazione del personaggio e Nesbo ci riesce bene con Harry “Holy” Hole.
L’ambientazione australiana da quel di più grazie al ricorrere alle leggende e all’eco di quella saggezza popolare degli antichi popoli autoctoni.

Una ragazza norvegese di poco più di vent’anni è stata uccisa a Sydney. L’ispettore Harry Hole della squadra Anticrimine di Oslo viene mandato in Australia per collaborare con la polizia locale e in particolare con Andrew Kensington, un investigatore di origini aborigene tanto acuto quanto misterioso. L’inchiesta si rivela subito complessa: l’omicidio della ragazza non è un caso isolato ma, probabilmente, l’ultimo anello di una lunga catena, e lo scenario in cui l’assassino agisce si allarga fino a comprendere fosche storie di droga e sesso. Un quadro a tinte così forti che Harry quasi vede proiettarsi sulle indagini l’ombra minacciosa di alcune figure della mitologia aborigena. In particolare quella di Narahdarn, il pipistrello che reca la morte nel mondo.

NZO

Di notte sotto il ponte di Praga – Leo Perutz

9788866328261_0_0_1575_75Allora il sommo rabbino andò sulle rive della Moldava e piantò sotto il ponte di pietra, nascosto agli sguardi degli uomini, un arbusto di rose e rosmarino. E su entrambi pronunciò le parole dell’incantesimo. Allora una rosa rossa sbocciò dal cespuglio e il fiore del rosmarino si tese verso di lei e l’avvinse. E ogni notte l’anima dell’imperatore volava nella rosa rossa e l’anima dell’ebrea nel fiore del rosmarino

Praga, fine del 16° secolo. Sulla città regna Rodolfo II, imperatore del Sacro Romano Impero, personalità misteriosa. Vive arroccato nel Castello, circondato da alchimisti, astrologi, pittori, servitori fedeli e imbroglioni di ogni risma. Ama Esther, moglie dell’ebreo Mordechai Meisl, l’uomo che gli presta il denaro per la sfarzosa ed eccentrica vita di corte; ma è un amore che esiste solo nei sogni, perché così ha voluto Rabbi Lo?w, autore di sortilegi, cabbalista, creatore del Golem. Dentro questa Praga magica Perutz intreccia le sue fantastiche invenzioni narrative intorno a un perno che è l’emblematico, inestricabile intreccio dei destini dei due rivali, Rodolfo e Mordechai, il Cristiano e l’Ebreo, entrambi grandi, entrambi perdenti.