Tutti gli articoli di Alberto Tonelli

vincoli – kent haruf

Vincoli è il primo libro di Ken Haruf, ma il quinto dei sei pubblicati in vita dall’autore americano. In questa prima opera la scrittura non è quella che ci siamo abituati a leggere nei romanzi già pubblicati in Italia. Nella trilogia la scrittura è secca diretta .. e si nota il lavoro di togliere togliere togliere fatto nel corso della scrittura dei romanzi venuti dopo.
In questo romanzo Ken Haruf deve presentarci Holt e la sua umanità, le sue radici, i suoi perché, la sua sociologia e la vita della comunità. Quindi troviamo un Haruf pieno di dialoghi, di descrizioni, di esposizione di fatti e atmosfere che non hanno sempre una sola chiave di lettura, ma continui sfaccettamenti.
Vincoli è le fondamenta di Holt quindi devono tenere tutto il peso di quello che verrà costruito sopra con gli anni a venire.

VINCOLI è il romanzo dei rapporti che incatenano, del libero arbitrio negato, dell’incapacità a prendere una decisione, all’inadeguatezza, ai sensi di colpa … a sentimenti che fanno parte più o meno del nostro essere

  • È la primavera del 1977 a Holt, Colorado. Edith Goodnough giace in un letto d’ospedale, e un poliziotto sorveglia la sua stanza. Pochi mesi prima, un incendio ha distrutto la casa dove Edith abitava con il fratello Lyman. Un giorno, un cronista arriva in città a indagare sull’incidente e si rivolge a Sanders Roscoe, il vicino di casa, che non accetta di parlare per proteggere Edith. Ma è proprio la voce di Sanders a raccontarci di lei e del fratello, di una storia che inizia nel 1906, quando Roy e Ada Goodnough sono arrivati a Holt in cerca di terra e di fortuna. La storia di Edith si lega a quella del padre di Sanders, John Roscoe, che ha condiviso con loro la dura vita nei campi, in quella infinita distesa di polvere che era la campagna del Colorado. La Holt delle origini è l’America rurale, dove vige un codice di comportamento indiscutibile, legato alla terra e alla famiglia, e dove la felicità si sacrifica in nome del dovere e del rispetto. Kent Haruf racconta i suoi personaggi senza giudicarli, con profonda fiducia nella dignità dello spirito umano. Questo libro è per le spighe di grano, per le mucche, per i cieli d’estate e la neve, per le stelle e l’erba, per la polvere e il dondolo, per una crostata di ciliegie e per le cartoline; ma questo libro è soprattutto per gli acerbi ragazzi che eravamo, per i dettagli in cui ci siamo persi, per i guai che ci hanno ammaccato, e per la porta che siamo riusciti ad aprire, finalmente liberi di vivere giorni più luminosi.

e’ la guerra dentro la nostra anima ?

Troppe canzoni
troppo futuro
troppe illusioni e nuovi amori digitali

Troppo classismo
troppo proibizionismo
troppo silenzio e incomprensibili prigioni
troppa polizia

Solo perché respiro
ho illuminazioni
solo perché respiro
ho allucinazioni
solo perché respiro
ho strane emozioni

Troppo fascismo
troppo rumore
troppi computer e mostruose religioni

Troppa violenza
troppo denaro
troppe autostrade e bombe soprannaturali
just beatin’ on my brain

Solo perché respiro
ho illuminazioni
solo perché respiro
ho allucinazioni
solo perché respiro
ho strane emozioni

tante piccole sedie rosse – edna o’brien

Iniziamo a dire che questo è un libro per STOMACI FORTI.
infatti l’agghiacciante racconto di Edna o’Brien si ispira alla vita
del Macellaio di Sarajevo … ovvero Radovan Karadzic.
Il romanzo riprende le ferite create nella guerra bosniaca e ci fa sentire la continua e persistenze presenza del male.

TERZA DI COPERTINA
Una notte d’inverno un misterioso straniero raggiunge a piedi un villaggio sulla costa irlandese. Dice di essere un poeta e un guaritore, di avere erbe e pozioni per lenire i dolori e curare i problemi sessuali. Ha una personalità magnetica, tanto che la piccola comunità di Cloonoila ne è presto conquistata. Fidelma McBride più di tutti. E il suo destino rimarrà segnato in modo ineluttabile.

il libro della gloria – Lloyd Jones

Agosto 1905. Un gruppo di ragazzi sale su una nave ad Auckland, in Nuova Zelanda, e inizia una lunga traversata alla volta dell’Inghilterra: prima tappa di una gloriosa tournée che toccherà paesi lontani e misteriosi. Città splendenti, moderne e caotiche.Tra di loro ci sono due calzolai, due fabbri, tre agricoltori, un caporeparto del mattatoio, due minatori, un impiegato statale e uno di banca, un ex fantino, due corridori professionisti e un maestro d’ascia. Sono i mitici All Blacks. Ma questi ragazzi ancora non sanno che il loro destino sarà quello di diventare una leggenda del rugby e di conquistare il mondo. Giocano la prima partita nel Devon ed è una sorprendente vittoria. È solo l’inizio. Da quel momento in poi mietono un successo dopo l’altro. Il pubblico li adora. Le signore li coccolano. I mariti li invidiano. Per loro vengono organizzate cene, balli e serate di gala. Sono ospitati e accolti con ogni onore in molte città della vecchia Europa: dall’Inghilterra all’Irlanda, alla Scozia, al Galles, alla Francia. Curiosi e smarriti attraversano il Nuovo Mondo. Ognuno di loro possiede una buona dose di coraggio, ingenuità, elegante naturalezza e generosità senza pari. Un irrefrenabile piacere di giocare insieme e uno spirito di squadra ferreo e indiscutibile. A dicembre, a soli quattro mesi dalla partenza, sono già i «meravigliosi All Blacks» che nella classica divisa nera hanno battuto lo Yorkshire 40 a 0 e l’Inghilterra e l’Irlanda con un secco 15 a 0. Eppure questi ventisette ragazzi belli, forti, timidi e generosi, sembrano non abituarsi mai ad essere oggetto di così tante attenzioni e il loro sogno resterà fino alla fine «continuare a orbitare nel nostro piccolo mondo di calzolai e fonditori». Di vittoria in vittoria, di successo in successo, con uno stile misurato e commovente che sta fra l’appunto di viaggio e la poesia, l’epopea e il racconto quotidiano, seguiamo la travolgente esperienza della squadra fino al giorno del tanto desiderato ritorno a casa. Quando gli All Blacks sono per sempre consegnati alla gloria e alla leggenda.Ventisette ragazzi timidi e coraggiosi salgono su una nave ad Auckland, in Nuova Zelanda, e da qui navigano alla volta dell’Inghilterra. Sono i mitici «Original» All Blacks. A loro appartiene un preciso destino: diventare una leggenda del rugby e conquistare il mondo. Partita dopo partita, vittoria dopo vittoria, la loro gloria li precede e la loro haka trascina le folle. Davanti a un pubblico dapprima diffidente, poi partecipe, infine entusiasta, questi ragazzi in maglietta e calzoncini neri, giocano increduli le proprie vite e segnano le sorti di uno sport che troverà sostenitori fedeli e innamorati in tutto il mondo.Per la cronaca, nella loro prima tournée, gli All Blacks segnarono ottocentotrenta punti e ne concessero trentanove.

L’uomo senza passato – Aki kaurismaki

Ci sono libri scritti da sognatori. Libri come “L’uomo senza passato” che, pagina dopo pagina, raccontano storie memorabili, illuminate di tenerezza e di humour. Dopo un’aggressione in cui ha perso la memoria, M si ritrova a vivere nella povertà estrema della periferia di Helsinki. Solo e malandato, incontra solidarietà e accoglienza in una comunità di senzatetto che vivono nella baraccopoli di container vicino al porto. Con la sua incantevole vena surreale, rassegnato e ottimista, Kaurismäki dà vita a un’umanità ricca di dignità e di spirito quanto povera di beni materiali. Diseredati moderni, ironici e stravaganti, i suoi personaggi sembrano emergere da un altro tempo: la dolce e silenziosa Irma, i volontari dell’Esercito della Salvezza, il rapinatore gentiluomo che ruba per dare agli ex dipendenti, il poliziotto affittacamere e il suo “feroce” cane Hannibal, la scalcinata rock band di quartiere. E mentre parte un nostalgico tango finlandese, Kaurismäki sembra dire che dimenticare il passato può essere a volte l’inizio di una rinascita. Intanto M, giorno dopo giorno, coraggiosamente, scopre la libertà, l’amicizia e l’amore. Una favola contemporanea, divertente e malinconica, sulle vie sorprendenti che può prendere la vita