Archivi categoria: FILM

Mon Roi – Il mio Re di Mailwenn

Come Tony, non ho ancora capito se arrabbiarmi con il personaggio di Cassel o arrendermi ed amarlo. In definitiva è questo che Georgio chiede alla sua compagna e al mondo: essere accettato. La scena finale, quella della promozione del figlio, diventa emblematica di questo: Georgio viene “promosso” genitore, lui che è sempre stato enfant terrible. Tony è una donna bruttina e borghese che fa l’avvocato e incontra l’uomo che diverrà la sua ossessione. Legati da un’attrazione essenzialmente fisica, i due inizialmente si divertono a sfidare le convenzioni e “fare i matti” in pubblico. Ma il carico di incomprensioni diventa insostenibile quando arriva la gravidanza di Tony, proprio nel momento in cui la donna capisce che lei il suo uomo non lo conosce affatto. Scoprirà che ha una relazione ambigua con la ex, cui si sente legato da un senso di colpa quando lei tenta il suicidio e scoprirà che ha dei debiti che gli valgono il pignoramento dei beni incautamente messi in comune col marito. Peraltro lui rivela alla donna che si fa di droghe e spesso la tradisce…Matrimonio e gravidanza vengono affrontati da entrambi con assoluta leggerezza finché arriva la resa dei conti. Per continuare ad avere un buon rapporto devono vivere separatamente…Quel che è certo è che Cassel interpreta un personaggio che gli è congeniale..anzi non sembra fare alcuno sforzo di immedesimazione; gli interpreti sono in effetti la chiave vincente del film.

Alaska di Claudio Cupellini

La tormentatissima storia d’amore tra una giovane modella francese e un cameriere italiano inizia con un crimine. Appena conosciuta Nadine, Fausto si mette nei guai con un cliente dell’hotel in cui lavora e finisce in galera. Da qui in poi i destini dei due s’intrecciano tra contraccolpi del destino e colpi di testa di entrambi. Ottimo cast. Bravissimi i due protagonisti che recitano in francese e italiano. Un film pieno di pugni allo stomaco e scene tenere, una fotografia livida e un ritmo serrato.

Prot da K-Pax

Voglio dirti una cosa, Mark. Una cosa che ancora non sai. Noi k-paxiani abbiamo vissuto abbastanza da averlo già scoperto. L’universo si espanderà, poi tornerà a collassare su se stesso e poi si espanderà di nuovo, ripetendo questo processo all’infinito. Ciò che non sai è che, quando l’universo si espanderà di nuovo, tutto quanto sarà come adesso. Qualunque errore commetterai in questa vita, lo ripeterai nel tuo prossimo passaggio. Ogni errore che commetterai sopravviverà ancora e ancora, per sempre. Quindi il consiglio che ti do è di fare le scelte giuste questa volta, perché questa volta è tutto ciò che hai. (Prot)

Dobbiamo parlare – Sergio Rubini

Commedia dal ritmo brioso che tocca i nervi scoperti dei problemi del convivere e del realizzarsi attraverso la coppia. Ottima prova dei 4 interpreti e in particolare di Isabella Ragonese, il personaggio inizialmente più controllato che esplode in un crescendo teatrale che raramente si vede in una commedia italiana. Due coppie, una altoborghese e l’altra più intellettuale e di sinistra, implodono nel corso di una lunga serata che costringe i 4 ad un bilancio.

locandina
TRAMA
Vanni e Linda sono fidanzati da dieci anni, convivono in un attico a Roma centro. Lui fa lo scrittore, lei è la sua ghostwriter. I loro migliori amici sono Costanza e Alfredo, detto il Prof. Due medici, lei una dermatologa e lui un cardiochirurgo innamorato del suo lavoro. Sono sposati, non hanno figli e gestiscono il loro matrimonio come una Spa.

Costanza scopre improvvisamente che il Prof. ha un’amante, e in preda ad una crisi di panico, irrompe in casa di Vanni e Linda. Inizia così la notte più lunga per i quattro protagonisti che tra litigi, scherzi, risate e ammissioni di colpe metteranno in gioco i loro amori e le loro amicizie.

Le Ricette della signora Toku

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Uno dei film più poetici che abbia mai visto. La fotografia, la sceneggiatura e gli interpreti sono magici. La storia di Toku è una parabola del diverso. Segregata in un sanatorio per il sospetto di contagio da lebbra,Toku sfugge per qualche tempo all’isolamento cui la confina la legge grazie a Sentaro, il gestore di un chiosco di dorayaki. La marmellata di fagioli rossi (han) che prepara Toku si sposa con l’impasto dei dolci donando al chioschetto di Sentaro un attimo di gloria. Ma dietro i due personaggi principali si cela un mondo di sofferenza sommersa. Solo il giovane che ha sperimentato sulla propria pelle il fallimento, comprende appieno la volontà di riscatto della donna. La cucina diventa maestra di vita ed espressione di amore. La vecchia signora ” parla’ alla Natura e finirà per “reincarnarsi” in un ciliegio. È la vecchia signora a essere pazza o …lo siamo noi?

DA WIKIPEDIA
Le ricette della signora Toku (あん An?, lett. “Pasta di fagioli dolce”) è un film del 2015 scritto e diretto da Naomi Kawase, basato sull’omonimo romanzo di Durian Sukegawa. Il film è stato scelto per aprire la sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2015. La pellicola è stata inoltre presentata nella sezione Contemporary World Cinema del Toronto International Film Festival 2015.

La Generazione – Simone Lenzi

lagenerazione1_0Divertente e drammatico allo stesso tempo, un po come il Primo amici miei. L’ossessione della paternità/maternità della genitorialità. L’impossibilità o la difficoltà a riuscirci.
La storia, vista dagli occhi dell’uomo, dove la donna ha un ruolo di cOmprimaria. Quasi a voler ribaltare la natura e il naturale svolgere della generazione di una nuova vita.
Divertenti i qudretti familiari. Alla fine anche quelle pagine piene di citazioni da classici della biologia prendono un senso all’interno degli accadimenti.

TERZA DI COPERTINA
Un portiere notturno d’albergo, che ha scelto quel mestiere per soddisfare in solitudine la propria passione per i libri, è impegnato con la moglie in un tentativo di procreazione assistita. La faccenda diventa ben presto un assillo, soprattutto per la donna, mentre lui si rifugia in letture che, prendendo spunto dalla riflessione medico scientifica e filosofica sulla generazione umana, finiscono con l’imbastire una fitta trama di rimandi dove teorie e personaggi si confondono in echi e assonanze imprevedibili eppure sempre coerenti. La vita famigliare, si rende conto, è molto diversa da quella che da bambino aveva trovato descritta in un manuale domestico cui aveva creduto come a una bibbia. Romanzo al contempo drammatico e divertente – organizzato intorno alla massima di Ippocrate posta in apertura, «La vita è breve, l’arte è lunga, l’occasione fuggevole, l’esperimento pericoloso, il giudizio difficile» – La generazione interroga il lettore sul desiderio di avere figli per come questo si declina al maschile e al femminile, proponendo con discrezione una via di uscita all’ossessione, una seconda chance che i protagonisti daranno a se stessi per tornare a vivere. Una cura oltre la medicina.
Da questo libro è tratto il prossimo film di Paolo Virzì (set da febbraio 2012) che ha detto: “Simone ha scritto una cosa che mi stringe il cuore, la storia di una giovane coppia che cerca di avere un figlio, una storia ispirata un po’ alla sua vita. A me interessa ficcare il naso nelle vite degli altri, è la spinta più forte che mi porta a fare questo mestiere, e così andata anche stavolta”.
L’AUTORESimone Lenzi, cantante livornese leader della band Virginiana Miller, è nato a Livorno nel 1968. Dopo gli studi in filosofia all’università di Pisa (finisce gli esami ma non dà la tesi), fa i più svariati lavori: dall’accompagnatore turistico al programmatore, dal libraio al ghostwriter di grammatiche scolastiche. Nel frattempo canta e scrive testi per i Virginiana Miller, con cui realizza cinque dischi considerati fra i migliori prodotti del panorama indie italiano. Insieme a Simone Marchesi ha tradotto il primo libro degli “Epigrammi” di Marziale (2008) e “Un’America” di Robert Pinsky (2009).

Oltre il giardino -Jerzy Kosinski

kosinski_oltreilgiardinoLa storia di chance una via di mezzo fra Mr.Magoo, Will Coyote e Forest Gump. Un uomo che ha sempre vissuto facendo il giardiniere in una villa privata senza mai aver contatti con il mondo esterno se non attraverso al TV.
La storia di Chance serve a Kosinski per fare una critica alla società moderna affrontando il tema del potere del mezzo televisivo e la possibilità (leggi forza) di creare personaggi venuti dal nulla, di poca consistenza e di imporli come imprescindibili.


TERZA DI COPERTINA

Chance, venuto al mondo per caso e orfano dalla nascita, vive un’esistenza modesta e appartata curando il giardino di un anziano signore che lo ha accolto in casa.ll suo unico contatto con l’esterno è rappresentato dalla tv, che guarda senza sosta imitando passivamente ciò che vede sullo schermo. Costretto ad abbandonare la casa dopo la morte del vecchio, Chance conosce il magnate Benjamin Rand, direttore di un istituto finanziario collegato al governo. L’ingenuità di Chance, che sa esprimersi soltanto con immagini tratte dal giardinaggio, viene scambiata per saggezza filosofica; e quando il presidente degli Stati Uniti cita il suo nome pubblicamente, Chance acquista un’improvvisa notorietà: ricercato dalla stampa come commentatore politico,da semplice giardiniere assurge al ruolo di guru della nazione… Originalissimo romanzo satirico sulla società dei mass media, “Oltre il giardino” si è imposto tra i classici della cultura americana grazie anche a una fortunata trasposizione cinematografica, nella quale il giardiniere-filosofo ha il volto imperscrutabile di Peter Sellers. Prefazione di Giorgio Vasta.

Psycho – Robert Bloch

3439537-9788845280504Libro ispirato alla vita di Ed Gein serial killer statunitense. Oscurato dal successo e dalla bellezza del Film di Alfred Hitchcock che a differenza di altri registi e rimasto fedele all’opera dello scrittore.

Romanzo molto attuale nel senso che ci racconta la paura atavica che abbiamo dei vicini visti i continui fatti di cronaca. Come non ricordare Olindo e Rosa ?
Un libro assolutamente da leggere avendo in memoria il film di Alfred Hitchcock

TERZA DI COPERTINA
Nei pressi della cittadina di Fairvale si staglia la sagoma solitaria del Bates Motel. Nelle vecchie stanze mai rimodernate, il suo proprietario, Norman Bates, conduce una vita ripetitiva e solitaria, in balia della vecchia madre, tirannica e possessiva. Durante uno dei loro continui litigi, mentre cade una pioggia incessante, giunge al motel una giovane donna. Mary Crane ha impulsivamente sottratto quarantamila dollari all’agenzia immobiliare dove lavora – per saldare i debiti dell’uomo che ama – e ha deciso di fermarsi al motel per riposare e pensare con calma al da farsi. Inizia così il romanzo che ha ispirato il più noto capolavoro di Alfred Hitchcock, la pietra miliare di un certo modo di intendere la paura e trasmetterla al pubblico. Per molto tempo il successo della pellicola ha oscurato i meriti di Robert Bloch. Oggi “Psycho” inaugura una serie di pubblicazioni attraverso la quale il Saggiatore intende riscoprire le fonti letterarie del regista, operando una scelta basata sulla qualità dei testi e degli autori. “Psycho”, il romanzo, riletto oggi rivela tutta la sua potenza. Per i temi che affronta – pornografia, matricidio, travestitismo -, per la sovversione delle convenzioni narrative, per le svolte ingegnose. Ma soprattutto per la banalità dell’orrore, messo in scena all’interno di un microcosmo provinciale apparentemente tranquillo. Una formula che diventerà poi un tòpos della letteratura e della cinematografia statunitense.